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Intelligenza artificiale: il piano dell'Italia per i prossimi tre anni | WeWealth

Intelligenza artificiale: il piano dell'Italia per i prossimi tre anni

Rita Annunziata
26.11.2021
Tempo di lettura: 5'
L'Italia ha adottato il Programma strategico per l'intelligenza artificiale 2022-2024. Ecco quali sono gli obiettivi. E quali le iniziative in cantiere, a partire dalle imprese

Il programma delinea 24 politiche da implementare nei prossimi tre anni per potenziare il sistema dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere l’Italia un centro competitivo a livello globale, trasformando i risultati della ricerca in valore aggiunto per l’industria

Tra le iniziative a favore delle imprese quella di aumentare il numero di imprenditrici al femminile ed esperte di intelligenza artificiale, oltre ad attrarre startup e professionisti esteri con incentivi economici

Giancarlo Giorgetti: “Puntiamo a colmare il ritardo nello sviluppo e nell'adozione di soluzioni innovative in questo ambito tecnologico, dando nuovo impulso alla transizione digitale del nostro sistema produttivo”

L'ecosistema italiano dell'intelligenza artificiale possiede un grande potenziale non ancora pienamente sfruttato. L'industria sta crescendo rapidamente, ma il contributo economico rimane contenuto. Specie se lo si confronta con i “cugini” europei. Eppure, come si legge nel nuovo Programma strategico per l'intelligenza artificiale 2021-2024 approvato dal Consiglio dei ministri, la Penisola ha delle “basi solide su cui costruire” a fronte di “specifiche aree di debolezza su cui concentrare riforme e investimenti”. A tal fine, il programma delinea 24 politiche da implementare nei prossimi tre anni per potenziare il sistema dell'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di rendere l'Italia un centro “competitivo a livello globale”, trasformando i risultati della ricerca in valore aggiunto per l'industria.
Frutto del lavoro congiunto del ministero dell'Università e della ricerca, del ministero dello Sviluppo economico e del ministero per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale, oltre al supporto del gruppo di lavoro sulla Strategia nazionale per l'intelligenza artificiale, il piano contiene tre aree d'intervento: rafforzare le competenze e attrarre talenti, aumentare i finanziamenti per la ricerca avanzata nell'intelligenza artificiale, e incentivarne l'adozione e la sua applicazione sia nella pubblica amministrazione che nel settore produttivo in generale.

Le iniziative a favore delle imprese


Partendo dalle imprese, tutte le iniziative condividono obiettivi comuni. Innanzitutto, prestare particolare attenzione alle aziende di piccole dimensioni, attive nei contesti geografici o socioeconomici periferici e svantaggiati. Poi, aumentare il numero di imprenditrici al femminile ed esperte di intelligenza artificiale, oltre ad attrarre startup e professionisti esteri con incentivi economici. E infine “allineare tutte le politiche di intelligenza artificiale relative all'elaborazione, aggregazione, condivisione e scambio dei dati, nonché alla sicurezza dei dati, con la Strategia nazionale per il cloud e con le iniziative in corso a livello europeo, a partire dalla Strategia europea dei dati e dalle recenti proposte di un Data governance act e di un regolamento sull'intelligenza artificiale”, si legge nel programma.
A tal fine, vengono individuate due linee d'azione: l'intelligenza artificiale per modernizzare le imprese e quella per modernizzare la pubblica amministrazione. Sulle aziende, appunto, si parla di supportare il processo di assunzione di personale altamente qualificato nelle aziende private, al fine di rafforzare il loro processo di Transizione 4.0; spingere l'adozione di soluzioni di intelligenza artificiale nelle aziende private, per favorirne la competitività; aiutare startup e spin-off a crescere, sia a livello nazionale che internazionale; e definire un contesto normativo che possa favorire la sperimentazione e la certificazione di prodotti e servizi di intelligenza artificiale affidabili. Ricordiamo che secondo l'Osservatorio artificial intelligence della School of management del Politecnico di Milano, le aziende italiane che offrono prodotti e servizi di intelligenza artificiale sono 260. E nel 2020 il mercato privato dell'intelligenza artificiale in Italia ha toccato i 300 milioni di euro, in crescita del 15% sul 2019 ma pari a unicamente al 3% del mercato europeo.

Le altre due aree di intervento


Quanto alla pubblica amministrazione, gli interventi in cantiere sono volti alla creazione di infrastrutture dati per sfruttare in sicurezza il potenziale del big data, ma anche alla semplificazione e personalizzazione dell'offerta dei servizi pubblici e all'innovazione delle amministrazioni, attraverso il rafforzamento dell'ecosistema GovTech (per esempio con bandi periodici per identificare e sostenere le startup che offrono soluzioni basate sull'intelligenza artificiale). Altre due aree d'intervento, come anticipato, riguardano i talenti e la ricerca. Nel primo caso si parla di interventi per incrementare il numero di dottorati e attrarre ricercatori, oltre a promuovere corsi e carriere nelle materie Stem (Science, technology, engineering and mathematics). Nel secondo, si punta a favorire le collaborazioni tra il mondo accademico e della ricerca, l'industria, gli enti pubblici e la società. Ma anche a creare nuove cattedre di ricerca sull'intelligenza artificiale e incentivare il rientro in Italia di professionisti del settore. Per monitorare i progressi su ogni fronte, è stato infine costituito un gruppo di lavoro permanente sull'intelligenza artificiale in seno al Comitato interministeriale per la transizione digitale.

“Il sistema italiano della ricerca e della formazione è pronto a guidare il potenziamento di questo settore”, ha commentato Maria Cristina Messa, ministro dell'Università e della ricerca. “La strategia è una straordinaria occasione di crescita competitiva: creiamo le condizioni per i giovani italiani, soprattutto donne, che decidono di investire in corsi di studio e nella ricerca sull'intelligenza artificiale affinché possano farlo, ai massimi livelli, rimanendo nel nostro Paese. E stimoliamo scambi e incontri anche con tanti ricercatori provenienti da tutto il mondo”. “Con il Programma strategico per l'intelligenza artificiale puntiamo a colmare il ritardo nello sviluppo e nell'adozione di soluzioni innovative in questo ambito tecnologico, dando nuovo impulso alla transizione digitale del nostro sistema produttivo”, ha aggiunto Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico. “L'intelligenza artificiale è lo strumento con cui il nostro Paese nei prossimi anni vuole rafforzare l'interazione tra centri di ricerca e impresa, in modo da creare le premesse per uno sviluppo basato sulla capacità di innovazione”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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