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ChatGpt: i vantaggi (attesi) del suo uso per consulenti e investitori | WeWealth

ChatGpt: i vantaggi (attesi) del suo uso per consulenti e investitori

Alberto Battaglia
13.10.2023
Tempo di lettura: 5'
Gli Hnwi, gli investitori più patrimonializzati, sono anche quelli più propensi a interrogare l'Ia per ottenere informazioni sugli investimenti, secondo un sondaggio realizzato da Finer Finance Explorer e presentato all'Efpa Italia meeting 2023

Oggi, meno di un consulente finanziario su dieci utilizza già l'Ia, una percentuale che sale dal 9 al 17% se si restringe il campo ai cf con maggiori masse in gestione.

Per il 75% dei consulenti il principale vantaggio dell'Ia sarà l'ottimizzazione dei tempi, mentre la possibilità di abbattere i costi conterà molto meno

Per la maggioranza dei consulenti finanziari l'intelligenza artificiale servirà per velocizzare alcuni processi e liberare più tempo per la relazione con i clienti e attività importanti, non tanto per ridurre i costi del servizio. “Ricordiamolo: ChatGpt non ha passato l'esame Efpa Esg”, ha dichiarato Nicola Ronchetti, founder and Ceo di Finer Finance Explorer, nel presentare un nuovo sondaggio sulla percezione dell'Ia da parte di consulenti e investitori. Il timore che si sta diffondendo fra i consulenti non è tanto quello di poter essere rimpiazzati dall'intelligenza artificiale, ma “che le altre reti possano usare l'Ia prima e meglio”, ha dichiarato Ronchetti in una tavola rotonda della cornice dell'Efpa Italia meeting 2023. La corsa all'adozione di questa tecnologia e al raggiungimento di maggiori livelli di produttività, dunque, è già iniziata. Anche se, ad oggi, meno di un consulente finanziario su dieci utilizza già l'Ia, una percentuale che sale dal 9 al 17% se si restringe il campo ai cf con maggiori masse in gestione. 


Intelligenza artificiale, ma per farci che cosa

Il maggior vantaggio percepito dall'implementazione dell'Ia, secondo il campione sondato nella ricerca Finer, è l'ottimizzazione dei tempi (lo ha affermato il 75%) e la maggiore efficienza delle relazioni (54%). Per i consulenti caratterizzati da portafogli più consistenti, l'aiuto principale apportato dall'Ia sarà, invece, il maggior tempo a disposizione per le “attività importanti” (81%). La possibilità di ridurre i costi è, per entrambi i gruppi di advisor, un aspetto meno rilevante: viene citato dal 32 e dal 17% degli intervistati, rispettivamente. Anche gli investitori finali non si aspettano di vedere una grande riduzione dei costi della consulenza per merito dell'Ia: lo crede solo il 19% degli Hnwi e il 32% degli investitori under 30. Per gli investitori più patrimonializzati, l'attesa (e forse anche la speranza) è quella di vedere un miglioramento delle relazioni con il proprio consulente (77%). 


Un po' a sorpresa, dalla ricerca è venuto fuori che l'investitore Hnwi è quello che già, oggi, usa di più l'intelligenza artificiale per cercare informazioni sugli investimenti: lo fa il 37% di questo segmento, contro il 25% degli investitori under 30 intervistati. Per i consulenti finanziari, l'uso di strumenti come ChatGpt è confinato a richieste di informazioni generiche (49%) e a usarlo per cercare informazioni di tipo finanziario è solo il 16% – fra i cf dal portafoglio di maggiori dimensioni il dato scende all'11%. 


“Il rischio principale? Quello di usare l'Ia su temi che non si conoscono: in quel caso non si può capire se è il risultato fornito è corretto. Per un consulente portare quei materiali davanti a un cliente è pericolosissimo”, ha dichiarato Federico Gerardini, responsabile direzione commerciale di Zurich Bank. “Come stiamo usando l'Ia nella nostra rete? In questo momento, stiamo investendo molto in formazione”, ha aggiunto Gerardini, “a volte incontrando i consulenti c'è la percezione di una minaccia per il proprio lavoro, ma è quanto di più sbagliato si possa pensare: l'Ia può solo essere d'aiuto, sapendo come utilizzarla”.

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L'arte di interrogare ChatGpt

La capacità di fare domande nel modo giusto a strumenti come ChatGpt è già diventato un mestiere, il prompt engineer, ha sottolineato il professor Enrico Maria Cervellati, esperto di finanza comportamentale. Una delle maggiori minacce legate all'uso dell'Ia, secondo Cervellati, è che questa potrebbe amplificare il fenomeno noto come “bias di conferma”, il condizionamento che porta a dare “più peso ai dati che confermano il nostro punto di vista: nell'usare questi strumenti questo bias potrebbe peggiorare”, ha affermato Cervellati, “per questo è importante inserire  i prompt giusti, guidare l'Ia con i propri comandi”. 


L'ingresso di più giovani nelle reti di consulenza finanziaria, la cui età media supera ampiamente i 50 anni, è un fattore importante anche per aiutare i professionisti a fare un uso più efficace dei nuovi strumenti tecnologici, ha concluso Gerardini: “I giovani sono fondamentali per due motivi, perché hanno una conoscenza delle tecnologie più elevata, con una maggiore facilità di apprendimento dei nuovi strumenti; poi, perché parlano la lingua dei figli dei nostri clienti”. Un fattore che potrebbe essere importante per mantenere un legame anche quando il portafoglio dei padri sarà ereditato dalla nuova generazione.

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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