L'insicurezza digitale frena un italiano su due

Rita Annunziata
25.6.2020
Tempo di lettura: 3'
Cresce il popolo del web ma non la tranquillità: un italiano su due ritiene che le informazioni memorizzate sui propri dispositivi non siano al sicuro, anche se cresce la percentuale di chi non teme gli acquisti onlin...

Il 68% degli intervistati ritiene che utilizzare la propria carta di credito o il proprio account di home-banking per gli acquisti online li ponga al riparo da brutte sorprese

Il controllo da parte delle organizzazioni legate al governo e alle forze dell'ordine è ritenuto tollerabile

I cittadini più insicuri hanno un'età compresa tra i 45 e i 64 anni e un livello di istruzione medio-alto

Negli ultimi anni i cittadini italiani hanno significativamente incrementato la propria presenza sul web, anche se un terzo della popolazione continua a tenersi lontano dalla rete. Ciononostante, l'insicurezza digitale fa da padrona, specialmente tra coloro che abitano al sud e che si affidano alla rete per questioni di lavoro. Secondo un'indagine dell'Osservatorio europeo sulla sicurezza Demos&Pi – Fondazione Unipolis, un italiano su due ritiene che le informazioni memorizzate sui propri dispositivi siano “poco” o “per nulla” al sicuro.“Il mondo dei dati è una giungla totale dominata dai giganti del web”, ha commentato Carlo Cimbri, amministrat...
Il fil rouge che lega la sicurezza dei dati e la protezione della privacy è infatti sottilissimo e si scontra una più invasiva azione da parte di altri soggetti. Il 74% degli italiani ritiene che almeno una percentuale dei dati digitali sia nella mani di imprese pubblicitarie, compagnie tecnologiche o altre tipologie di soggetti che ne fa un uso personale o commerciale. In questo caso, le preoccupazioni sulla privacy fanno sentire ancora di più il proprio peso, coinvolgendo il 59% degli intervistati.

L'identikit dell'insicuro digitale


Ma quali sono i cittadini più insicuri? Secondo l'analisi, si tratta principalmente di persone con un'età compresa tra i 45 e i 64 anni, con un livello di istruzione medio-alto e provenienti dalle regioni del Mezzogiorno (nel 49% dei casi). Le preoccupazioni coinvolgono il 55% dei lavoratori autonomi e degli imprenditori, il 51% dei liberi professionisti, e il 50% di tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari. C'è da dire, tuttavia, che alcune fasce di popolazione in età adulta sostengono ancora di non accedere mai al web: il 32% delle donne, il 76% degli individui con un basso livello di istruzione, il 52% dei pensionati e il 55% delle casalinghe. Sul fronte opposto si posizionano invece gli “always-on”, principalmente professionisti (54%) e studenti (49%).

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