Il fintech per educare i giovani alla finanza

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Secondo quanto emerso da un'indagine a cura dell'ufficio studi Hype, l'educazione finanziaria degli under 18 passa anche dall'utilizzo del conto online. Un ruolo importante è ricoperto dal fintech

Nel 2019 i clienti Hype minorenni sono triplicati rispetto all'anno precedente

Gli "Hyper" under 18 tendono a risparmiare come gli over 30 e più degli over 40

Gli strumenti finanziari digitali possono aiutare i più giovani ad acquisire maggiore consapevolezza nel loro rapporto con il denaro, contribuendo ad accrescere l' educazione finanziaria. Questo il risultato di un'indagine a cura dell'ufficio studi Hype, condotta su un campione di 89mila clienti Hype under 18 (che rappresentano circa l'8% della customer base totale).  Un esito che conferma quanto emerso dal Rapporto Ocse Pisa 2018, secondo cui,  nonostante le scarse competenze finanziarie degli studenti italiani, a parità di tutte le altre condizioni, i quindicenni titolari di un conto bancario (il 43,5% del totale) e quelli che hanno effettuato almeno un acquisto online (74%) registrano competenze superiori tra i 20 e i 28 punti in più rispetto alla media nei test che misurano le loro conoscenze nel settore.

Tornando all'analisi Hype, nel 2019, gli “hyper” minorenni sono triplicati rispetto all'anno precedente (+205%) a fronte di un raddoppio della customer base totale (+91%). Il trend si è confermato anche nei primi cinque mesi del 2020, a dimostrazione del crescente interesse delle famiglie per lo strumento

Analizzando il comportamento degli utenti junior che si affidano alla soluzione di gestione del denaro proposta dalla challenger bank (disponibile a partire dai 12 anni), il segmento dei più giovani mostra abitudini evolute di spesa e risparmio. In particolare, l'indagine di Hype rivela che nell'ultimo anno, il 12,4% dei risparmi accantonati dai clienti Hype under 18 è stato destinato all'intrattenimento e oltre il 10,3% a elettronica e software. La ricerca evidenzia come, potendo gestire i propri soldi direttamente dall'app, gli hyper under 18 siano in grado di compiere azioni simili a quelle degli adulti: è significativo che i minorenni tendano a risparmiare come gli over 30 e più degli over 40 (il 2,4% sul totale speso, contro l'1,6% dei quarantenni). Fanno meglio solo i ventenni, con una quota del 3,5%.

Sempre facendo riferimento all'ultimo anno, se si  guarda alle spese principali, i dati mostrano una spiccata prevalenza degli acquisti di abbigliamento (22,5%) e delle spese per ristoranti e caffè (9,1%), seguiti dalle spese per intrattenimento (8,8%) ed elettronica (4,8%). Tuttavia, sottolinea lo studio, la pandemia e le conseguenti misure di lockdown hanno modificato notevolmente le abitudini di spesa dei più  giovani. Ad esempio, le spese in ristoranti e caffè sono diminuite dell'82%, quelle in trasporti del 70% e quelle in viaggi e vacanze di oltre il 77%. La spesa online, al contrario, è aumentata circa del 56% e la spesa in prodotti per la casa è salita del 30%. Sono precipitati i numeri degli acquisti per cultura (oltre 32%) e di prodotti per la cura del corpo (-36%). Infine, è aumentata la spesa per le donazioni (+14%) che in circostanze normali non rientra tra le voci preferite degli Hyper più giovani.

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