Banca d'Italia e Ivass contro gli attacchi informatici

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La Banca d'Italia e l'Ivass hanno pubblicato un documento dove viene spiegata l'importanza di un'azione collettiva contro la lotta agli attacchi informatici

Creazione di un nuovo gruppo di lavoro per sviluppare soluzioni sulla sicurezza cibernetica

Per la Banca d'Italia e l'Ivass c'è bisogna di uno sforzo internazionale e non solo di un paese

Banca d'Italia e l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha istituito il gruppo di coordinamento sulla sicurezza cibernetica. Il gruppo, che riunisce esperti di informatica, di vigilanza sugli intermediari bancari, di esperti finanziari e assicurativi, nasce per rispondere alla minaccia degli attacchi informatici.

Nel report “sicurezza cibernetica” redatto dall'Ivass e dalla Banca d'Italia viene dunque spiegato come gli attacchi informatici rappresentano una minaccia sempre più concreta per l'economia e il rischio può colpire qualsiasi settore produttivo.  Inoltre, viene anche considerata la rilevanza della minaccia cibernetica per il settore finanziario, le ricadute economiche e i presidi difensivi a livello mondiale, europeo e nazionale. Si descrive il contributo delle due istituzioni per garantire la resilienza cibernetica delle infrastrutture di mercato e degli intermediari bancari, finanziari e assicurativi in Italia.

Proprio per questo viene evidenziato come sia necessario dare una risposta globale e di sistema. In un mondo connesso, nessun dispositivo informatico può dirsi interamente al sicuro se l'ambiente circostante resta vulnerabile. Resta dunque centrale la collaborazione tra autorità pubbliche e settore privato. La Banca d'Italia e l'Ivass restano in prima linea nel contrasto alla minaccia, dato le loro competenze in materia di sicurezza del sistema finanziario italiano.

A livello internazionale ed europeo si vanno definendo principi, buone prassi, regole e standard tecnologici per rafforzare le capacità di prevenzione, difesa e reazione dei paesi, delle organizzazioni e delle imprese. A queste iniziative si affianca l'adozione di strategie nazionali di sicurezza cibernetica; anche l'Italia si è mossa in questa direzione.

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