Arte e blockchain, la rivoluzione è alle porte?

Teresa Scarale
Teresa Scarale
3.4.2018
Tempo di lettura: 3'
Non solo fonte di ispirazione per alcuni artisti contemporanei: la tecnologia blockchain sta introducendosi nel mondo dell'arte anche a livello economico, con forme di certificazione di autenticità delle opere e con le criptovalute.

Le vendite online di arte stanno aumentando (+15% rispetto al 2017). La blockchain potrebbe risultare dirimente per questioni delicate come provenienza e autenticità dell'opera d'arte, trasparenza, diritto d'autore, stima del valore, proprietà dell'opera.

Già nel 2015 di Vienna aveva acquistato in bitcoin Event listeners, un'installazione online dell'artista Harm Van Den Dorpel. La prima opera d'arte in assoluto ad essere stata venduta in criptovaluta ad un museo.

Nell'estate 2017 la galleria Dadiani Fine Art è stata la prima in Gran Bretagna ad accettare criptovalute per la vendita delle opere d'arte.

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Peter Fröhlich
La tecnologia blockchain sta introducendosi anche nel mondo dell'arte. Non solo come comprensibile fonte di ispirazione (“se l'arte è una forma di moneta, la bitcoin è una forma d'arte?”, per dirla con la storica d'arte Sandra Breslau). Non solo come parente della Street Art nel suo approccio “di confine” alla legalità, di rifiuto delle istituzioni, siano esse accademie, musei o banche. Le vendite online di arte stanno aumentando (+15% rispetto al 2017, secondo la Breslau). La blockchain potrebbe risultare dirimente per questioni delicate come provenienza e autenticità dell'opera d'arte, trasparenza, diritto d'autore, stima del valore, proprietà dell'opera. Intanto, le criptovalute hanno fatto il loro ingresso nei musei istituzionali. Già nel 2015, il MAK (Museo delle Arti Applicate) Museum di Vienna aveva acquistato in bitcoin Event listeners, un'installazione online dell'artista olandese Harm Van Den Dorpel. Si trattava di uno screen saver algoritmicamente generato, ed è stata la prima opera d'arte in assoluto ad essere stata venduta in criptovaluta ad un museo.
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Acquistare arte in criptovalute può essere da alcuni considerata ancora una pratica estrema da mettere in atto da parte dei musei. La tecnologia blockchain invece è guardata dalle istituzioni con interesse, dato che questa tecnologia ha la caratteristica di rendere impossibile la distruzione o la falsificazione delle informazioni originali relative all'origine e alla storia dell'opera d'arte. Sicurezza e trasparenza fortemente agognate da musei, case d'asta, collezionisti, ricercatori e storici dell'arte.
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Luisa De La Rosa
Il Museo Centrale di Stato di Storia di Storia Contemporanea di Mosca è stato il primo lo scorso settembre 2017 ad ospitare la mostra CryptoArt, progetto voluto dalla Fondazione Rudanovsky. La Fondazione in questa occasione ha presentato una nuova piattaforma per la comunicazione artistica basato sulle opere dell'artista contemporanea Svetlana Smirnova. Ogni quadro era fornito di un certificato digitale basato sulla tecnologia dei blocchi. Anche nel mondo delle gallerie si stanno comunque affacciando i primi veri sostenitori della vendita in criptovalute. Nell'estate 2017 la galleria Dadiani Fine Art è stata la prima in Gran Bretagna ad accettare criptovalute per la vendita delle opere d'arte. Non solo bitcoin dunque ma anche le criptovalute sue “concorrenti” Dash, Ethereum, Ethereum classic, Litecoin, e Ripple.
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Youl. “Last Bitcoin Supper”
caporedattore

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