Innovazione tecnologica, le sfide per l'industria finanziaria

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L'industry dei financial services si appresta ad affrontare una transizione senza precedenti. Ecco l'impatto dell'innovazione tecnologica e della regolamentazione

Oltre 230 sono le Fintech italiane censite

La portata degli investimenti, però, è ancora limitata: circa 135 milioni di euro

Si affacciano nuove opportunità e nuovi rischi da gestire: cybersecurity e Regtech sono le priorità

L'innovazione tecnologica è un fattore di discontinuità che può produrre importanti riflessi sui processi interni e sulle relazioni con l'ambiente esterno



Innovazione tecnologica e normativa stanno modificando profondamente il mondo dei servizi finanziari, che sono diventati un business a carattere digital. In Italia, sono oltre 230 le Fintech censite ma, nonostante la dichiarata attenzione e il numero non trascurabile di iniziative censite (circa 280), la portata degli investimenti è ancora limitata (circa 135 milioni di euro). Questo quanto emerge dall'Osservatorio italiano delle aziende Fintech, realizzato da PwC con NetConsulting Cube, dal quale risulta una rilevanza ancora modesta del settore in Italia.


Eppure per il mondo finanziario, in un ecosistema caratterizzato dalla crescita di operatori non tradizionali, le regole del gioco sono profondamente cambiate. Il nuovo scenario competitivo, la necessità di abbracciare oggi le tecnologie di domani, l'importanza di presidiare il business nell'era digitale, di contenere strategicamente i costi e di adattarsi ai nuovi scenari regolamentari appaiono come dinamiche chiave per fronteggiare le esigenze strategiche di un aumento della redditività, una riduzione dei costi e reattività alla concorrenza.



Financial services top issues 2018






Lo mette in luce un nuovo studio, Financial services top issues 2018, sempre di PwC che spiega che i servizi finanziari sono diventati un business a carattere digital e che gli operatori finanziari italiani sono alla prova delle nuove tecnologie: l'intelligenza artificiale e la robotica stanno, infatti, diventando un “must have” e la tecnologia blockchain potrà sovvertire il modo di concepire un'enorme varietà di business. A fronte di queste nuove opportunità si affacciano, però, anche nuovi rischi da gestire: cybersecurity e il Regtech sono quindi oggi nuove priorità.


“In una congiuntura economica prolungata, caratterizzata da bassi tassi di interesse, molti operatori guardano al contenimento dei costi come una delle principali leve da attivare per sopravvivere, lasciando solo agli operatori virtuosi l'avvio di percorsi evolutivi votati alla ricerca di nuove opportunità di profitto mediante la strutturazione di nuovi modelli di business. Non sarà un percorso evolutivo semplice, ma la prospettiva garantisce periodi di ampie opportunità, da un lato, e la possibile fine di un'era storica, dall'altro”, ha spiegato Lorenzo Pini Prato, PwC Financial Services Leader.


Dal canto suo Fabiano Quadrelli, partner, PwC Financial Services Consulting Leader, ha aggiunto: “Tra un decennio i player di mercato staranno ancora sostenendo l'infrastruttura finanziaria, preservando il benessere ed espandendo la ricchezza, supportando l'industria, il commercio e aiutando la clientela a vivere meglio. I bisogni e le necessità non si esauriranno, cambierà solo il modo di soddisfarli”.


L'innovazione tecnologica è un fattore di discontinuità che può produrre importanti riflessi sui processi interni e sulle relazioni con l'ambiente esterno. “L'innovazione però non è di per sé garanzia di successo, in quanto non è solo frutto di fattori dirompenti che mutano le cose, ma piuttosto è la capacità di materializzarsi nella velocizzazione dei processi operativi, nel lancio di nuovi prodotti o servizi, nella creazione di nuove modalità di contatto con la clientela, nella ricerca di nuove modalità di combinare prodotto e canali. Ciò è tanto più vero quanto si considera che le istituzioni finanziarie hanno da tempo imparato ad affrontare le innovazioni tecnologiche e a trarne vantaggio. Ma ciò che è richiesto oggi non è tanto la capacità di adeguarsi all'ennesima trasformazione tecnologica, quanto ripensare in chiave moderna il proprio business. È, in primis, un cambiamento culturale, e quindi di lungo periodo, che va programmato bene, pena l'uscita dal mercato”, ha concluso Quadrelli.




Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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