Pagamenti (anche in criptovalute) con la Russia e restrizioni Ue

Alessandro Foti
Alessandro Foti, Andrea Palumbo
28.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Nonostante le restrizioni alla possibilità di corrispondere pagamenti destinati a enti, persone fisiche e giuridiche russe, o per uso in Russia, in linea di principio sono ancora ammessi i pagamenti elettronici, in valute ufficiali o tramite criptovalute
Le misure introdotte dal Consiglio dell'Unione europea per sanzionare la Russia a seguito dell'offensiva militare in Ucraina hanno modellato un complesso scenario normativo in continua evoluzione sin dal 25 febbraio 2022. Tra le restrizioni imposte dal diritto europeo alle attività che possono essere svolte con soggetti in Russia, uno dei dubbi forse più pressanti da sciogliere riguarda la possibilità di effettuare pagamenti in favore di enti pubblici, persone fisiche o persone giuridiche russi.

La risposta non è agevole atteso il sovrapporsi dei vari regolamenti europei che hanno introdotto diversi “pacchetti sanzionatori”. In questo contributo si sintetizzano le restrizioni imposte sui pagamenti verso i predetti soggetti, anche tramite l'utilizzo di cripto-valute, sulla base delle norme contenute nel regolamento 833/2014 sulle sanzioni economiche e nel regolamento 269/2014 sulle sanzioni individuali.

In linea generale, le restrizioni in parola variano a seconda del mezzo di pagamento impiegato, nonché del beneficiario.

Le prime restrizioni da considerare sono quelle che vietano l'utilizzo di determinati mezzi di pagamento con qualsiasi soggetto russo, a prescindere dal fatto che il soggetto in questione sia destinatario di specifiche sanzioni.
In primo luogo, il regolamento 833/2014 vieta di vendere, fornire, trasferire o esportare banconote denominate in euro, o in alcuna delle altre valute ufficiali degli Stati membri dell'Unione, a qualsiasi persona fisica o giuridica russa, a qualsiasi ente pubblico russo, o per un uso in Russia. In sostanza, tale divieto esclude la possibilità di effettuare pagamenti in contanti con qualsiasi soggetto in Russia, non solo in euro ma con qualsiasi valuta degli Stati membri dell'Unione. Sono tuttavia previste eccezioni a questo divieto, qualora l'utilizzo del contante sia necessario per uso personale da parte di persone fisiche che viaggiano in Russia o dei loro familiari più stretti che li accompagnano, o per talune finalità diplomatiche.

In secondo luogo, il regolamento 833/2014 vieta di vendere valori mobiliari denominati in euro, o in qualsiasi altra valuta ufficiale dell'Unione, emessi dopo il 12 aprile 2022 a qualsiasi persona fisica, persona giuridica o ente pubblico in Russia. Nonostante questa non sia una restrizione riguardante un metodo di pagamento, di fatto essa limita l'utilizzo di strumenti finanziari come corrispettivo nelle operazioni di pagamento con qualsiasi soggetto russo. Il divieto trova applicazione anche per le quote di organismi di investimento collettivo che offrono esposizioni verso tali valori mobiliari.
Ne consegue che, in linea di principio, la rilevante normativa europea non impone divieti generalizzati alla possibilità di effettuare pagamenti elettronici, ovvero divieti applicabili a ogni operazione e con qualsiasi soggetto russo, salvo che la singola operazione di pagamento possa essere considerata come facente parte di uno schema volto a eludere le norme del regolamento 833/2014. Va detto, tuttavia, che il regolamento 833/2014 vieta la prestazione di servizi di messaggistica finanziaria ai maggiori enti creditizi russi e alle loro società controllate, che sono in tal modo esclusi dal sistema di messaggistica finanziaria Swift, così di fatto limitando significativamente i pagamenti elettronici con soggetti russi.
In questo contesto le cripto-valute, usate come mezzo di pagamento, non parrebbero colpite dalle specifiche restrizioni applicabili alle operazioni con qualsiasi soggetto russo in quanto non sono denominate nelle valute ufficiali dell'Unione. Tuttavia, per effetto della loro assimilazione ai valori mobiliari ai sensi del regolamento 833/2014, dovrebbero comunque soggiacere ai divieti previsti in via generale per detti strumenti. In tale prospettiva sarebbero vietate l'acquisto e la vendita di cripto-attività emesse dalla Russia o dal suo governo, dalla Banca centrale russa o da una persona giuridica sotto il loro controllo, o di cripto-attività emesse da taluni enti creditizi o persone giuridiche russe sanzionate dal regolamento.

La seconda categoria di restrizioni riguarda i pagamenti i cui beneficiari siano soggetti sanzionati, o i pagamenti effettuati coinvolgendo una banca o altro istituto sanzionato. Particolare attenzione va posta alla circostanza che le sanzioni trovano applicazione anche alle persone giuridiche controllate dai soggetti sanzionati, o alle persone fisiche e giuridiche che agiscono per loro conto.

Nell'ambito di tale categoria è imposto, in primo luogo, il divieto di effettuare, direttamente o indirettamente, qualsiasi operazione con enti creditizi e persone giuridiche sotto controllo pubblico in Russia, coinvolti nella promozione dell'economia russa o nel finanziamento delle attività belliche e del settore energetico russo. Sebbene il regolamento non fornisca chiarimenti interpretativi sul significato del termine “operazione”, né tali chiarimenti sono stati forniti in altri documenti delle istituzioni dell'Unione, è ragionevole ipotizzare che nella definizione siano incluse le operazioni di pagamento.

In secondo luogo, il regolamento 269/2014 vieta di mettere a disposizione, direttamente o indirettamente, fondi o altre risorse economiche per qualsiasi delle persone fisiche e giuridiche sanzionate dallo stesso regolamento, o di destinare fondi e risorse economiche a loro vantaggio. Poiché un'operazione di pagamento comporterebbe la messa a disposizione di fondi, il regolamento vieta l'effettuazione di operazioni di pagamento verso le persone fisiche e giuridiche sanzionate.

In terzo luogo, occorre osservare che tra i soggetti destinatari delle sanzioni europee vi sono importanti enti creditizi russi, inclusa la Banca centrale russa. Pertanto, è necessario verificare che tali soggetti non siano coinvolti nelle operazioni di pagamento da effettuare, per evitare di incorrere in una violazione dei rilevanti regolamenti europei.
Ciò posto, pare evidente l'importanza di svolgere le necessarie attività di verifica sull'eventuale status di soggetto sanzionato del destinatario del pagamento, di soggetti da questo controllati o che agiscono per suo conto, nonché del beneficiario effettivo del pagamento. Entrambi i regolamenti prevedono una sorta di esclusione di responsabilità qualora l'identificazione del beneficiario effettivo sia impossibile o particolarmente difficile. Difatti, è previsto che le azioni compiute da persone fisiche o giuridiche, entità o organismi non comportano alcun genere di responsabilità a loro carico se non sapevano, e non avevano alcun motivo ragionevole di sospettare, che le loro azioni avrebbero violato le misure previste dai regolamenti.

Per completezza, occorre tenere conto anche di talune clausole anti-abuso contenute nel regolamento 833/2014 e nel regolamento 269/2014, il cui testo è sostanzialmente identico. Tali clausole vietano la partecipazione, consapevole e intenzionale, ad attività aventi l'obiettivo o l'effetto di eludere i divieti imposti dai regolamenti. Pertanto, sarebbe pure opportuno verificare preventivamente se l'operazione di pagamento possa configurare una partecipazione consapevole e intenzionale a uno schema elusivo.

In conclusione, nonostante le menzionate restrizioni alla possibilità di corrispondere pagamenti destinati a enti, persone fisiche e persone giuridiche russe, o per uso in Russia, in linea di principio e nei limiti anzidetti sarebbero ancora ammessi i pagamenti elettronici, in valute ufficiali o tramite cripto-valute.

(Articolo scritto in collaborazione con Andrea Palumbo, associate De Berti Jacchia Franchini Forlani)
Alessandro Foti
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Avvocato tributarista senior presso lo studio De Berti-Jacchia in Milano, si occupa della materia sia in ambito nazionale sia internazionale con particolare attenzione a Hnwi e multinazionali altamente digitalizzate, quali quelle operanti nei settori big data, Ai, cloud, cybersecurity, IoT, blockchain.

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