Lagarde contro le valute digitali: rischio riciclaggio

Teresa Scarale
Teresa Scarale
13.1.2021
Tempo di lettura: 2'
La numero uno della Bce, in una sessione virtuale di domande e risposte, aggiorna la sua view sui temi caldi del momento. Dall'euro digitale alle «attività poco oneste» portate avanti grazie al bitcoin e alle criptovalute, passando per gli stimoli alla crisi (ci sono buone notizie)

«L'euro digitale si farà», ma «in non più di cinque anni». Il problema è che «non sappiamo dove ci porterà l'accelerazione del fintech"

La criptovaluta per eccellenza è un asset «altamente speculativo» e il suo «utilizzo per attività di riciclaggio è considerevole», avendo «facilitato alcune attività poco oneste»

Il problema delle innovazioni è, come sempre, la regolamentazione. Il progresso corre veloce, le regole un po' meno. Anche e soprattutto nella tecnofinanza. Dell'euro digitale per esempio si parla da molti mesi, e varie indiscrezioni lasciavano supporre che l'Ue avrebbe portato a compimento la sua valuta del futuro entro giugno 2021. Niente di meno certo. «L'euro digitale si farà», conferma Christine Lagarde in una seduta di domande e risposte per la stampa, ma «in non più di cinque anni». Il problema è che «non sappiamo dove ci porterà l'accelerazione del fintech".
Occorre infatti «concordare a livello globale una regolamentazione» condivisa per le valute digitali, dice Lagarde. Poi, l'antipatia (come è per tutto l'establishment finanziario globale) per il bitcoin. La criptovaluta per eccellenza è un asset «altamente speculativo» e il suo «utilizzo per attività di riciclaggio è considerevole», avendo «facilitato alcune attività poco oneste».

Passando all'altro tema caldo del momento, la ripresa, la numero uno dell'Eurotower non ha dubbi. L'economia «ha ancora bisogno di un forte stimolo da parte della politica monetaria e fiscale». Come il commissario Paolo Gentiloni, Christine Lagarde afferma la necessità di «evitare l'errore di rimuovere il supporto troppo presto». Il Qe di emergenza pandemica (il cd Pepp) resta uno strumento di grande flessibilità: «Se necessario ne espanderemo la dotazione e allo stesso modo potremmo non utilizzarla interamente». Verrà dunque ricalibrato per assicurare che le condizioni finanziarie rimangano accomodanti.

Tuttavia, l'economia europea «inizia il 2021 su una base più solida di quanto molti pensino». Del resto, alcune delle incertezze che pesavano sulle prospettive nei mesi scorsi non ci sono più. Il riferimento è a Brexit, elezioni Usa e piano di vaccinazione. Le previsioni macro di dicembre della Bce sono da ritenersi credibili, basandosi sul presupposto che lockdown diffusi e restrizioni permangano fino alla fine di marzo 2021.
Una conferma arriva anche da Bert Colijn economista senior di Ing. Lo studioso sostiene che l'industria europea «continua a riprendersi dai lockdown di primavera nonostante i problemi che l'economia sta affrontando a causa di un aumento dei casi di coronavirus». La produzione industriale della zona euro è oggi inferiore dell'1% ai livelli pre-covid. «La rapida ripresa della domanda di beni dopo la prima ondata, insieme alla continua ripresa della domanda di esportazioni, ha aiutato l'industria a divergere dalla debole performance del settore dei servizi fino ad ora». Resta un po' di incertezza per i mesi a venire, ma la produzione Ue è stata in grado di attutire «il colpo sul quarto trimestre 2020 della seconda ondata».
caporedattore

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