Criptovalute, Fidelity sdogana i Bitcoin nei piani pensionistici Usa

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Alberto Battaglia
27.4.2022
Tempo di lettura: 5'
Fidelity Investments, primo fornitore di piani pensionistici 401(k) permetterà alle imprese di offrire parte dell'allocazione in Bitcoin

Le imprese americane potranno accordare, tramite la nuova proposta di Fidelity Investments, l'inclusione dei Bitcoin nei piani pensionistici 401(k)

La società d'investimento collega la proposta alla sua forte fiducia nel futuro della blockchain, mentre le istituzioni, invece, continuano a lanciare messaggi decisamente critici sui rischi connessi all'investimento in criptovalute

Per la gran parte degli investitori le criptovalute rappresentano la tipica speculazione di breve periodo. Sembrerebbe un ingrediente piuttosto esotico da inserire nella pianificazione previdenziale, dalla quale dipende il mantenimento del tenore di vita nel lungo periodo. Eppure, dall'altra parte dell'oceano, Fidelity Investments ha annunciato che i suoi piani pensionistici di secondo pilastro, i 401(k), potranno includere anche investimenti in Bitcoin – posto che l'impresa concordi con questa soluzione per i suoi dipendenti.

Per gli Stati Uniti questa è una novità non di poco conto. Fidelity Investments, infatti, è il primo fornitore di piani 401(k), con una gestione complessiva da 2.400 miliardi di dollari nel 2020, pari a un terzo di questo mercato. Per una gran parte della clientela che non ha mai voluto rapportarsi con un exchange come Coinbase, Binance o Kraken per comprare Bitcoin (e i relativi rischi di hackeraggio ed effrazione), quella di Fidelity sembrerebbe una porta in grado di incrementare su larga scala il possesso diretto di Bitcoin da parte dei risparmiatori.

Nonostante l'elevata volatilità e i ripetuti appelli delle istituzioni finanziarie sulla natura speculativa della maggioranza dei cripto asset (l'ultimo, durissimo, è arrivato dalla Bce), la logica che potrebbe sorreggere l'inclusione del Bitcoin in un piano previdenziale sembra piuttosto lineare: se osservato in un periodo lungo, il suo andamento è stato sempre orientato verso l'alto. D'altro canto, però, i dati storici sono piuttosto limitati, visto che il Bitcoin esiste solo dal 2009, mentre il mercato azionario è in circolazione da secoli.

L'offerta di Fidelity prevede l'applicazione di un costo compreso fra lo 0,75 e lo 0,90%, a seconda, fra le altre cose dell'impresa e dell'ammontare investito.

"Come leader nelle attività digitali, siamo entusiasti di essere i primi a offrire ai datori di lavoro l'esposizione al Bitcoin per la linea di base del 401(k) che riflette il nostro impegno a soddisfare le loro esigenze in evoluzione e la nostra fede nella promessa della tecnologia blockchain per il futuro del settore finanziario", ha detto in una nota Dave Gray, responsabile delle offerte e delle piattaforme di pensionamento sul posto di lavoro di Fidelity Investments, "c'è un crescente interesse da parte degli sponsor del piano per i veicoli che consentono loro di fornire ai loro dipendenti l'accesso alle attività digitali nei piani a contribuzione definita, e a sua volta da parte degli individui con un appetito per incorporare le criptovalute nelle loro strategie di investimento a lungo termine”.

Il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti non si è messo di traverso sull'iniziativa di Fidelity, ma ha chiarito come le responsabilità di scelte “prudenti”, quando si tratta degli asset da inserire nel 401(k), ricadano sui supervisori dei piani - a partire dalle imprese. Che il Bitcoin non sembri una scelta particolarmente “prudente” sembra suggerirlo lo stesso documento del Dipartimento del Lavoro, quando afferma che le criptovalute presentano “rischi significativi, sfide per i partecipanti ai piani previdenziali, inclusi rischi di frode, furto e perdita”.

Per rispondere a queste critiche, Fidelity ha inviato una missiva nella quale viene specificato come la custodia dei Bitcoin sarà garantita da una piattaforma “di casa” che assicurerebbe “una sicurezza di livello istituzionale”, mentre le informazioni sui rischi di tipo finanziario saranno chiaramente indicate nei materiali informativi inclusi nell'offerta.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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