Criptovalute o azioni cripto? Meglio le prime

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
20.4.2022
Tempo di lettura: 2'
Da inizio anno il prezzo delle azioni delle società cripto è sceso di più di quello delle valute digitali: bruciati in soli tre mesi 40 miliardi di dollari

Il Wall Street Journal ha osservato come negli ultimi tre mesi ci sia stata una discrepanza di performance tra le valute digitali e le società operanti nelle criptovalute

Secondo JPMorgan, la capitalizzazione di mercato combinata delle società di criptovalute è scesa a circa 60 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi

Coinbase, il più grande exchange di criptovalute negli Stati Uniti, ha perso il 40% toccando i minimi da quando si è quotata in borsa lo scorso anno

Dopo un 2021 da record, il mercato delle criptovalute è entrato in modalità selloff, nonostante centinaia di milioni di persone tutt'ora continuino a scambiare le valute digitali. Secondo i dati di CoinMarketCap, da inizio anno il Bitcoin è sceso dell'11%, mentre Ethereum del 16%. Il mercato nel suo complesso è andato ancora più giù, segnando il -19% rispetto ai prezzi di fine anno. Tuttavia, rimanendo nell'universo cripto, c'è chi ha fatto peggio. Si tratta delle società cripto quotate in borsa le cui azioni, secondo FactSet, da inizio anno sono scese del 60%.
A guidare le fila delle società cripto in picchiata c'è Coinbase, il più grande exchange degli Stati Uniti. Quotatosi appena un anno fa ha perso il 40% da inizio anno, segnando il suo minimo da quando è in borsa. Coinbase è in buona compagnia. Al novero delle azioni in rosso compaiono anche quelle di Silvergate Capital (-11%), Marathon Digital (-35%), Riot Blockchain (-33%), TeraWulf (-61%). E così, stando agli analisti di JPMorgan, la capitalizzazione di mercato combinata delle società di criptovalute che commerciano le proprie azioni pubblicamente è scesa a circa 60 miliardi di dollari dai 100 miliardi di dollari di novembre, quando il bitcoin era ai suoi massimi. Più della metà di questo calo - circa 20 miliardi di dollari – è da imputarsi alla sola Coinbase.

Secondo Nicholas Colas, co-fondatore della società di ricerca DataTrek, intervistato dal Wsj, la differenza di performance tra criptovalute e società cripto non dovrebbe sorprendere: il valore di un bene è sempre diverso da quello di un'azienda il cui business è incentrato su quel bene. Mentre il prezzo del Bitcoin è guidato dall'interesse e dall'uso dei consumatori, quello delle azioni di aziende quali Coinbase, Silvergate e Marathon dipendono da quanto queste bene vendano i loro prodotti.

Per esempio, per Coinbase, la cui capitalizzazione di mercato di 33 miliardi di dollari la rende la più grande società di criptovalute degli Stati Uniti, il problema principale è stato che i volumi di scambio sono scesi bruscamente nelle ultime settimane. Secondo la società di ricerca CoinGecko, infatti il volume di trading dei primi dieci exchange è diminuito del 40% dal quarto trimestre al primo trimestre del nuovo anno. Un problema per le casse di Coinbase le cui entrate dipendono in larga parte dalle commissioni di transazione. Secondo dati Nomics, da una media di 4 miliardi di dollari di volumi di scambio a gennaio l'exchange è passato ad aprile a una media di 2,6 miliardi di dollari.

Secondo Mark Palmer, analista di BTIG, un altro fattore che ha giocato contro le società cripto è stato il sell-off innescato lo scorso autunno sui titoli fintech. Come si è iniziato a capire che la Fed era prossima a perseguire la stretta monetaria, i titoli tecnologici, per il timore di tassi più alti e quindi valutazioni minori, sono scesi bruscamente.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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