Bitcoin vs moneta fiat: tutte le differenze che contano

We Wealth
Eugenio Teti
27.9.2021
Tempo di lettura: 5'
Per i banchieri centrali il Bitcoin non ha valore intrinseco, ma il suo prezzo (finora) tende a salire: vediamo perché

Un mezzo di pagamento instabile, senza uno Stato alla base e senza valore intrinseco: la criptovaluta è questo - ma anche un mercato che vale oltre 2mila miliardi di euro

Vediamo quali sono le principali ragioni che spingono gli entusiasti a puntare sulle criptovalute come investimento di lungo periodo. E cosa potrebbe sabotare le loro previsioni

I sostenitori delle criptovalute, di solito, non sono teneri nei confronti del mondo finanziario tradizionale, con le sue istituzioni e le sue monete. Ma, a giudicare da alcune affermazioni dei maggiori banchieri centrali, le antipatie sembrano reciproche.

Le criptovalute “non hanno valore intrinseco”, aveva dichiarato lo scorso maggio il governatore della Banca d'Inghilterra, Andrew Bailey, prima di aggiungere: “compratele solo se siete pronti a perdere tutto”. Anche il vicedirettore per la protezione dei diritti dei consumatori della banca centrale cinese, Yin Youping, lo scorso agosto aveva sottolineato come le criptovalute non avessero “corso legale e nessun supporto per il proprio valore”. Secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, il “Bitcoin non è una moneta, perché non ha la stabilità necessaria... e penso che in molti casi sia stato sfruttato in modi buffi”, aveva dichiarato all'Economist lo scorso febbraio.

Secondo i sostenitori delle criptovalute, il confronto fra la moneta digitale e la moneta fiat (fiduciaria) emessa da quelle stesse banche centrali così "criptoscettiche", è completamente ribaltato a loro favore. A dare un vero valore nel tempo alla liquidità sarebbero, piuttosto, asset come il Bitcoin. Come stanno veramente le cose? Se le criptovalute non hanno valore intrinseco, perché stanno avendo successo?

Per provare a rispondere vediamo alcune delle differenze fondamentali fra Bitcoin e moneta fiat.

Il valore intrinseco


Partiamo da un punto che accomuna il Bitcoin e le monete fiduciarie: nessuna delle due può essere convertita in un bene tangibile, come l'oro. L'euro o il dollaro non hanno valore intrinseco dal momento non si tratta di monete di metallo prezioso, come quelle in uso alle origini dei sistemi di scambio in denaro. Allo stesso tempo, le banconote, che sono una passività nel bilancio della banca centrale e un'attività per chi le possiede, non possono essere convertite dall'emittente (Bce o Fed...) in nulla di valore. Il possessore di un dollaro si sente "al sicuro" solo perché ha fiducia nel fatto che il valore di quel pezzo di carta non cambierà troppo nel tempo e perché sa che ovunque, nel suo Paese, sarà accettato in cambio di beni e servizi.

La credibilità di una moneta, la promessa che manterrà il suo valore nel tempo, è strettamente collegata al comportamento della banca centrale. Se eccede nell'immetterla in circolazione, si crea l'aspettativa di una sua perdita di potere d'acquisto, incoraggiando chi la detiene a cambiarla con un'altra moneta più stabile o in beni rifugio. La Bce o la Fed, per questo, perseguono in modo indipendente un obiettivo principale: mantenere costante e moderatamente bassa la progressiva perdita di potere d'acquisto dell'euro e del dollaro.

L'offerta di moneta


Anche il Bitcoin non ha valore intrinseco. A differenza delle monete fiduciarie, però, presenta una caratteristica del tutto diversa: non promette la stabilità del suo valore, ma la prevedibilità della sua offerta. Questa moneta è programmata per raggiungere una disponibilità finale di 21 milioni di unità, con “un'estrazione” di nuovi Bitcoin che tende a farsi più lenta nel tempo. Nessuna moneta fiduciaria tradizionale, al contrario, prevede un tetto massimo di questo tipo e la sua offerta, potenzialmente, può crescere fintantoché la banca centrale non abbia raggiunto i suoi obiettivi. Il progressivo rallentamento nella creazione di nuovi Bitcoin è invece al centro del suo eventuale successo come riserva di valore. Infatti, è possibile che la domanda di questa criptovaluta cresca tendenzialmente più in fretta della sua sua offerta tenuta artificialmente bassa.

Mentre la moneta fiduciaria, dunque, prevede una moderata perdita di valore nel tempo, il Bitcoin punterebbe verso un progressivo apprezzamento nel lungo periodo. Quest'ultima aspettativa incentiva ulteriore domanda per il Bitcoin: perché tenere in mano una riserva di liquidità in moneta destinata a perdere valore, quando, invece, si può mettere al riparo convertendola in un asset dall'offerta controllata e prevedibile? E' questo, in sintesi, il pensiero di chi reputa il Bitcoin il nuovo “oro digitale”.

Il corso legale e la sovranità monetaria


Per avere un quadro completo, però, queste considerazioni non sono sufficienti. La domanda di Bitcoin, infatti, potrebbe essere influenzata in futuro da molteplici fattori in grado di sabotare l'idea di una rivalutazione perenne.

Una fondamentale differenza fra moneta fiduciaria e criptovaluta, infatti, risiede nel fatto che solo prima ha corso legale (eccetto a El Salvador). Nel territorio in cui una certa moneta fiat è quella ufficiale nessuno può rifiutarla come forma di pagamento (corso forzoso) ed è l'unica moneta accettata per il pagamento delle imposte. Questo avviene perché lo Stato esercita il suo dominio sul territorio anche imponendo una certa moneta, che avrà sempre un valore sul quel territorio (sovranità monetaria). Il Bitcoin alle spalle non ha alcuno Stato e, come altre criptovalute, potrebbe creare un sistema parallelo di pagamento che sfugge al controllo pubblico. Di fronte a questo scenario, gli Stati potrebbero reagire. Immaginando una messa al bando delle criptovalute da parte di alcuni grandi Paesi, la domanda di crypto-asset crollerebbe e, con essa, il loro valore. Per questo il celebre hedge fund manager Ray Dalio ha dichiarato più volte che il più grande rischio per il Bitcoin sarebbe “il suo stesso successo”. Ovvero: un'adozione estesa a tal punto da giustificare una stretta da parte degli Stati.

Il Bitcoin e le criptovalute, per il momento, hanno ben poca rilevanza come mezzo di pagamento nelle economie avanzate. Ma l'incubo dell'inflazione ha favorito le monete alternative nei Paesi la cui politica monetaria ha scarsa credibilità, come in Venezuela o in Nigeria. Proprio nel Paese africano è stata operata una stretta regolatoria sulle banche, che dallo scorso febbraio non sono più autorizzate a fornire servizi legate alle criptovalute.

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