La vecchia finanza Usa è sempre più pro bitcoin

Laura Magna
Laura Magna
18.3.2021
Tempo di lettura: 3'
VanEck pronta a lanciare il primo Etf Usa sul bitcoin; Morgan Stanley introduce nella gamma tre fondi sulla criptovaluta e Bny compra quote di un exchange partecipando a un round C. Ecco le ultime mosse delle banche di affari americane
Prosegue la corsa degli istituzionali verso bitcoin. Una nuova pietra miliare potrebbe essere posta se la Sec decidesse di approvare il primo Etf Usa basato sulla criptovaluta. L'application è stata presentata dalla società di investimento globale VanEck: l'autorità di vigilanza ha ora 45 giorni per decidere. Sarebbe una decisione dirompente dal punto di vista regolamentare, un ulteriore passo in avanti di bitcoin al centro dell'arena finanziaria.

La prima volta degli Usa


Non si tratterebbe del primo Etf quotato in assoluto: il Canada ne ha lanciati tre di cui l'ultimo, il Ci Galaxi Bitcoin Etf, nella prima settimana di marzo e in Europa la stessa società che oggi punta sugli Usa aveva presentato in Europa il VanEck Vectors Bitcoin Etn, un'exchange Traded Note quotata sul segmento regolamentato di Deutsche Börse Xetra, che offre agli investitori la possibilità di partecipare direttamente alla performance del bitcoin senza acquistare direttamente la criptovaluta, replicando l'andamento del Mvis CryptoCompare Bitcoin Vwap Close Index.

Segnali dalla finanza: Morgan Stanley distribuisce fondi basati su bitcoin


L'ok da parte della Sec che ha posizioni non necessariamente benevole verso le criptovalute - come dimostra per esempio la causa messa in piedi contro i creatori di Ripple - rappresenterebbe per bitcoin una sorta di consacrazione e di riconoscimento esclusivo.

Ma i segnali che la vecchia finanza ha già sdoganato bitcoin anche negli Usa si moltiplicano ogni giorno. È ancora di oggi la notizia che Morgan Stanley sta pianificando di aprire alla sua clientela wealth – con almeno due milioni di dollari di patrimonio e un'elevata tolleranza al rischio - l'accesso a tre fondi che consentono di prendere posizione sulla valuta, due gestiti da Galaxi Digital e uno da Fs Investiments. Si tratta per ora di un'indiscrezione raccolta da Bloomberg e non di una notizia ufficiale.

... e Bny Mellon entra nel capitale di un Exchange


È invece ufficiale che il servizio di custody di cripto Fireblocks ha raccolto 133 milioni di dollari in un round di serie C a cui ha partecipato come investitore strategico anche Bny Mellon, la più antica banca Usa.

A oggi, FireBlocks ha completato trasferimenti di digital asset per un valore di 400 miliardi di dollari per 230 clienti tra cui banche, hedge funds, fintech ed exchange ed consulente della metà delle 70 banche leader del mondo.

“Siamo fieri di far parte di un ampio movimento che porterà i digital asset a diventare mainstream,” così Bny Mellon. “Questo investimento strategico è un ovvio passo logico nel viaggio che ci trasfomerà in un fornitore di servizi per tutte le asset class”. A febbraio Bny Mellon aveva lanciato una unità digital assets e pianifica ora di fornire servizi di contabilità e ammistrativi a un Etf con sosttostante bitcoin in Canada, per trovarsi pronta quando lo strumento sarà approvato anche in Usa. La banca lancerà inoltre un sistema proprio di digital custody “nel corso dell'anno, con tempistiche che dipendono dai tempi di approvazione richiesti”. La tecnologia di Fireblockssarà fondante per questa piattaforma.

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