Investire nei digital asset: la mappa delle piattaforme in Europa

Rita Annunziata
5.12.2023
Tempo di lettura: 3'
Secondo i dati raccolti da PwC Italia, la tokenizzazione degli asset illiquidi raggiungerà i 16mila miliardi di dollari entro il 2030. Intanto, il panorama europeo si arricchisce di operatori dedicati. We Wealth ha esaminato i principali, mettendo sotto la lente obiettivi e round d’investimento

We Wealth ha acceso i riflettori su otto piattaforme di tokenizzazione a livello europeo, indagandone caratteristiche e round di finanziamento

Il 61% degli high net worth individual investirà in forme tokenizzate di asset entro il 2024. Nel caso degli istituzionali, si parla di una quota del 37%

Conio offre la propria tecnologia a banche, istituzioni finanziarie e aziende che vogliono entrare nel mondo della tokenizzazione, offrendo soluzioni tailor made

Il 61% degli hnwi investirà in forme tokenizzate di asset entro il 2024. Nel caso degli istituzionali, si parla di una quota del 37%. Dati sui quali l’industria del wealth e asset management sta focalizzando le sue riflessioni, nell’ambito di un panorama normativo agli albori. Ma partiamo da una definizione. La tokenizzazione consiste nella rappresentazione digitale di asset tradizionali, che può essere immagazzinata, trasferita e regolata attraverso la blockchain. “Questo strumento - racconta Andrea Laurenti, partner di PwC Italia - da un lato, abilita una democratizzazione degli asset illiquidi, grazie alla size minima dell’investimento e alla possibilità di condividere il rischio con altri soggetti. Dall’altro lato è alla base della creazione di un mercato secondario, che fornisce agli investitori una finestra di uscita totale o parziale da investimenti rilevanti che normalmente richiederebbero il mantenimento per lungo tempo. Dunque, consente di intercettare un segmento di clientela interessato alla digitalizzazione e alle tematiche dell’innovazione, tokenizzando anche strumenti finanziari non particolarmente complessi”, spiega Laurenti.


I rischi, fronte investitori, restano invece correlati all’asset class sottostante. “Parlando però di nuove tecnologie entrano in gioco anche alcuni attori legati al livello di sicurezza che queste soluzioni possono richiedere e quanto wealth manager e gestori siano in grado di gestire questa tipologia di tecnologie e di dati”, osserva Laurenti. “Il fatto di utilizzare una nuova tecnologia per tokenizzare questi asset determina infatti che la sicurezza della loro gestione sia demandata alla modalità in cui tali asset vengono creati e mantenuti”, conferma Stefano Rossi, senior manager di PwC Italia. 


“Rispetto alla direzione del mercato, siamo ancora in una fase di adattamento, anche perché uno standard effettivo sulla tokenizzazione (in termini di modalità operative) ancora non esiste”, continua Rossi. Quello a cui stiamo assistendo, spiega, è una sorta di “gara tecnologica” tra vari protocolli e piattaforme a diventare uno standard de facto. “Sgr e mondo wealth si stanno ponendo tutta una serie di domande rispetto a quale sia il vantaggio di agganciare soluzioni di tokenizzazione all’interno dell’offerta esistente. Collaborando con Assogestioni sul tema della tokenizzazione delle quote dei fondi, abbiamo potuto constatare come la domanda e la necessità di capire di più su questi argomenti sia molto forte”, rivela Rossi. 


Intanto, inizia a crescere un’importante infrastruttura normativa che permette alle società del settore di “sporcarsi le mani” con la tokenizzazione, a partire dal Dlt pilot regime (che disciplina a livello europeo l’emissione e circolazione degli strumenti finanziari in forma digitale tramite un regime sperimentale temporaneo, ndr) recepito in Italia dal decreto-legge n.25 del 17 marzo 2023 (noto come “decreto fintech”). Restano ancora però alcuni punti da investigare. “In questo senso, l’industria sta cercando di definire a livello di associazioni di categoria degli standard che possano essere adottati da tutto il mercato”, spiega Laurenti. “Anche PwC Italia sta lavorando con Assogestioni, all’interno delle iniziative di Milano Hub, per elaborare delle ipotesi di linee guida”. 


Nel frattempo, il panorama mondiale continua a popolarsi di piattaforme per la rappresentazione digitale di asset tradizionali. We Wealth ha elaborato una mappatura esemplificativa a livello europeo, indagandone caratteristiche e round di investimento. La prima è Allfunds Blockchain, società di software che sfrutta la blockchain per offrire una piattaforma sicura e scalabile per l’industria dei fondi, con smart contract per l’automazione e la governance dei dati. Controllata dal gruppo Allfunds, si basa su Ethereum, ma “presenta funzionalità e miglioramenti sviluppati da Allfunds Blockchain per una soluzione più orientata alle aziende”, fanno sapere dalla società. Essendo una piattaforma B2B, non è accessibile agli investitori finali. Bitbond, fornitore di tecnologie per la tokenizzazione e la gestione degli asset digitali nato nel 2013, ha raccolto 7,6 milioni di dollari di finanziamenti (dati a settembre 2022); i suoi clienti vanno dalle banche agli emittenti fino ai gestori. 


BlockInvest è una piattaforma gestionale progettata per banche e istituzioni finanziarie con l’obiettivo di digitalizzare la gestione di asset illiquidi lungo tutto il loro ciclo di vita, consentendo agli operatori di mercato di emettere prodotti finanziari strutturati su registri distribuiti, senza richiedere conoscenze tecniche o di programmazione. È accessibile anche agli investitori italiani ma solo su invito da parte dell’istituzione finanziaria cliente che gestisce la piattaforma. Conio offre la propria tecnologia a banche, istituzioni finanziarie e aziende che vogliono entrare nel mondo della tokenizzazione, offrendo soluzioni tailor made per creare, gestire e custodire token su blockchain Bitcoin, Algorand e - a breve - basate su tecnologia Evm (come Ethereum, Polygon e Avalanche). Dexx è una piattaforma fintech promossa da un team di esperti internazionali in materia di investimenti, diritto e tecnologia; specializzata nella tokenizzazione di asset (sia esistenti che nativi digitali), ne permette in questo modo anche la proprietà frazionata e la negoziazione sul mercato secondario, con l’obiettivo di consentire agli investimenti alternativi di diventare liquidi. Look Lateral e Colombo & Partners sono i soci fondatori. 


Securitize si occupa dell’emissione e della negoziazione di asset digitali, rendendo accessibili a una più ampia gamma di investitori attività di private equity, venture capital e altri asset reali. Ha raccolto finora oltre 120 milioni di dollari ed è sostenuta da Morgan Stanley, Blockchain Capital e più di 25 investitori istituzionali e fondi di venture capital. Lo scorso luglio ha annunciato il lancio di un progetto che mirava a trasformare alcuni titoli europei in security token, diventando la prima società in grado di emettere e negoziare titoli tokenizzati sia nel panorama europeo che in quello statunitense. Ci sono poi Taurus, attiva nell’emissione, gestione, custodia e commercio di criptovalute, nft e altri asset digitali, e Tokeny, che consente alle aziende di emettere, gestire e distribuire qualsiasi tipo di asset su qualsiasi blockchain Evm indipendentemente dalla giurisdizione. Chiude il cerchio Wizkey, piattaforma decentralizzata che permette agli operatori finanziari di valorizzare i crediti trasformandoli in token; grazie alla tecnologia blockchain, consente infatti ai propri clienti di quotare i crediti sul mercato globale digitale, semplificando la negoziazione e garantendo l’automazione dei processi di audit e due diligence.



(Articolo tratto dal magazine We Wealth di novembre 2023)

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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