Gli italiani fanno 4900 ricerche al mese su bitcoin e dintorni

Laura Magna
Laura Magna
15.3.2021
Tempo di lettura: 3'
Sono gli Usa i più accaniti ricercatori di informazioni su bitcoin, etherum e litecoin, seguiti da India, Regno Unito e Indonesia. L'Italia compare in classifica solo al 23esimo posto, secondo gli esperti di Invezz. Ma ecco cosa vogliono sapere gli utenti della Rete

Solo di recente l'interesse verso questo mercato, che esiste dal 2008, è cresciuto. Provo ne sia che nel solo 2020 il tema è aumentato del 208% nei google trend

Dagli Usa arrivano 7mila interrogazioni al giorno per il browser; l'India è seconda con 804.000 ricerche annuali, il 69% in meno rispetto agli Stati Uniti. Il Regno Unito segue con 648.000 ricerche

Le tre domande più frequenti? Se le cripto siano sicure, se sono un buon investimento e se sono legali

La febbre da criptovalute? Esiste senza dubbio. Ma è ancora elevato anche lo scetticismo sul tema e el domande cariche di dubbi. Sono gli Usa i più accaniti ricercatori di informazioni su bitcoin, etherum e litecoin, seguiti da India, Regno Unito e Indonesia. L'Italia compare in classifica solo al 23esimo posto.
La lista è stata elaborate dagli esperti di Invezz che hanno utilizzato il tool di analytics Ahrefs per scoprire quali Paesi nel mondo siano i più interessati alle criptovalute e quali sono le principali paure rispetto a questa singolare asset class, che in realtà esiste dal 2008 ma che solo in tempi recenti è diventata mainstream. Il primo dato rilevante è che nel solo 2020 la categoria è cresciuta del 208% nei google trend.

Fame di cripto


Fin dal lancio, le cripto sono state circondate dallo scetticismo, che è stato al centro di 696mila ricerche al mese. Guardando allo spaccato per ricerche (indipendentemente dal tema della ricerca) gli Stati Uniti emergono come capolista assoluto, con un'incredibile quota di 2.556.000 ricerche online ogni anno, l'equivalente di 213mila ricerche al mese e 7mila al giorno. Al secondo posto, con un distacco rilevante, c'è l'India, dove le ricerche annuali 804.000, il 69% in meno rispetto agli Stati Uniti. Il Regno Unito segue al terzo posto con una media di 648.000 ricerche online sulla criptovaluta ogni anno.

Gli italiani fanno 4900 ricerche al mese su bitcoin e dintorni


Indonesia (324.000), Canada (300.000), Vietnam (276.000) e Australia (273.000) sono tra gli altri paesi al mondo in cui ci sono oltre 200.000 ricerche online annuali sulla criptovaluta, rispettivamente al quarto, quinto, sesto e settimo posto. All'altra estremità, al cinquantesimo posto si collocano Georgia e Finlandia con poco più di 22mila ricerche. A metà della classifica (23esima) l'Italia, con poco più dei 58.800 ricerche, pari a 4900 al mese. In linea con le 60mila ricerche russe e poco meno di Singapore che registra una media di 61.200 annue. La Francia si colloca oltre le 70mila ricerche.

Cripto? La più sicura tra le monete


Ma cosa cercano gli utenti quando interrogano Google sul tema criptovalute? Le cinque domande più frequenti sono se la criptovaluta sia sicura, se è un buon investimento, se è legale, perché il valore diminuisce e perché le persone sono scettiche riguardo all'asset. Domande a cui gli stessi esperti di Invezz hanno risposto per cercare di fugare i maggiori dubbi sul tema. “Sulla questione della sicurezza – scrivono da Invezz - la criptovaluta non solo è sicura, ma è probabilmente più sicura di qualsiasi altra forma di denaro in circolazione. Tutti i fondi archiviati in criptovaluta sono protetti dalla tecnologia blockchain e da una registrazione affidabile della proprietà. Inoltre, i portafogli di criptovaluta sono così ben crittografati che è praticamente impossibile violarli. Le uniche preoccupazioni dovrebbero essere le stesse di qualsiasi account di finanza personale: tenere al sicuro le password dell'account e le chiavi private del portafoglio”.

… con un track record da buon investimento


Quanto alle bontà dell'investimento, Invezz è ancora più lapidario: “il bitcoin è tra le risorse con le migliori prestazioni dell'ultimo decennio ed è chiaro che si possono guadagnare soldi investendo in valute digitali. La criptovaluta si è costruita il suo posto nel panorama finanziario e soprattutto i più giovano fanno trading in maniera redditizia”. Stupisce che tra le ricerche online primeggino temi come la legalità di uno strumento che viene tradato in tutto il mondo e anche banalità come “perché il prezzo diminuisce”. “Il prezzo di qualsiasi attività quotata in borsa è deciso dagli acquirenti e dai venditori che raggiungono un accordo sulla sua valutazione equa. I mercati delle criptovalute sono notoriamente volatili, proprio come qualsiasi nuovo mercato prima che abbia il tempo di maturare. Sebbene la tecnologia sia chiaramente qui per restare, nessuno può dire con certezza quale sarà il futuro a lungo termine delle criptovalute, ed è quell'incertezza che porta a un mercato molto reattivo incline a forti oscillazioni”.

Perché c'è ancora scetticismo?


La giovane età del mercato cripto spiega, secondo Invezz, anche la ragione dello scetticismo ancora diffuso. “La criptovaluta rappresenta una minaccia per la finanza tradizionale. L'unico vero rimedio allo scetticismo delle persone sarà il tempo. Bitcoin è stato lanciato nel 2008, ma è solo nell'ultimo anno circa che i governi, le grandi istituzioni e le aziende hanno iniziato a prenderlo sul serio sia come soluzione che come classe di investimento. Anche se è passato molto tempo, questo è un passo positivo per la criptovaluta e fa ben sperare per la sua accettazione da parte della società nel suo insieme”.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti