Exchange e wallet: come si acquista e si conserva bitcoin

Laura Magna
Laura Magna
2.4.2021
Tempo di lettura: 5'
Investire in bitcoin oggi è facile. Basta registrarsi e autenticarsi su una delle molte piattaforme disponibili (Binance, Kraken, Coinbase, eToro, Conio) e, avendo a disposizione una carta di credito e a volte anche solo PayPal, effettuare le transazioni dal proprio smartphone. Si può comprare il sottostante o esercitarsi nei più rischiosi Cfd, per scommettere anche sui ribassi

La chiave crittografica (una megapassword alfanumerica di 64 bit) è stata a lungo l'unico modo per accedere ai prorpi portafogli. Un sistema ipersicuro ma molto rischioso in caso di perdita del codice, che non si può cambiare né recuperare

Gli exchange sono assimilabili al mercato azionario secondario, ma è possibile operare sette giorni su sette e 24 ore al giorno. Il Wallet invece è il sistema di custodia per chi intende fare holding, ovvero tenere il suo tesoretto nel lungo periodo

Il primo blocco di 50 bitcoin vide la luce alle 18.18 del 3 gennaio 2009. Il dominio bitcoin.org era stato registrato ad agosto dell'anno precedente. La prima transazione ufficiale invece data 12 gennaio 2009 e coinvolge Satoshi Nakamoto e lo sviluppatore Hal Finney. All'inizio della loro storia non c'era modo per ottenere bitcoin se non estraendoli dalla rete. I miner avevano le chiavi: usando la cpu del proprio pc svolgevano i calcoli necessari a superare le restrizioni imposte informaticamente fino a produrre un nuovo blocco, nuove monete. Ma all'inizio bitcoin era cosa da nerd e dunque questa scarsità non era un problema, in quanto ad essi era interessata una nicchia ristretta di visionari convinti di poter cambiare il mondo.

Nel luglio 2010 tuttavia fu fondato il primo exchange, in Giappone, noto come MtGox, che avrebbe controllato il 70% di tutte le transazioni in bitcoin nel mondo, fino al 2014, anno della sua bancarotta (di cui diremo più avanti).
Nel tempo, man mano che bitcoin assumeva forza e la domanda cresceva anche oltre il circolo ristretto di creatori e miner, gli exchange, i mercati dove la cripto oggi è scambiabile con pochi click su uno smartphone, si sono moltiplicati come funghi. Gli Exchange sono qualcosa che somiglia al mercato di Borsa: ogni volta che una nuova moneta viene creta viene distribuita in parte gratuitamente attraverso gli AirDrops e in parte in prevendita sui siti proponenti: quando avviene la quotazione il meccanismo è simile a quello di un secondario azionario, solo che il mercato è aperto 24 ore al giorno e sette giorni su sette.

Le piattaforme di scambio


Oggi l'offerta di mercati, o meglio di piattaforme dove comprare e vendere bitcoin e le sue sorelle (circa 8500 mentre scriviamo, ma anche in questo caso, un numero molto mutevole) è amplissima e variegata. Ci sono exchange per professionisti e comprensibili solo ai nerd o ai professionisti e app semplicissime pensate per il piccolo risparmiatore curioso che vuole avvicinarsi al tema con soglie di ingresso veramente minime.

Binance, Kraken, Coinbase, eToro e l'italiana Conio, solo per fare degli esempi tra i più noti (e in tutti i casi di app sicure). Il meccanismo è simile per tutti: si apre un profilo, che dovrà essere autenticato; si carica liquidità su un portafoglio, attraverso la carta di credito e in alcuni casi anche via PayPal; si compra la valuta istantaneamente e allo stesso modo la si rivende se si vuole guardare nel breve termine approfittando delle oscillazioni di prezzo. La differenza principale tra i diversi exchange è data dalla numerosità degli alt scambiati e dalla liquidità. Tutti però possiedono anche un sistema di custody, il cosiddetto wallet. Che tipicamente è usato per conservare in maniera sicura i coin, per chi ha un approccio da holder, ovvero di lungo periodo. Il wallet già richiede qualche conoscenza informatica più evoluta, perché sostanzialmente sposta il problema della custodia e mantenimento delle chiavi di sicurezza private in capo al possessore del wallet stesso (e vedremo alla fine perché questo è un tema cruciale). Al tempo stesso un wallet privato garantisce la massima flessibilità di utilizzo delle cripto. Si giustifica soprattutto per chi ha una conoscenza e dimestichezza del mercato delle criptovalute e non per chi compia investimenti saltuari e di importo modesto.

Comprare il fisico su Exchange e conservarlo su wallet


Ma quali sono i modi per prendere posizione su bitcoin?

“Uno dei più semplici (e probabilmente il più efficace, ndr) è acquistare l'asset sottostante da una piattaforma di investimento – dice a We Wealth Simon Peters, Market Analyst di eToro  -investire in criptovalute reali vuol dire che la piattaforma acquista i token per conto del cliente e li registra in un conto separato sotto il nome di quest'ultimo. Una volta chiusa la posizione, eToro vende l'asset e il ricavato viene convertito in valuta fiat”. eToro è stata una delle prime piattaforme regolamentate a offrire nel 2013 l'accesso ai propri clienti privati alla crittografia. “Il suo ecosistema crittografico consente agli utenti di acquistare direttamente criptovalute reali come Bitcoin ed Ethereum, copiare altri investitori che tramite la piattaforma investono nella stessa classe di asset, custodire token in un portafoglio un-chain e monitorare tutte le posizioni crittografiche su più piattaforme sulla sua app di gestione del portafoglio di recente acquisizione (Delta). Per i trader più avanzati è possibile scambiare criptovalute sull'exchange un-chain professionale”, continua Peters.

Da questa prima analisi appare evidente dunque la differenza tra exchange crittografico, ovvero la piattaforma che consente agli utenti di acquistare scambiare criptovalute; e il wallet crittografico, ciò che gli investitori useranno per archiviare la propria crittografia.

Una caratteristica distintiva del bitcoin come asset di investimento è la sua estrema volatilità nel breve termine: per approfittare degli scostamenti di prezzo intraday o comunque di breve termine e scommettere anche sui ribassi, è possibile, anziché acquistare il sottostante, comprare Cfd.

Come funzionano i Cfd su bitcoin


“Il trading di Cfd – commenta Peters - è un metodo che consente alle persone di negoziare e investire in asset stipulando un contratto tra loro e un broker, anziché acquistare direttamente l'asset di riferimento. Il trader e il broker concordano di replicare le condizioni di mercato e regolare la differenza tra loro quando la posizione verrà chiusa. I Cfd offrono ai trader e agli investitori l'opportunità di trarre profitto dai movimenti di prezzo dei mercati finanziari senza possedere lo strumento sottostante.”

Cfd vuol dire Contract for Difference, Contratto per Differenza: secondo Borsa Italiana “attraverso i Cfd si opera quindi sulle differenze di prezzo dei contratti, guadagnando o perdendo in funzione della differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita del sottostante, moltiplicato per il numero di Cfd scambiati: è possibile e acquistare (long) o vendere allo scoperto (short) il Cfd (ovvero puntare sulla discesa del sottostante)”.

La negoziazione di un Cfd è molto simile alla normale negoziazione di altri strumenti finanziari. Il loro prezzo peraltro è quasi analogo a quello degli strumenti sottostanti, che però non si possiedono ma si replicano. Per questo motivo non è necessario pagare l'intero valore dell'operazione ma basta depositare un margine, che normalmente varia tra il 10% e il 20% dell'ammontare dell'operazione.

 

Rischio perdita


Abbiamo a più riprese parlato delle chiavi crittografiche che sono un tratto distintivo di bitcoin che attiene alla sua natura informatica e lo distingue da un qualsiasi altro asset di investimento tradizionale.

Quando il primo exchange della storia, il già citato MtGox dichiarò bancarotta nel 2014, una delle ragioni fu la perdita di 850mila bitcoin per un valore (all'epoca) di 450 milioni di dollari. Per lo più rubati, secondo le indagini successive.

Si tratta del primo ma non certo dell'ultimo caso di sparizione misteriosa di bitcoin. Molto più vicino a noi, la storia di Gerald Cotten, founder del Bitcoin exchange canadese QuadrigaCx, che, morendo, si sarebbe portato nella tomba la password criptata di accesso al portale insieme all'equivalente di circa 123 milioni di euro in criptovalute dei clienti. Qualcuno, ancora oggi, sostiene che non sia affatto morto ma si stia godendo i soldi in qualche paradiso fiscale.

Perché ricordiamo questi fatti? Per dire una cosa fondamentale quando si decide di investire in bitcoin. Le criptocurrency sono legate, dal punto di vista tecnico, a una chiave privata, una megapassword alfanumerica di 64 bit, con cui l'utente può accedere in maniera esclusiva ai suoi conti. Non può essere modificata, non può essere recuperata: questo comporta il rischio, in caso di perdita della stessa chiave, di non poter più in alcun modo accedere alle proprie monete, che non spariscono fisicamente ma diventano inaccessibili. Come se qualcuno le avesse messe in una cassaforte a chiusura stagna e sepolta nella Fosse delle Marianne.

Si trattava di una scelta dettata dalla necessità di rendere l'ecosistema bitcoin estremamente sicuro ma che nel momento in cui è diventato alla portata del mercato più ampio, non funziona più. Gli exchange di ultima generazione superano in modi diversi questo che ora è un limite, ma essenzialmente lo fanno grazie a sistemi basati sui più evoluti protocolli di crittografia, che assicurano l'utente contro il rischio di perdere l'accesso al proprio wallet. Tra questi sistemi ce n'è uno italiano che ha ottenuto il brevetto dallo United States Patent and Trademark Office, uno dei più severi al mondo. Si tratta della soluzione multisig di Conio, un sistema multichiave a tre firme che consente di superare la chiave privata (sostituendo il codice alfanumerico con 12 parole di senso compiuto, innanzitutto) e contemplando un metodo di recupero in caso di smarrimento che garantisce anche dal rischio di perdita del portafoglio.

Una cosa è certa: per avvicinarsi a questo mondo come investitori, prima di fare qualsiasi altra cosa, è necessario superare le proprie convinzioni in tema di investimenti e finanza e provare a comprenderlo a fondo.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti