Cbdc, in Francia “sperimentata con successo” per 10 mesi

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Alberto Battaglia
19.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Il progetto della Banca di Francia ha evidenziato alcuni dei vantaggi dell'implementazione della blockchain nello scambio dei titoli

In totale sono state condotte circa 500 transazioni di titoli di Stato tokenizzati sia nel mercato primario e secondario, con pagamenti Cbdc. Il controvalore non è stato reso noto

Fra le banche che hanno partecipato al test, durato 10 mesi, figurano i nomi di BNP Paribas, Crédit Agricole CIB, HSBC e Société Générale

Il progetto di sperimentazione di una moneta digitale pubblica da parte della Banca di Francia, lanciato lo scorso marzo per 10 mesi, ha prodotto il suo primo bilancio. Una serie di transazioni obbligazionarie, nelle quali sono stati coinvolti alcuni dei maggiori nomi del mondo bancario, è stata veicolata attraverso una rete blockchain messa a punto da IBM. I titoli di Stato francesi convertiti in token, ossia in contratti digitali “smart” direttamente scambiabili sulla blockchain, sono stati scambiati in moneta digitale pubblica (Cbdc) emessa dalla Banca di Francia. In totale sono state condotte circa 500 transazioni sia nel mercato primario e secondario. La Cbdc francese è stata messa alla prova su diverse operazioni, come l'emissione di nuove obbligazioni, l'utilizzo nei pronti contro termine o nel pagamento delle cedole. L'esperimento, il cui controvalore non è stato reso noto, è guidato dalla società specializzata nel regolamento delle transazioni Euroclear. Fra le banche che hanno partecipato al test figurano i nomi di BNP Paribas, Crédit Agricole CIB, HSBC e Société Générale.

"Insieme siamo stati in grado di misurare con successo i benefici intrinseci di questa tecnologia, concludendo che le valute digitali della banca centrale possono regolare il denaro della banca centrale in modo sicuro", ha detto Isabelle Delorme, vice direttore generale di Euroclear France. I tempi delle transazioni si riducono, in particolare per quelle transfrontaliere.

"Ci stiamo rapidamente muovendo verso un cambiamento fondamentale nell'infrastruttura del mercato post-trade", ha detto Soren Mortensen, direttore globale dei mercati finanziari di IBM, "questo progetto è andato ben oltre le precedenti iniziative blockchain perché ha testato con successo la maggior parte dei processi del depositario centrale di titoli e della banca centrale, eliminando le attuali fasi intermedie, come la riconciliazione tra gli intermediari di mercato".
“Gli smart contract possono eseguire specifiche operazioni in un contesto ben definito basato su dati controllati e immutabili. Se le condizioni sono soddisfatte, non c'è bisogno di chiedere un'ulteriore convalida da parte di un operatore e i processi possono essere eseguiti automaticamente”, si legge nel rapporto che sintetizza i risultati del test, “tuttavia, per garantire la piena conformità legale, contrattuale e regolamentare, la definizione e l'implementazione dei contratti intelligenti devono essere completamente controllati e gestiti dalle organizzazioni appropriate che hanno i diritti, capacità e doveri per gestire tali attività”. Dunque, niente decentralizzazione estrema od estromissione degli attori tradizionali, come invece avviene nel mondo della DeFi.

La spinta verso lo sviluppo delle Cbdc ha ormai un respiro globale. La Cina è, fra i grandi Paesi, quella in posizione più avanzata, ma anche la Banca centrale europea sta esplorando a fondo la possibilità di lanciare un euro digitale in futuro. La necessità di offrire al pubblico una forma digitale del contante è vista come un elemento in grado di disinnescare all'origine la convenienza dal punto di vista funzionale ad abbandonale la moneta tradizionale per compiere acquisti attraverso stablecoin “private”. Anche la sperimentazione della tecnologia blockchain negli scambi degli investitori istituzionali è oggetto di interesse per la possibile velocizzazione e semplificazione dei processi, come dimostra anche quest'ultimo esperimento.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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