Imprese di famiglia: i tre approcci della strategia filantropica

Lucia Martina
Lucia Martina
17.5.2021
Tempo di lettura: 3'
L'implementazione della strategia filantropica può seguire generalmente tre principali approcci: una visione olistica, una scelta di portafoglio e la gestione della doppia dimensione famiglia-business. Di cosa si tratta?
La filantropia delle imprese familiari opera all'intersezione tra famiglia, business e società e riveste quindi un ruolo di cruciale importanza per il supporto ai bisogni sociali quali l'educazione, la salute e per gli aiuti umanitari in tutti i paesi del mondo. In quest'ottica oltre all'evidente rafforzamento della propria reputation diventa determinante il contributo generato nei confronti della collettività, del territorio e di specifici portatori di interesse.
Gli obiettivi filantropici della famiglia imprenditoriale rafforzano l'impresa stessa rispetto a specifici driver decisionali che vanno tenuti in considerazione nel momento in cui nasce la consapevolezza di voler dar vita e strutturare un disegno filantropico: la trasmissione dei valori, la possibilità di utilizzare differenti veicoli, l'opportunità di coinvolgimento dei membri della famiglia e l'individuazione dei rispetti ruoli e infine la valutazione della efficacia degli interventi.

L'implementazione della strategia filantropica può seguire generalmente tre principali approcci: una visione olistica, una scelta di portafoglio e la gestione della doppia dimensione famiglia – business.

Il primo approccio è guidato da una visione olistica, come un mezzo unificante per esprimere i valori etici e le convinzioni della famiglia. L'espressione dei valori si sviluppa nel tempo in un forte strumento per unire la famiglia. È un dato comune che i valori dei fondatori e le motivazioni transgenerazionali rivestano un ruolo molto importante nel guidare la filantropia delle imprese familiari. Il sistema di valori del fondatore ha un effetto duraturo sul carattere della filantropia di ogni impresa familiare, così come il desiderio dei proprietari di passare l'azienda alla generazione successiva e di perpetuare l'eredità della famiglia. Diverse fondazioni infatti vengono costituite a seguito di indicazioni testamentarie oppure direttamente sviluppate dalle seconde o terze generazioni con l'obiettivo di preservare la legacy all'interno di un veicolo in grado di durare nel tempo.
Il secondo approccio si applica attraverso scelte di “portafoglio” che utilizzano diversi veicoli filantropici. In particolare, le famiglie stanno sviluppando un forte interesse per gli investimenti a impatto sociale. Questo indica una tendenza verso una donazione efficace e riflette l'attuale situazione dei mercati globali. L'attenzione all'efficacia si evidenzia anche nei livelli di coinvolgimento personale delle famiglie nel dirigere le attività filantropiche, così come nel loro approccio alla valutazione.

Il terzo approccio evidenzia come la filantropia può essere veicolata sia attraverso la famiglia che il business. Circa due terzi dei proprietari di imprese familiari organizzano la loro filantropia attraverso un veicolo specifico della famiglia, come una fondazione familiare o un trust. La rimanente parte è organizzata direttamente attraverso l'azienda e il business. Le persone coinvolte nella gestione della filantropia della famiglia tendono anche ad essere attive nell'azienda, in particolare come ceo dell'azienda o come membri del consiglio di amministrazione. Da una indagine sulla Family business philanthropy relizzata da EY e dall'Università di St. Gallen emerge che i membri della famiglia coinvolti in azioni filantropiche sono anche quasi sempre attivi nel business di famiglia.

Trasversalmente ai diversi approcci si riscontra un forte coinvolgimento personale delle famiglie anche alla valutazione dei progressi filantropici, con particolare attenzione alla verifica dei risultati. Le imprese familiari spesso credono che la filantropia possa generare un impatto sociale o ambientale benefico solo se è efficace e se questa efficacia è attentamente misurata e valutata attraverso la supervisione personale o servizi professionali di philanthropy advisory.
Consulente social responsibility and sustainability Ey. Si occupa di consulenza sulle strategie di
Csr, community investment e valutazione impatto sociale. Segue le aziende in ogni fase della
implementazione e supporta nel set up di fondazioni di impresa in allineamento al business e di
corporate-advised fund. Svolge attività di formazione su corporate philanthropy, fondazioni e
impact investing.
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