La fondazione Gates punta 2,1 miliardi sulla parità di genere

Rita Annunziata
1.7.2021
Tempo di lettura: 3'
La fondazione Bill e Melinda Gates ha annunciato un piano da 2,1 miliardi per i prossimi cinque anni volto a promuovere l'empowerment femminile. Tra gli obiettivi anche lo sviluppo dell'inclusione finanziaria in “rosa”

L’impegno della fondazione si focalizza su tre aree d’intervento: promuovere l’emancipazione economica delle donne, migliorarne le condizioni di salute e la pianificazione familiare, e accelerare la leadership femminile

Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro raccolti dagli ex coniugi Gates, la disoccupazione femminile è aumentata di 9 milioni nel 2020 rispetto al 2019 e si prevede che impennerà di ulteriori 2 milioni nel 2021

Melinda French Gates: “Il bello della nostra lotta per l’uguaglianza di genere è che ogni essere umano ne trarrà vantaggio. Dobbiamo cogliere questo momento per costruire un futuro migliore e più paritario”

“Il mondo ha lottato per l'uguaglianza di genere per decenni, ma i progressi sono stati lenti. Ora abbiamo l'occasione di realizzare un vero cambiamento. Dobbiamo coglierla per costruire un futuro migliore e più paritario”. Con queste parole Melinda French Gates, co-presidente della Gates Foundation, ha annunciato un nuovo obiettivo del colosso della filantropia da oltre 1.600 dipendenti. Un piano da 2,1 miliardi per i prossimi cinque anni per promuovere l'emancipazione economica delle donne, migliorarne le condizioni di salute e la pianificazione familiare, e accelerare la leadership femminile.
L'annuncio è giunto in occasione del Gender equality forum di Parigi, organizzato dall'Un Women e co-ospitato dai governi di Messico e Francia. In un momento critico per la componente femminile della popolazione. Secondo i dati raccolti dalla fondazione degli ex coniugi Gates, la disoccupazione in “rosa” è aumentata di 9 milioni nel 2020 rispetto al 2019 e si prevede che impennerà di ulteriori 2 milioni nel 2021. Parallelamente, mentre l'occupazione maschile è prevista tornare ai livelli pre-covid, quella femminile si stima resterà ancora 13 milioni al di sotto dei dati di due anni fa. Eppure, rivela il colosso in una nota recuperando i numeri di Eurasia Group, le politiche per la parità di genere potrebbero alimentare la ripresa economica globale: fornire l'accesso all'assistenza all'infanzia alle donne di tutto il mondo che attualmente ne sono prive, per esempio, potrebbe generare fino a 3mila miliardi di pil aggiuntivo ogni anno consentendo loro di partecipare alla forza lavoro. Senza dimenticare che, nelle attese di McKinsey, concentrare le donne negli sforzi di recupero potrebbe far crescere il pil globale di circa 13mila miliardi di dollari entro il 2030.

Da qui, l'impegno della Gates Foundation da 2,1 miliardi. Su tre aree:

  • empowerment economico: 650 milioni in cinque anni per un ampliamento del lavoro della fondazione sull'emancipazione economica delle donne, sostenendo i collettivi a essa dedicati, rafforzando l'economia dell'assistenza, migliorando la loro inclusione finanziaria e riducendo le barriere all'ingresso nel mondo del lavoro retribuito;

  • pianificazione familiare e salute: 1,4 miliardi in cinque anni per riaffermare ed espandere l'impegno del colosso per la pianificazione familiare e la salute delle donne, con particolare attenzione all'accesso ai contraccettivi e al sostegno di una rete di partner di pianificazione familiare, tra cui Unfpa supplies partnership, Family planning 2030, Global financing facility e la nuova iniziativa Shaping equitable market access for reproductive health;

  • leadership femminile: 100 milioni in cinque anni e 230 milioni in 10 anni per accelerare l'inclusione delle donne nei ruoli di leadership, soprattutto nei settori della salute, del diritto e dell'economia. Previsto anche un contributo a un nuovo fondo Co-Impact che punta a smantellare le barriere sistemiche all'uguaglianza di genere e alla leadership di donne e ragazze di tutto il mondo.


“L'uguaglianza di genere deve essere al centro degli sforzi globali per progredire verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, interviene Bill Gates, co-presidente della fondazione. “Dare priorità all'uguaglianza di genere non è solo la cosa giusta da fare, ma è essenziale per combattere povertà e malattie prevenibili”, conclude. “Donne e ragazze hanno già affrontato ostacoli unici alla loro piena partecipazione alla vita sociale ed economica e gli ultimi dati mostrano che la pandemia non ha fatto che acuire le disparità”, aggiunge il ceo Mark Suzman. “Questo piano riflette il nostro impegno di lunga data a sostenere tutte le donne nella loro lotta per un mondo più giusto e equo”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
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