I social e nuovi strumenti online hanno potenziato la filantropia

Alberto Battaglia
17.12.2021
Tempo di lettura: 5'
Secondo un nuovo sondaggio di Wells Fargo le donazioni negli Usa hanno tratto beneficio da una serie di nuovi canali di contatto

Il 46% degli americani, infatti, ha dichiarato di aver sperimentato nuovi modi per donare quest'anno, una percentuale che sale al 57% e al 49% per i Millennial e i membri della Gen X

Anche la pandemia ha modificato i livelli delle donazioni, imprimendo una spinta positiva sulla filantropia: quasi la metà (46%) degli americani afferma di donare di più a causa del covid-19

I nuovi mezzi di comunicazione digitale e i social network hanno profondamente inciso sulle modalità utilizzate per fare beneficenza, in particolare per i più giovani. Il 46% degli americani, infatti, dichiara di aver sperimentato nuovi modi per donare quest'anno, una percentuale che sale al 57% e al 49% per i Millennial e i membri della Gen X, mentre è così solo un terzo dei Boomer. Fra i nuovi modi di fare filantropia, quelli che più si sono affermati quest'anno sono GoFundMe, sperimentato dal 35% degli americani, i pulsanti di donazione dei social (19%) e la donazione diretta presso siti di intrattenimento o informazione come Wikipedia (16%). Nella media di tutte le generazioni, otto americani su dieci dichiarano di apprezzare questi nuovi modi di fare beneficenza.

E' quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto da Versta Research per conto della banca Wells Fargo, nel quale è stato raggiunto un campione rappresentativo della popolazione americana composto da 811 adulti, intervistati lo scorso novembre.

Alcune precedenti ricerche avevano già messo in evidenza come la filantropia fosse considerata un componente importante dell'identità personale per le più giovani generazioni. Per queste ultime, tuttavia, la pressione ricevuta dai molteplici canali che sollecitano donazioni, è particolarmente elevata: il 62% dei membri della Gen Z e il 58% dei Millennial affermano di aver passato momenti difficili nel dire di “no” a chi aveva domandato loro un atto di beneficenza. Circa due americani su tre (67%) afferma di provare qualche volta la sensazione di non donare abbastanza – che si fa ancor più forte per i Millennial (lo pensa il 74%) e per la Gen Z (76%).

Il 59% degli intervistati dichiara di aver donato mediamente 1.300 dollari nel 2021, cifre coerenti con l'opinione, condivisa dall'85% degli americani, che la filantropia non sia una cosa solo per milionari. Detto questo, meno di un americano su tre si considera un filantropo.
"Quasi tutti gli intervistati (95%) dicono che donare li fa sentire bene, e che la pandemia ha accentuato le opportunità di donare", ha detto Arne Boudewyn, capo del patrimonio familiare e dei servizi culturali alla Wells Fargo Bank, "oltre a segnalare i doni monetari, è anche rincuorante vedere che nove americani su dieci cercano di dimostrare anche atti estemporanei di gentilezza”, ha aggiunto Boudewyn, “la filantropia non riguarda sempre il denaro, ma spesso è semplicemente una mentalità".

In effetti, circa la metà delle giovani generazioni afferma di preferire la “donazione” del proprio tempo, piuttosto che quella di denaro. Lo afferma il 52% della Gen Z e il 48% dei Millennial, mentre la percentuale sale al 64% nella media di tutte le generazioni.

Anche la pandemia ha modificato i livelli delle donazioni, imprimendo una spinta positiva sulla filantropia: quasi la metà (46%) degli americani dice di donare di più a causa del covid-19 mentre solo l'11% afferma il contrario.
L'approccio verso la filantropia, se si parla della popolazione generale, rimane poco sistematico. Solo il 29% degli americani pianificano le loro donazioni ogni anno, mentre il 71% dona spesso d'impulso, o se si sente "spinto a donare" da uno stimolo esterno. Solo il 14% ha un budget annuale per le donazioni, e solo il 31% fa ricerche sulle cause che sostiene.
"E' importante capire il più possibile sugli enti di beneficenza che si sostengono, e può essere davvero utile pianificare una strategia di donazione - in particolare se si fanno queste donazioni come famiglia. Fare ricerche sugli enti di beneficenza e pianificare una strategia di donazione può essere un ottimo modo per coinvolgere i membri più giovani della famiglia e aiutare a instillare il valore della generosità", ha concluso Boudewyn. "Questi sono chiaramente valori trasmessi attraverso le generazioni, se si considera che più dell'87% degli intervistati afferma di essere cresciuto comprendendo il valore della generosità”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica
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