Le quattro dimensioni del private insurance, tra spazio e tempo

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
27.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Nel mondo del private insurance si sta diffondendo un mindset innovativo che abbraccia l'innovazione tecnologica e offre opportunità in ambito di ottimizzazione di tempi e costi, trasparenza e passaggio generazionale
Ampiezza del patrimonio, propensione al rischio, profondità delle relazioni, orizzonte per la vita. Quattro diverse dimensioni del patrimonio, amalgamate e accelerate da un fattor comune: l'introduzione di nuova tecnologia, a supporto del fattore umano. Ne parliamo con Berardo Staglianò, Country manager Italy di Wealins.

 

Private insurance sempre più̀ digital: e il fattore umano?


“La tecnologia non ha cambiato la tipologia dei processi di analisi, sottoscrizione, gestione dei rischi e relazione con il cliente. Ciò̀ che è cambiata è l'efficienza e l'efficacia di tali processi inquadrati all'interno di un percorso di crescita digitale, che va ad affiancarsi al fattore umano.  L'avvento della tecnologia ha aperto nuove frontiere di offerta assicurativa, condizionando le modalità̀ di progettazione, distribuzione, adeguamento e monitoraggio dei prodotti, e introducendo elementi di semplificazione e flessibilità̀”.

 

Come si combina la tecnologia con la fiducia del cliente?


“Nel mercato private, storicamente, al centro del rapporto umano vi è la fiducia. La tecnologia, per via anche del suo rapido grado di adozione, è stata vista in taluni casi come uno strumento passibile di minacciare la stabilità delle relazioni personali e professionali, e per questo evitata a priori. Un timore che si è mostrato infondato proprio nel corso della recente pandemia, quando ogni scambio, di vendute e di operazioni, è avvenuto da remoto. A proposito, mi piace sempre ricordare la prima lezione che si impara entrando nel nostro mondo: il patrimonio non è solo i beni e il capitale da investire e tutelare, ma anche le emozioni da gestire ch'esso si porta dietro. Ed è qui che, forse, la tecnologia, appare più̀ fredda”.

 

Abbiamo citato la pandemia: c'è una qualche paura che domina i clienti?


“Tra le paure che abbiamo riscontrato nei nostri clienti e partner legate all'esperienza della pandemia vi è il timore di restare 'isolati'. Nel tentativo di abbattere tali paure, come WEALINS, abbiamo continuato a investire nella nostra architettura digitale. Anzitutto, con l'introduzione della 'e-signature', la possibilità data di firmare la documentazione contrattuale di assicurazione in formato elettronico (ai sensi del Regolamento Europeo eIDAS) utilizzando una procedura di Advanced electronic signature (firma elettronica avanzata, Aes). Ma anche innovando la piattaforma digitale e-Wealins dedicata ai nostri partner, uno sviluppo che riteniamo debba essere costante. La piattaforma offre servizi che rispecchiano la società in cui viviamo: accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7; consultabile da qualsiasi dispositivo, senza soluzione di continuità; sicuro, grazie all'autenticazione a due fattori (2FA). Tra i principali progetti 2022, stiamo lavorando per offrire un accesso diretto e più immediato ai nostri clienti, ma sempre nell'ottica b2b2c che contraddistingue il nostro modello”.
 

Guardando al domani, cos'altro può portare il digital nel mondo private?


Sicuramente, una maggiore vicinanza ai nativi digitali. Credo sia sotto gli occhi di tutti come la digitalizzazione dei processi agevoli il passaggio generazionale. Avvicinarsi con tecnologie più smart alla clientela millennials consente, da un lato, un maggior coinvolgimento da parte della generazione più junior; dall'altro, una maggiore apertura da parte della clientela più senior nell'affidarsi alle nuove tecnologie”.

 

 

Articolo tratto dal magazine We Wealth di aprile 2021

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