Previdenza complementare: Pip formato Unit battono tutti nella media quinquennale

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
16.5.2018
Tempo di lettura: 3'
I Pip costruiti attraverso una polizza unit linked sono quelli che hanno meglio performato tra le diverse forme di previdenza complementare rendendo ai loro sottoscrittori il 29,42 in media su base quinquennale.

Performance dei fondi negoziali: 22,39%

Dei fondi aperti: 26,36%

Delle fondazioni bancarie: 20,83%

Dei tfr: 7,62%

Alberto Brambilla, presidente del centro studi Itinerari Previdenziali nel corso di un seminario che si è svolto il 15 maggio a Milano, promosso dallo stesso istituto assieme a Aipb (Associazione italiana del private banking) non ha dubbi: i prodotti individuali pensionistici (Pip) costituiti nell'ambito di una unit linked hanno avuto ritorni migliori, nello stesso periodo di tempo, rispetto ai fondi negoziali (22,39%), ai fondi aperti (26,36%), alle fondazioni bancarie (20,83%) ed ai Pip a garanzia di capitale, cioè quelli costituiti nell'ambito di una gestione separata assicurativa. Il Tfr, il benchmark tipico delle forme di previdenza complementare è stato largamente battuto essendosi attestato, nella media quinquennale, al 7,62 per cento. Hanno fatto pertanto una buona scelta i lavoratori che hanno preferito trasferire presso una forma di previdenza complementare le trattenute di fine rapporto. Anche spostando il periodo osservazione alla media degli ultimi dieci anni il risultato dei Pip unit è stato ugualmente confortante (+23,24%) tenuto conto che questo periodo di tempo sconta gli effetti della crisi dei mercati finanziari internazionali iniziata nel 2007. Per tornare ai Pip formato Unit, i dati presentati da Brambilla arrivano dopo una settimana in cui queste tradizionali forme del risparmio assicurativo sono finire nella graticola in seguito ad un'ordinanza della Corte di Cassazione che ha fatto proprio il giudizio di appello circa la natura delle stesse polizze da considerare - hanno detto i giudici della suprema corte ripetendo il giudizio dei magistrati di merito strumenti d'investimento qualora manchi una sufficiente garanzia del capitale. Ne è seguita una querelle che ha appassionato giuristi, esponenti di compagnie e associazioni del risparmio. Tutti a interrogarsi sulla natura delle unit e sull'ammissibilità delle condizioni di favore (impignorabilità, vantaggi fiscali) di cui beneficiano i sottoscrittori. Poco indagati, nelle discussioni, era stati invece gli effettivi vantaggi conseguiti dai risparmiatori che avevano puntato su simili investimenti. Lo ha fatto invece lo studio di Itinerari previdenziali ed il bilancio, appunto, è stato largamente positivo.

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