Polizze vita, frena ancora la raccolta dei nuovi premi

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Alberto Battaglia
17.12.2021
Tempo di lettura: 3'
Dopo una prima parte dell'anno positiva, l'incremento dei nuovi premi si è raffreddato: a ottobre il calo è stato del 10,3%

Secondo i nuovi dati pubblicati dall'Ania i nuovi premi incassati per le polizze vita (per le sole compagnie italiane ed extra-Ue) sono cresciuti del 12,7% nei primi dieci mesi del 2021

A trainare il comparto sono sempre di più le polizze di ramo III unit linked, il cui rendimento è collegato all'andamento di mercato, mentre le assicurazioni vita tradizionali hanno perso ulteriore terreno

La raccolta dei nuovi premi assicurativi per le polizze vita in Italia ha peggiorato il suo trend di rallentamento nel mese di ottobre, registrando 7.253 milioni di euro in nuovi premi, il 10,3% in meno rispetto a un anno prima. La variazione da inizio hanno si è mantenuta positiva, con un incremento dei nuovi premi del 12,7%.

Fino allo scorso maggio, tuttavia, l'andamento era stato nettamente più positivo, grazie soprattutto all'effetto-covid osservato nel confronto annuo relativo al periodo marzo-aprile, il più colpito dal primo lockdown. A partire dallo scorso luglio l'andamento dei nuovi premi ha invertito la tendenza rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, passando al segno meno. E' quanto si apprende dall'ultimo aggiornamento del Centro Studio dell'Ania, l'Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, relativo alle imprese italiane ed extra-Ue. Se al conto di ottobre vengono aggiunti i nuovi premi vita del campione delle imprese Ue, pari a 1,9 miliardi (in aumento del 30,2% rispetto al corrispondente mese del 2020) i nuovi affari vita complessivi nel mese di ottobre sono stati pari a 9,1 miliardi, con un decremento annuo più contenuto: -4,1%, contro il -10,3% osservato per le sole imprese italiane ed extra-Ue.

Tornando a queste ultime, i dati su ottobre confermano anche il perdurare di un'altra tendenza nel mondo delle polizze vita: il fatto che a trainare i nuovi premi sia il ramo III, caratterizzato dalle unit linked (prodotti il cui rendimento è solitamente ancorato a un indice di riferimento). A ottobre i nuovi premi del ramo III sono aumentati dell'11,7% a 3 miliardi.

Positivo l'andamento anche per i prodotti multiramo (esclusi quelli previdenziali e i Pir), che si sono attestati nel mese di ottobre a un importo pari a 4,2 miliardi con un incremento annuo del 14,8%.

A perdere terreno, invece, sono le polizze vita “tradizionali” di ramo I che ad ottobre 2021 hanno rappresentato il 58% dell'intera nuova produzione vita, contro il 65% dell'ottobre 2020; il calo dei nuovi premi raccolti per questo ramo è stato del 20,5%.



 
In sintesi, se il bilancio provvisorio del 2021 rimane positivo per il comparto vita, ciò lo si deve alla crescita dei prodotti assicurativi unit linked, che prospettano, a fronte di maggiori rischi per il sottoscrittore, la possibilità rendimenti più elevati (l'esito dipende dall'andamento dei mercati).

Una recente indagine pubblicata da Facile.it, condotta da mUp Research – Norstat attraverso un campione rappresentativo della popolazione italiana con 1.072 interviste CAWI, aveva stimato che da inizio anno a fine ottobre fossero circa 3,6 milioni gli italiani che per la prima volta avevano sottoscritto una polizza vita. Il 34% di questo campione aveva dichiarato aver scelto questo prodotto assicurativo perché si sentiva meno sicuro a causa della covid-19.

Parallelamente, l'interesse degli italiani verso aveva trovato “conferma anche nei dati del comparatore di Facile.it, che sulla base delle oltre 140mila ricerche effettuate nel periodo compreso fra il gennaio e l'ottobre del 2021 aveva riscontrato un incremento del 27%.

All'interno dei Paesi avanzati Ocse l'Italia è il terzo per diffusione delle polizze vita fra le famiglie, che destinano il 18,1% dei propri asset finanziari a questo prodotto – solo in Francia e Danimarca si registra una diffusione ancor più alta.

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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