Balzo dei target net zero fra assicurazioni e fondi pensione

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Alberto Battaglia
3.12.2021
Tempo di lettura: 5'
Per la prima volta gli investitori istituzionali che sposano le zero emissioni nette entro il 2050 sono la maggioranza assoluta

Assicurazioni e fondi pensione gestiscono decine di migliaia di miliardi nel mondo: le loro scelte di investimento saranno sempre più rivolte alle società che puntano a neutralizzare le proprie emissioni

Secondo un recente rapporto di Aviva il 52% delle assicurazioni e il 50% dei fondi pensione ha già messo in campo un piano net zero entro il 2050

Le assicurazioni e fondi pensione che hanno assunto l'impegno di detenere un portafoglio a zero emissioni nette (net zero) sono ora la maggioranza assoluta, in netto aumento rispetto al 2020. Lo ha rivelato l'ultimo rapporto Aviva Investors Real Assets Study, che ha raggiunto 1.100 decision-maker appartenenti al mondo assicurativo e dei fondi pensione globali, che insieme rappresentano oltre 2.000 miliardi di euro di asset in gestione.Se nel 2020 le assicurazioni che avevano una strategia net zero al 2050 erano il 44%, la percentuale ora è salita al 52%; per i fondi pensione il balzo è stato ancor più evidente: dal 33 al 50%. Un altro 20% delle assi...
Fra gli indicatori chiave di prestazione (Kpi) basati sul clima, il "physical climate risk" è considerato il più importante per il business, ed è citato dal 35% degli assicuratori e dal 37% dei fondi pensione, seguito dal "carbon footprint" (32% assicuratori e 36% fondi pensione).

Nell'ambito delle strategie di real asset (immobili, infrastrutture, energia), ha rilevato il rapporto, il 55% dei fondi pensione e il 50% degli assicuratori considera cruciale il fatto che i gestori integrino le componenti Esg nel processo di investimento.

Più in generale, la propensione degli investitori istituzionali per i real assets ha continuato a rimanere alta, con l'82% degli assicuratori e il 77% dei fondi pensione a livello globale che dichiarano l'intenzione di aumentare o mantenere la propria esposizione nei prossimi 12 mesi.

Le infrastrutture digitali sono quelle che attualmente attraggono di più gli investitori, con rendimenti costanti derivanti dalle attività che cercano di migliorare la connettività, ha dichiarato l'ad di Aviva Investors per le infrastrutture, Darryl Murphy. Nel breve termine, ha aggiunto, c'è ancora voglia di investire nelle energie rinnovabili, e a medio termine l'idrogeno e gli investimenti per la cattura e lo stoccaggio della CO2. Ma ci sono anche sfide a breve e medio termine per altre altri asset infrastrutturali - in particolare gli aeroporti.
"Il nostro ultimo studio rivela il ritmo al quale i real assets si stanno evolvendo come asset class rispetto alle questioni climatiche ed Esg, e quanto tali considerazioni siano ritenute cruciali nel processo decisionale degli investimenti”, ha affermato Daniel McHugh, CIO, Real Assets di Aviva Investors, “ciò indica uno shift fondamentale verso la misurazione e la quantificazione di questi fattori, piuttosto che un impegno formale attraverso promesse e allineamento delle politiche. In parte questo è il risultato di una migliore comprensione degli elementi coinvolti, ma anche perché i risparmiatori finali controllano maggiormente i potenziali fenomeni di greenwashing”.

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