Insurtech Italia: un mercato con ampi margini di sviluppo

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Nel nostro Paese ci sono poche eccellenze in campo insurtech, se confrontato con il resto dell'Europa. E questo si porta dietro anche un livello di investimenti relativamente basso

Dal 2010 al 2019 c’è stata una crescita delle nuove iniziative del 255%

E il volume di investimenti attratto è stato di 35 milioni di dollari

Insurtech italiano poco sviluppato con ampi margini di sviluppo. Nel nostro Paese ci sono alcune eccellenze ma sono ancora poche se confrontate con il resto dell'Europa e del mondo. Guardando dunque al trend nelle operazioni di investimento degli ultimi anni osserviamo una costante crescita, con una punta rappresentata da Prima.it, intermediario digitale al momento prevalentemente nel ramo auto, che nel 2018 ha realizzato un mega round di finanziamento di oltre 100 milioni di euro, senz'altro l'operazione di gran lunga maggiore mai realizzata in Italia. Altra realtà di spicco è Bene Assicurazioni, che a differenza di Prima.it è una compagnia di assicurazioni, neocostituita, che ha attratto, con logiche meno finanziarie e più industriali, decine di milioni di investimenti.
Secondo l'analisi fatta dall'Italian insurtech association (IIA), rappresenta l'unione di tute le aziende e i professionisti che credono e si fanno fautori di un processo di applicazione massiva delle nuove tecnologie nell'industria assicurativa italiana, al di là di questi due casi, non vi sono al momento in Italia altre startup insurtech che abbiano ottenuto risultati comparabili sia in termini di capitali attratti sia in termini di fatturato.

Nonostante ciò si continua ad assistere ad un continuo incremento nel numero di iniziative che dal 2010 al 2019 sono cresciute del 255%. In questa arena si conteggiano al momento una quarantina di iniziative di cui 18 multiline, 17 focalizzate nel P&C e 4 nel settore salute. Nel 2019 il volume di investimenti attratto è stato di 35 milioni di dollari, un valore non elevato se lo si confronta con  Francia e la Germania ma non del tutto trascurabile.

Il report evidenza, tra le start-up italiane più promettenti che si propongono sia come abilitatori di nuove tecnologie, che come fornitori di servizi ad altre imprese: Yolo, un intermediario digitale B2B2C, che ha sviluppato una tecnologia per la distribuzione attraverso ecosistemi esistenti e canali distributivi non convenzionali, anche nel campo della cosiddetta instant insurance. Claider, che ha completamente re-ingegnerizzato il processo di denuncia e gestione di un sinistro offrendo una customer experience completamente digitale. Insoore, una piattaforma per il riconoscimento delle immagini a supporto dei processi di gestione dei sinistri. E Virtuoso, una piattaforma digitale a supporto dei programmi di welfare e wellbeing aziendali con la quale motivare i collaboratori ad assumere stili di vita migliori ai fini di una buona salute.

Spostando il focus fuori casa si può notare come la curva di sviluppo dell'insurtech a livello globale sembra promettere ulteriori e significativi sviluppi, coprendo molti dei settori assicurativi e segmenti della catena del valore sia in termini di crescita del numero di startup che in termini di investimenti attratti dall'Europa non solo negli Usa ma anche dall'Asia. Non tutte le startup stanno cercando di sostituirsi ai players tradizionali, molte sono focalizzate su specifiche soluzioni B2B proprio per le imprese tradizionali operanti nell'industria assicurativa. Questo potrebbe essere uno strumento da sfruttare per le assicurazioni classiche per essere più competitive grazie all'introduzione di nuove tecnologie. Ed è proprio per questa ragione che molte compagnie di assicurazioni, soprattutto quelle di dimensione internazionale, hanno creato e stanno creando unità organizzative dedicate all'incubazione di startup insurtech con l'obiettivo di accelerarne lo sviluppo. L'Italia è indietro in questo processo anche se è in atto un trend incoraggiante e si stanno moltiplicano le iniziative pubbliche e private volte a favorire lo sviluppo di un ambiente favorevole alla nascita di nuove iniziative.

 

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