Idd, un nuovo regime per la distribuzione assicurativa

Livia Caivano
Livia Caivano
25.9.2018
Tempo di lettura: 3'
Idd vs Mifid 2: due facce della stessa medaglia? Abbiamo analizzato la Insurance distribution directive per capire se e cosa cambia nel mondo dei prodotti assicurativi

In vigore dal 1 ottobre

Recepisce al suo interno molti principi con cui Mifid 2 già disciplina lo svolgimento dei servizi finanziari

A differenza della Mifid, la Idd è una direttiva di armonizzazione minima che lascia ai singoli stati la possibilità di articolare a modo loro i “principi” della legge europea

Livellare il campo di gioco nel collocamento dei prodotti finanziari. Questo l'obiettivo della Insurance distribution directive (Idd) in vigore dal 1° ottobre e nata appunto, nelle intenzioni dei legislatori di Bruxelles, per trasferire nel mercato delle polizze gli stessi principi di protezione dei consumatori che per gli altri servizi finanziari sono stati disciplinati dalle direttive Mifid 1 e Mifid 2. L'abbiamo analizzata nel dettaglio.

Principi di comportamento



  • Il nuovo quadro normativo disciplina non soltanto i comportamenti di chi colloca i prodotti assicurativi ma anche quelli della compagnia che li “produce”. La “governance del prodotto” impone di specificare fin dalla sua nascita scopi e target di una polizza.

  • Entrano a pieno titolo nel mondo assicurativo i due principi di comportamento che già da tempo sono in vigore nel collocamento dei prodotti dell'industria dei servizi finanziari.
    Suitability (idoneità, nella traduzione italiana):  il prodotto deve essere adeguato alle esigenze del cliente che deve informare l'intermediario sulla sua situazione patrimoniale, sugli obiettivi dei suoi investimenti e propensione al rischio perché quest'ultimo possa consigliargli la polizza più adatta alle sue esigenze. Senza adeguatezza non può essere prestato il servizio di consulenza.
    Appropriateness (adeguatezza): l'intermediario deve accertarsi che il cliente abbia compreso la natura e le caratteristiche del prodotto che gli sta vendendo. Se il test è negativo l'intermediario sconsiglia l'acquisto del prodotto ma non può impedirlo. In caso di prodotti non complessi e quando la vendita avviene su iniziativa del cliente si può derogare dal test di adeguatezza.


Trasparenza


Per effetto della Mifid 2 i prodotti d'investimento assicurativo (i cosiddetti IBIPs, che in termini più specifici interessano i Rami I-III- V del settore vita, cioè le polizze rivalutabili, unit linked e capitalizzazione) erano  stati sottratti alla disciplina assicurativa e su di essi vigila la Consob. Come per gli altri prodotti finanziari l'intermediario consegna al cliente un documento contenente le informazioni chiave del prodotto (Kid, Key information document). Nell'ambito di  attuazione della direttiva Idd, l'Ivass  ha aggiunto a questo  schema generale l'obbligo di fornire  ai clienti un ulteriore  documento precontrattuale, allegato al  Kid  - è chiamato DIP aggiuntivo IBIPs -  e vigilato dalla stessa Ivass,  in cui sono fornite le informazioni che non sono contenute nel Kid. L'Ivass (authority delle assicurazioni) vigila invece sulle regole di trasparenza delle altre polizze vita (di puro rischio) e sulle polizze dei rami danni. Due sono gli schemi-tipo di informazione precontrattuale:

  • Ipid (Documento informativo prodotti insurance) per i prodotti danni: le imprese di assicurazione sono tenute a redigere un documento informativo precontrattuale standard contenente la descrizione delle principali caratteristiche del prodotto.

  • Dip (Documento informativo precontrattuale) per i prodotti vita di “puro rischio”.


Incentivi (Inducements)


L'intermediario può ricevere incentivi a patto di non peggiorare la qualità del servizio al cliente. Per gli altri servizi finanziari (Mifid 2), invece, l'intermediario può ricevere incentivi se migliorano il servizio al cliente. 

Sanzioni



  • Fino a 700 mila euro per intermediari persone fisiche e fino a 5 milioni per le società.


 

 

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