Generali protagonista del mercato M&A

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Generali muove il risiko assicurativo a livello mondiale accendendo i riflettori fuori dall'Europa, puntando su Russia e Malesia

Le mosse di Generali sullo scacchiere internazionale si basano anche sul fatto che la società ha disposizione, stando ai target di piano, 2,3 miliardi di euro da dedicare all'M&A

L'analisi di S&P sottolinea come il 2021 potrebbe essere l'anno migliore per questo genere di operazioni a livello mondiale

Genarali sotto i riflettori per le sue possibili mosse di M&A, che verranno discusse dal comitato strategico e mercoledì dal cda. La società, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, dopo il mancato acquisto degli asset polacchi di Aviva, starebbe valutando nuove alternative di crescita per vie esterne, con focus in particolare sulla Russia e sulla Malesia.
Focus Russia l'obiettivo potrebbe essere la compagnia Reso-Garantia, attiva principalmente nel segmento danni con una quota di mercato vicina al 9%. L'operazione avrebbe una valutazione di circa 2 miliardi e potrebbe avere senso dal punto di vista strategico, considerando che Generali detiene già il 39% di Ingosstrakh, la quarta principale compagnia sul mercato russo. "Rileviamo tuttavia come gli assicuratori europei abbiano storicamente trovato significative difficoltà a penetrare il mercato e che le valutazioni potrebbe essere elevate", si legge dal report di Equita, sottolineando come sulla base dei dati 2019, Reso Garantia aveva generato premi per 1,2 miliardi, un utile operativo di circa 200 milioni e un P/E implicito tra le 15 e le 20 volte. Per quanto riguarda invece l'operazione in Malesia Equita, sottolinea come questa rappresenterebbe una novità totale dal punto di vista strategico. E questo dato che il management aveva espresso la volontà di rafforzare la propria presenza nel settore assicurativo con focus i mercati europei. Secondo Il Sole 24 Ore, l'interesse sarebbe rivolto alle joint venture di Axa in Malesia, attive sia nel segmento danni che vita. Asset che complessivamente potrebbero avere una valutazione vicina ai 700 milioni di dollari e che nel 2019 hanno generato ricavi per 615 milioni.

Le mosse di Generali sullo scacchiere internazionale si basano anche sul fatto che la società ha disposizione, stando ai target di piano, 2,3 miliardi di euro da dedicare all'M&A.

Ma il mondo assicurativo sono mesi che si sta muovendo sul fronte acquisizioni e fusioni. L'analisi di S&P sottolinea come il 2021 potrebbe essere l'anno migliore per questo genere di operazioni a livello mondiale. Ma anche l'Italia si difende bene. E infatti ci sono diverse realtà che si stanno muovendo sullo scacchiere. Unipol, era stata messa tra le protagoniste del mercato assicurativo, quando a fine 2020 l'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, in un'intervista al Sole24ore dichiarò che se Banco Bpm fosse disponibile Bper non potrebbe che approfondire con attenzione l'ipotesi. E l'ad, Giuseppe Castagna, di Banco Bpm, a stretto giro ha risposto dichiarando si essere favorevole ad una possibile operazione di consolidamento per poi precisare come la banca sia interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale. Per il momento però nulla si è concretizzato. Cimbri sta valutando le prossime mosse da fare per posizionarsi al meglio in campo assicurativo e bancario. Un obiettivo della società è infatti quello di crescere sul lato assicurativo e il secondo riorganizzare i vari asset. la società è stata messa in mezzo a possibili nozze fra diverse realtà. Da una parte si pensa a Mps. In questo caso si renderebbe sempre più concreta l'aggregazione tra Bpm e Bper e dall'altra Unipol giocherebbe un ruolo strategico anche nella “diatriba” tra Banco Bpm e Cattolica in merito alla joint venture vera vita e vera assicurazioni. Secondo il report Mediobanca securities se Banco Bpm dovesse riuscire a trovare un accordo con Cattolica per l'acquisto del 65% di Vera vita si potrebbe realizzare una crescita per Unipol. E questo dato che Bpm potrebbe, successivamente, cedere Vera vita alla società di Cimbri nella seconda metà del 2021.

Sempre con focus Italia Aviva sta allentando la presa. E infatti sarà la compagnia assicurativa francese Cnp Assurances a subentrare alla società nella joint venture italiana con Unicredit. Cnp acquisirà la partecipazione del 51% di Aviva Plp in Aviva SpA per circa 385 milioni di euro, secondo quanto anticipato da Bloomberg, con l'annuncio ufficiale che potrebbe arrivare già questa settimana. L'operazione rientra nei piani dell'Amministratore delegato di Aviva, Amanda Blanc, entrata in carica nel 2020, che prevede un ridimensionamento delle attività del gruppo in Europa e in Asia per concentrarsi maggiormente sui mercati principali che sono il Regno Unito, l'Irlanda e il Canada. Ma non finisce qua perché la compagnia di assicurazioni inglese, che pubblicherà il 4 marzo i suoi conti, starebbe anche vendendo un ramo vita italiano separato a Cnp per 160 milioni di euro e il suo business italiano non vita ad Allianz. Aviva era già entrata nel risiko qualche mese fa quando aveva messo in moto l'operazione per la vendita dell'intera partecipazione dell'80% nella joint venture italiana di assicurazioni sulla vita a Ubi Banca. Nel comunica stampa emesso dalla stessa società c'era scritto infatti che l'operazione rappresenta “un'altra importante pietra miliare strategica in quanto Aviva mantiene il suo impegno a riorientare il suo portafoglio”. E le ultime mosse di questo riposizionamento sul mercato si sono concretizzate ulteriormente con l'entrata in gioco della compagnia francese Cnp nella joint venture italiana con Unicredit.

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