Fondo pensione: ma quanto mi costi?

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Quanto costa sottoscrivere un fondo pensione. E quanto si deve versare per vedere dei risultati? E nel caso in cui si volesse anticipare la pensione? A tutte queste domande ha risposto l'ultima ricerca pubblicata da propensione.it

Prendiamo un lavoratore di 32 anni, con un orizzonte temporale di risparmio di 35 anni, fino al pensionamento a 67 anni, e ipotizziamo 3 diversi scenari

Nel primo il versamento annuo è di 1.000, nel secondo di 5.164 e nel terzo di 7.000 euro

Assegni pensionistici più bassi e bisognosi di un'integrazione, l'allungamento dell'età pensionabile e un sistema previdenziale sempre più sbilanciato e non sostenibile nel futuro. Questi alcuni dei motivi per cui le nuove generazioni dovrebbero pensare fin da subito ad una forma di previdenza integrativa. Da ricordarsi inoltre che l'allungamento dell'età pensionabile può porre anche dei seri limiti. Sarà infatti sempre più difficile lavorare tanto a lungo come richiede il sistema. Ed ecco che sottoscrivere una forma di previdenza integrativa diviene fondamentale. Con il risparmio accumulato nel proprio fondo pensione, infatti, si può anticipare il pensionamento di cinque o dieci anni rispetto alla pensione di vecchiaia grazie alla rendita integrativa temporanea anticipata (R.I.T.A), tutelando così non solo il proprio tenore di vita futuro ma avendo anche un importante paracadute per uscire dal sistema lavorativo.

"Il mondo di oggi è diverso rispetto a quello che hanno conosciuto le generazioni precedenti. La speranza di vita attesa si è allungata notevolmente e rappresenta una sfida per i sistemi pensionistici a livello globale. Il mondo del lavoro è anch'esso cambiato nel tempo: si comincia a lavorare più tardi e le carriere sono maggiormente frammentate o discontinue. Questi fattori si ripercuotono inevitabilmente sull'ammontare delle pensioni attese, ormai del tutto legate ai contributi versati negli anni e sui requisiti anagrafici per il pensionamento, soggetti ad un adattamento periodico alla speranza di vita e, conseguentemente, sempre più avanzati", dichiara Raffaele Agrusti membro del Consiglio di Amministrazione di Propensione.it.

Questi aspetti sono noti al legislatore italiano tanto che l'adesione alla previdenza integrativa è fortemente incentivata attraverso il beneficio della deducibilità fiscale di quanto versato annualmente, fino a 5.164,57 euro, dal reddito dichiarato ai fini Irpef. Secondo lo studio di propensione.it resta però un punto sul quale è opportuno tutelare i risparmiatori, ossia renderli maggiormente consapevoli del peso che assumono i costi applicati dal fondo pensione sottoscritto, che fortunatamente può essere sempre cambiato nel tempo.

 

Il mondo dei fondi pensione


Lo studio evidenzia come il mercato dei fondi pensione è piuttosto variegato. Accanto a prodotti molto convenienti, ci sono dei prodotti che, soprattutto al fine di remunerare le reti di intermediazione tradizionali, prevedono delle voci di costo inutilmente elevate.

Da ricordare come un  fondo pensione che ha costi inferiori genera un significativo valore incrementale della prestazione finale, sia in logica di prima sottoscrizione sia di trasferimento tra fondi pensione. Per rilevarlo con immediatezza la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) ha elaborato un apposito indice sintetico dei costi (Isc) che illustra l'incidenza percentuale dei costi applicati da ciascun fondo pensione italiano a fronte dello stesso investimento (versamento di 2.500 annui che rendono il 4% su base annua) su diversi orizzonti temporali (2 anni, 5 anni, 10 anni e 35 anni).

Ma facciamo un esempio pratico.  Prendiamo un lavoratore di 32 anni, con un orizzonte temporale di risparmio di 35 anni, fino al pensionamento a 67 anni, e ipotizziamo 3 diversi scenari. Nel primo il versamento annuo è di 1.000, nel secondo di 5.164 e nel terzo di 7.000 euro.







Fonte: propensione.it

Dalle tabelle si nota come grazie alla sottoscrizione del fondo pensione più conveniente (Isc a 35 anni dello 0,86%) è possibile ottenere quasi il 40% in più rispetto a quello più costoso (Isc a 35 anni del 3,07%) partendo dallo stesso investimento. E dunque nel caso in cui si versi 1.000 euro l'anno, dopo 35 anni ci si ritroverà 61.460 euro anziché 44.809 euro. Questo si traduce in una rendita vitalizia annua di 2.697 euro.

Ma passiamo ora la caso che permette anche la deducibilità sul 730. Ovvero un versamento annuo di 5.164 euro. In questo caso si otterrebbe un capitale di ben 88.000 euro superiore (+38,07%), e una rendita vitalizia di ben 3.933 euro annui in più per tutta la vita. Nel caso di contributi pari a 7.000 euro annui si arriva ad un incremento del capitale di quasi 120.000 euro (+38,12%) e una rendita vitalizia superiore di ben 5.400 euro annui, sempre a vita intera.

E nel caso in cui si volesse andare in pensione prima del tempo? In questo caso si dovrà chiedere la R.I.T.A. All'età di 62 anni, potrà per esempio contare, a seconda di quanto ha versato in fase di accumulo, su di una rendita mensile rispettivamente di 630, 3.274 e 4.440 euro per cinque anni, fino al raggiungimento della pensione pubblica di vecchiaia (a 67 anni). Nel fondo pensione più conveniente, quindi, la R.I.T.A. ammonta nel primo caso a + 141 euro al mese rispetto al fondo pensione più costoso, nel secondo caso a + 751 euro al mese e nel terzo caso a + 1.020 euro al mese.

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