Covip, continuano a diminuire le forme pensionistiche complementari

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Secondo l'ultima relazione annuale presentata dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) le forme pensionistiche complementari continuano a diminuire. Mentre il numero di iscritti sale

“Il numero delle forme pensionistiche operanti nel sistema è in costante riduzione. Rispetto al 2000, quando operavano 719 forme, tale numero si è sostanzialmente dimezzato” dichiara il Presidente della Covip Mario Padula

Il totale degli iscritti alla previdenza complementare a fine 2018 è di 7,9 milioni, il 4,9 % in più rispetto all'anno precedente

Continua la discesa delle forme pensionistiche complementari. Dal 2000 quando operavano 719 forme previdenziali, si è arrivati a 398 nel 2018. Numero quasi dimezzato. Secondo gli ultimi dati presentati dalla Covip la discesa è legata al consolidamento del sistema pensionistico complementare italiano.

Nei fondi preesistenti il processo di razionalizzazione è stato infatti molto forte. Questo ha portato, nel coso degli anni, alla concentrazione di tutte le iniziative, operanti nell'ambito di grandi gruppi bancari e assicurativi, in uno o due fondi di riferimento, distinti solo in base al regime di contribuzione. Nelle forme di mercato, fondi pensione aperti e Pip si parla invece di cambiamenti trainati dalla riduzione del numero delle forme operanti. Sul piano generale, il sistema della previdenza complementare ha fatto registrare un consolidamento, nel senso che quasi i tre quarti (60 per cento nel 2015) del totale delle risorse sono appannaggio delle 45 (32 nel 2015) forme pensionistiche che dispongono di più di un miliardo di risorse accumulate. Queste comprendono 18 fondi negoziali, 6 fondi aperti, 7 Pip e 14 fondi preesistenti, concentrando 118 miliardi di euro (80,5 nel 2015). Nella classe tra 500 milioni e un miliardo figurano invece 26 forme (5 fondi negoziali, 8 fondi aperti, 5 Pip e 8 fondi preesistenti), per complessivi 17,6 miliardi di euro di risorse accumulate. I fondi con risorse inferiori a 25 milioni di euro sono 158, totalizzando 1,3 miliardi (appena lo 0,8 per cento del complesso delle risorse destinate alle prestazioni). Tale classe dimensionale, che non comprende nessun fondo negoziale, è costituita da 8 fondi aperti, 20 Pip e 130 fondi preesistenti. Alla fine del 2018, inoltre, le società operative nel settore dei fondi aperti sono 34, di cui 25 imprese di assicurazione, 8 società di gestione del risparmio e una banca; esse fanno capo a 27 gruppi, di cui 13 di matrice assicurativa

Trend opposto per quanto riguarda invece gli iscritti alla previdenza complementare. Nel 2018 c'erano 7,9 milioni di soggetti aderenti alle forme pensionistiche complementari, dato in aumento del 4,9% rispetto all'anno precedente. A tale numero di iscritti corrisponde un numero di posizioni pari a 8,740 milioni: a ogni 10 iscritti corrispondono, mediamente, 11 posizioni, dato che risulta in linea con quanto riportato nel 2017.

In crescita anche le risorse destinate alle prestazioni, che risultano essere pari a 167,1 miliardi di euro. Il 3% in più rispetto al 2017 (equivalgono al 9,5 % del Pile al 4 %delle attività finanziarie delle famiglie italiane). L'aumento delle risorse, circa 4,8 miliardi di euro, è stato determinato – secondo la Covip- da contributi per 16,3 miliardi, a fronte di uscite per prestazioni e altre voci della gestione previdenziale per 8,6 miliardi. Il saldo della gestione finanziaria è stato negativo per circa 2,9 miliardi di euro.

 

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