Covid-19 e assicurazioni: quali vantaggi?

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La polizza assicurativa è, anche in periodi meno turbolenti di questo, uno strumento prezioso per proteggerci  dai rischi. Ovviamente non ci impedisce di ammalarci come un vaccino, ma può evitare, ad esempio, che la malattia metta in ginocchio anche economicamente un'intera famiglia

Il mercato italiano è un mercato relativamente maturo dal punto di vista dell'offerta, anche se la pandemia, fenomeno che fino a ieri sembrava un'eventualità impensabile, ha messo sotto stress anche qualche grande compagnia che ha dovuto adeguare la propria offerta

“Abbiamo rilevato un aumento delle richieste di informazioni e una maggiore velocità decisionale da parte di chi stava già valutando l'ipotesi di stipulare una polizza temporanea caso morte, ad esempio” , dichiara Maurizio Taglietti, General manager di MetLife in Italia.  

In questo periodo caratterizzato da una forte incertezza economica e sanitaria la polizza assicurativa diventa un asset fondamentale da avere all'interno del proprio portafoglio. A chiarire il perché e i relativi vantaggi Maurizio Taglietti, General Manager di MetLife in Italia.

In questo periodo di incertezza causata dalla pandemia, quanto è importante avere una polizza?

La pandemia come sappiamo sta avendo degli impatti dirompenti sul nostro quotidiano e anche sul nostro futuro: ci troviamo a fronteggiare rischi per la nostra salute personale e quella dei nostri cari, l'impatto sul sistema economico mette a repentaglio i posti di lavoro, gli affari e, di conseguenza, la stabilità del tenore di vita.

La polizza assicurativa è, anche in periodi meno turbolenti di questo, uno strumento prezioso per “proteggerci” dai rischi. Ovviamente non ci impedisce di ammalarci come un vaccino, ma può evitare, ad esempio, che la malattia metta in ginocchio anche economicamente un'intera famiglia. Si è portati a dire che i soldi non fanno la felicità, ma nei momenti difficili sono uno strumento indispensabile per andare avanti. Non a caso, in una delle ultime rilevazioni della ricerca multi-finanziaria di Ipsos, leggevo che i possessori di un'assicurazione si dichiarano più felici e fiduciosi rispetto ai non possessori. Il gap è di ben 14 punti (il 57% degli assicurati si dichiara felice a fronte della media del 43%)

Quali polizze ci sono al momento sul mercato che rispondono all'esigenza di sicurezza degli italiani? Quali vantaggi portano?

Il mercato italiano è un mercato relativamente maturo dal punto di vista dell'offerta, anche se la pandemia, fenomeno che fino a ieri sembrava un'eventualità impensabile, ha messo sotto stress anche qualche grande compagnia che ha dovuto adeguare la propria offerta. La nostra offerta, focalizzata sulla protezione della persona, era già pronta per coprire il rischio pandemia, quindi ci siamo trovati a poter offrire immediatamente delle soluzioni alla domanda emergente di sicurezza.

Gli italiani oggi sentono minacciata in primis la propria salute, per cui la risposta più immediata sarebbe quella di ricorrere a polizze specifiche che garantiscono accesso alle cure ed indennizzi in caso di contagio da covid-19. In verità la tematica è più complessa, perché c'è anche un rischio di impatto della pandemia non solo a livello macroeconomico, ma anche micro, e quindi sulla stabilità del tenore di vita della famiglia.

Per tutelarlo, ci sono diversi mezzi, a seconda dei casi specifici. In generale, a chi ha familiari a carico e supporta in misura maggioritaria la famiglia con i propri guadagni, consigliamo sempre di stipulare una polizza vita temporanea caso morte. Come MetLife abbiamo svolto un lavoro importante per preparare i nostri intermediari sull'utilità di queste polizze per molte tipologie di cliente, da chi ha un patrimonio da trasmettere agli eredi, fino a coloro che vivono del proprio reddito. In questo periodo in cui la minaccia covid si fa sentire, è sicuramente appropriato parlarne e consigliarle.

Se trasliamo il concetto di stabilità dalla famiglia all'impresa, emerge il bisogno di dare continuità agli affari e questo tipo di polizza – sia in forma individuale sia collettiva - si rivela nuovamente uno strumento prezioso per dare continuità all'azienda nel caso venisse a mancare improvvisamente una figura chiave per l'organizzazione, come un socio, un dirigente o un tecnico specializzato.

La continuità in situazioni imprenditoriali più piccole, inoltre, è stata messa a rischio anche dalla contrazione della domanda. Pensiamo agli esercizi commerciali che hanno visto una riduzione drastica della propria clientela (bar, ristoranti, servizi legati alla presenza negli uffici) che hanno messo in cassa integrazione il personale e contano solo sulle proprie forze. In questi casi è importantissimo tutelarsi in caso di imprevisti, non solo dovuti al virus, come un banale infortunio che potrebbe compromettere la possibilità di tenere aperta l'attività e, quindi, di guadagnare.

Per questo, in un periodo in cui i soggetti che non possono contare su risparmi cospicui sono così esposti, penso che sia indispensabile tutelarsi in maniera completa, adottando soluzioni vita, infortuni e malattia che possono proteggere la persona, la famiglia ed il reddito derivante dall'attività professionale.

Come stanno reagendo gli italiani? Hanno aumentato il numero di sottoscrizioni rispetto al periodo pre-covid? Come è cambiato, se è cambiato, il rapporto che hanno con la sottoscrizione di un'assicurazione?

Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato un aumento delle richieste di informazioni ed una maggiore velocità decisionale da parte di chi stava già valutando l'ipotesi di stipulare una polizza temporanea caso morte ad esempio.

Questo è accaduto soprattutto nella prima fase della pandemia, durante la quale abbiamo rilevato anche un aumento dell'interesse per le polizze di protezione della persona anche dai dati di diverse ricerche di mercato su segmenti specifici, come la generazione Y, non proprio “appassionata” di assicurazioni fino a qualche tempo fa.

Non possiamo certo parlare di boom delle polizze da parte dei privati, anche perché ci sono trend contrastanti che influiscono sulla domanda. Se da una parte possiamo rilevare una maggiore sensibilità al rischio, dall'altra subiamo le conseguenze della contrazione dei consumi ed anche, in periodi specifici, della difficoltà di offrire consulenza anche per via della fase di lockdown durante la quale ci sono stati alcuni aspetti pratici che hanno comunque pesato sui volumi.

Anche per questo, lato MetLife, in questi mesi ci siamo attrezzati per facilitare le attivazioni di polizze vita, massimizzando i casi in cui è possibile l'attivazione diretta da parte degli intermediari senza necessità di presentare esami diagnostici.

Un discorso a parte meritano le imprese. MetLife è sia a livello globale, che localmente, una compagnia che offre Employee Benefits, ovvero polizze di protezione dei dipendenti vita e malattia da integrare nella rosa di strumenti di welfare aziendale.

Quest'anno abbiamo osservato un aumento delle richieste importante da parte della clientela corporate, spinte dall'esigenza di proteggere i lavoratori che necessariamente dovevano svolgere la propria attività in sede durante l'emergenza, ma non solo.

In considerazione di questo bisogno crescente, abbiamo di recente lanciato delle nuove offerte che permettono di semplificare il processo di quotazione ed adesione, grazie a tariffe “flat” che non discriminano i tassi in base all'attività del singolo dipendente: una soluzione ideale per le piccole imprese che possono assicurare in blocco l'intera popolazione aziendale.

Quale trend si aspetta per il futuro?

Oggi per fare previsioni bisogna tenere a mente la grande minaccia di rallentamento dell'economia che può avere impatti sui consumi, sull'occupazione, sulla politica.

Restando al tema prettamente assicurativo la mia riflessione è che è evidente che l'emergenza sanitaria non è solo una tematica sanitaria ma è una vera e propria questione di risk management. In questo senso credo che abbia portato alla luce quanto sia importante, la tutela a 360 gradi nei confronti di tutti quei rischi che si possono classificare come molto rari, ma il cui impatto è importante ed esteso, sia a livello di individuo, sia livello di azienda.

Vedo tre filoni importanti. Il primo è la tutela della business continuity che, fino a ieri, era una preoccupazione forse solo delle grandi organizzazioni, ma oggi vediamo come ha un impatto ancora più forte anche sulle pmi e addirittura sull'imprenditore individuale.

La seconda è la responsabilità del datore di lavoro, tema molto discusso durante la fase di emergenza, che può generare bisogni di tutela legale.

L'ultimo trend, vista l'impennata del digitale, è sicuramente un'adeguata analisi e tutela dei rischi informatici che costituiscono comunque un elemento importante nella continuità del business delle aziende e nella corretta tutela del consumatore.

 


Maurizio Taglietti

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