Ania: le assicurazioni aspettano il coronavirus

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L'Ania offre una panoramica del settore assicurativo a livello globale. E dunque secondo Sigma nel solo 2019 i costi totali legati a eventi catastrofali causati dalla natura o dall'uomo sono stati di 140 miliardi di euro. Il 2020 sarà un anno pieno di incognite a causa del coronavirus

Secondo l'Ania negli ultimi 10 anni la media annuale di costi legati a catastrofi naturali e umane e stata di oltre 200 miliardi di dollari. La maggioranza delle perdite (133 miliardi) è associata a eventi naturali

Il report sottolinea anche come la crisi ha assestato un duro colpo al mercato azionari internazionali che hanno registrato flessioni tra il 30 e il 40%. Anche i mercati delle materie prime hanno registrato forti cali

Il coronavirus colpisce duramente anche il settore assicurativo. Il 13 marzo l'indice azionario generale dell'area dell'euro ha registrato una caduta del 28% rispetto al 1° gennaio 2020 e del 30% rispetto a 30 giorni prima. È stato il settore finanziario a risentire maggiormente degli effetti della pandemia di coronavirus, con l'indice del comparto bancario in caduta del 39% da inizio anno e di oltre il 40% dal 13 febbraio 2020 e quello assicurativo in diminuzione del 34,6% e del 37,1%, rispettivamente. Leggermente meno pronunciati sono stati i ribassi nel comparto industriale: -31,1% e -32,5%. L'ultimo report pubblicato dall'Ania sottolinea come in tutti i principali paesi europei le dinamiche degli indici settoriali sono state molto simili. Ci sono infatti state perdite superiori al 30% rispetto al 1° gennaio 2020.
Il coronavirus ha fatto correggere le stime sulla crescita globale per il prossimo anno dei maggiori istituti di previsione. Il dato definitivo dell'Istat sull'andamento del Pil italiano nel 4° trimestre conferma la forte contrazione anticipata dalle stime preliminari diffuse a gennaio. L'ania sottolinea come la crisi ha assestato un duro colpo al mercato azionari internazionali che hanno registrato flessioni tra il 30 e il 40%. Anche i mercati delle materie prime hanno registrato forti cali. L'oro, come bene rifugio, continua invece a registrare una crescita nel suo prezzo.

Tornando al settore assicurativo. L'Ania offre una panoramica a livello globale. Secondo le stime preliminari elaborate da Sigma, la divisione di ricerca del riassicuratore Swiss Re, nel 2019 i costi totali associati agli eventi catastrofali, naturali e causati dall'uomo, si sono ridotti a circa 140 miliardi di dollari da 176 miliardi nel 2018. Negli ultimi 10 anni la media annuale è di oltre 200 miliardi di dollari. La maggioranza delle perdite (133 miliardi) è associata a eventi naturali. Il 40% delle perdite totali (56 miliardi di dollari, di cui 50 causate da calamità naturali) è stato rimborsato dal settore assicurativo globale. Anche queste perdite sono state in forte calo rispetto al 2018 (93 miliardi) e al di sotto della media degli ultimi 10 anni, (75 miliardi di dollari). La frequenza di tifoni e uragani è stata particolarmente alta, soprattutto nella seconda metà dell'anno, coinvolgendo paesi in diverse parti del mondo e causando, oltre alle devastazioni, circa1.400 vittime mortali. I costi assicurativi sono stati tuttavia ancora più contenuti, a causa della bassa penetrazione assicurativa nella maggioranza delle zone colpite dalle calamità. È cresciuta infine l'incidenza (circa il 50%) sui costi assicurati delle catastrofi naturali classificate come medie e piccole (inondazioni, grandine, frane e incendi boschivi) che gli esperti tendono a collegare al cambiamento climatico.

Focus Solvency II
Il 29 febbraio 2020 il volatility adjustment era pari a 12 basis points, per tutti i paesi dell'area euro (era di sette bps il 31 dicembre 2019 e sei il 31 gennaio 2020). Anche nel mese di febbraio la componente nazionale per l'Italia non si è attivata. Tra il 31 gennaio e il 29 febbraio entrambi gli spread corretti per il rischio (currency e country-Italia) sono aumentati in ragione dei rialzi registrati dai titoli governativi e obbligazionari e dell'abbassamento della curva dei tassi risk-free. Queste dinamiche sono proseguite anche nel mese di marzo a causa delle tensioni derivanti dall'emergenza coronavirus.

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