Il welfare italiano deve essere riformato

Redazione We Wealth
Redazione We Wealth
11.12.2018
Tempo di lettura: 2'
Secondo la ricerca “gli italiani: bisogni, aspettative e scelte di welfare”, realizzata da Ipsos in occasione del Welfare Italia Forum 2018, il settore del welfare è considerato uno dei più importanti a livello nazionale

Quasi due italiani su tre giudicano negativamente i servizi di welfare, ma sulla sanità le valutazioni positive prevalgono su quelle negative

Il 46% degli italiani è preoccupato di ammalarsi in futuro, il 36% teme per l'inadeguatezza della pensione e il 54% vuole mantenere tutti i servizi di welfare gratuiti o a basso costo solo per chi è in condizioni di povertà

Giudizi negativi sul welfare in Italia. La sanità, secondo la ricerca “gli italiani: bisogni, aspettative e scelte di welfare” realizzata da Ipsos in occasione del Welfare Italia Forum 2018, organizzata dal Gruppo Unipol, risulta essere il settore del welfare considerato più importante. E su cui ci si aspetta un investimento da parte dello Stato per potenziare i servizi ai cittadini. Il sistema sanitario – secondo il report- andrà, inoltre, incontro a difficoltà crescenti per l'invecchiamento della popolazione e per le risorse economiche pubbliche sempre più limitate. Nonostante ciò, gli italiani non mostrano un atteggiamento attivo in termini di coperture complementari e di informazione e approfondimento del tema. Secondo la ricerca gli italiani percepiscono sempre più la necessità di riformare il sistema di welfare e di riallocare le risorse pubbliche in modo più efficiente. Su cosa sia più importante, gli intervistati si dividono in due gruppi: il 48% ritiene che i servizi debbano essere sempre garantiti a tutte le fasce di reddito, anche accettando un aumento delle tasse e una perdita di efficienza, mentre il 32% vorrebbe servizi più efficienti e con più libertà di scelta, anche a costo di pagarli e non poterli rendere accessibili a tutti. L'80% degli italiani è invece d'accordo sul fatto che il sistema sanitario di assistenza gratuita o a costi bassi sia sostenibile nel lungo periodo solo se si eliminano gli sprechi e i costi eccessivi della politica.

Le preoccupazioni future degli italiani

Le preoccupazioni personali per il futuro sono molteplici e riguardano: la malattia (46%), l'inadeguatezza della pensione (36%), la difficoltà far fronte alle spese (30%) e la mancanza di una prospettiva lavorativa (29%).
Per quanto riguarda le strategie da mettere in atto per il futuro il 54% degli italiani ritiene che si debbano mantenere tutti i servizi gratuiti o a basso costo solo per chi è in condizioni di povertà; il 15% vorrebbe un aumento delle risorse alzando le tasse, mentre il 6% è per la riduzione dei servizi (e dei costi).

Le contraddizioni del sistema Italia

Dal report emerge dunque come agli italiani sia chiaro come il sistema di welfare italiano, così strutturato non possa essere sostenibile nel lungo periodo. Nonostante ciò c'è una bassa partecipazione e informazione al riguardo: l'86% degli intervistati ha infatti dichiarato di non essersi posto il problema di come affrontare in termini economici una possibile situazione di disabilità in vecchiaia. Inoltre, soltanto il 22% degli italiani dispone di un'assicurazione sanitaria e il 61% non ha interesse a farla. Allo stesso modo, solo il 30% della popolazione dichiara di poter contare su un piano pensionistico integrativo.

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