Fondo pensione: uno strumento efficace per costruire il proprio futuro

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Nicola Dimitri
16.9.2021
Tempo di lettura: 3'
Nonostante il sistema previdenziale complementare italiano sia uno dei più validi in Europa, sono necessarie delle riforme, anche fiscali, per renderlo, nel prossimo futuro, più competitivo

Occorre aumentare il bacino degli iscritti ai fondi pensione. A tal proposito, è necessario comprendere le esigenze e i bisogni dei giovani e andare loro incontro

Sostenere il secondo pilastro significa sostenere, anche, il benessere dell’intera collettività. Non è un caso se, nel 2020, anche nel pieno della pandemia, le adesioni ai fondi pensione hanno continuato a crescere; toccando cifre ancora più alte nel 2021

Nel corso della seconda giornata del Salone del Risparmio, si è dedicato ampio spazio alle questioni che involgono il cd. secondo pilastro del sistema pensionistico; vale a dire alle questioni che riguardano il settore della previdenza complementare e, in particolare, alle novità anche normative e alle strategie di investimento che è necessario attuare, da un lato, per ampliare sempre di più il bacino degli iscritti ai fondi pensione e, dall'altro, per offrire servizi e tutele maggiori ai vecchi e nuovi iscritti.
L'incontro, aperto da Arianna Immacolato, di Assogestioni, è stato valorizzato dagli interventi di ospiti provenienti dalle diverse categorie che, a vari titoli e livelli, operano nel mondo della previdenza complementare.
Il primo intervento, reso da Lucia Anselmi, Direttore Generale Covip, ha perciò messo sul tavolo i dati e temi sulla scorta dei quali si sono alimentate le successive tavole rotonde; la prima dedicata alle prospettive della previdenza complementare, ove hanno preso parte Nadia Vavassori, di Amundi Sgr e Antonio Barbieri di Arca Sgr; la seconda, incentrata sulle strategie di investimento tra profittabilità e sostenibilità, che ha visto la partecipazione di Massimo Marzeglia, di BlackRock, Antonio Cavarero, Head of Investments Generali Insurance Asset Management, di Maurizio Agazzi, Direttore del Fondo Pensione Cometa e Oliva Masini, Direttore del Fondo pensione Previndai.

Le riflessioni di Lucia Anselmi hanno fornito utili spunti per comprendere in che modo il mondo della previdenza complementare si sta muovendo e quali sono gli orientamenti che intende assumere, anche Covip, per affrontare le sfide future che l'attendono.

In questi termini, il Direttore Generale Covip, ha sin da subito chiarito che “è necessario incrementare l'interesse generale verso la previdenza complementare”, in quanto, sostenere il secondo pilastro significa sostenere, anche, “il benessere dell'intera collettività”. Non è un caso se, nel 2020, nel pieno della pandemia, le adesioni ai fondi pensione hanno continuato a crescere; toccando cifre ancora più alte nel 2021.

Ebbene, in questo senso, non si può sottovalutare il peso attualmente ricoperto dal settore anche dal punto di vista economico. Il mondo della previdenza complementare può contare su cifre importanti: oltre 8 milioni e mezzo di iscritti; oltre 9 milioni di posizioni attive; flussi contributivi fino a 16 miliardi annui; risorse per 200 miliardi. Cifre, queste, che permettono al settore di occupare un'ampia fetta del Pil.

È opportuno, però, non fermarsi a questi dati (che pure raccontano di rendimenti positivi e di ottimi risultati), ha osservato Anselmi. Occorre riflettere sulle prospettive del mercato italiano, sui possibili ambiti e margini di miglioramento del settore e, dunque, sui passi da intraprendere per fare in modo che, nel prossimo futuro, vi sia una sempre maggiore adesione ai fondi pensione.
Per allargare il bacino di iscritti è sui giovani che si deve puntare. In effetti, sulla necessità di intercettare le esigenze e i bisogni dei giovani si è ampiamente discusso nel corso dell'evento, stante il fatto che la fascia d'età al di sotto dei 35 anni risulta quella che, più di altre, si mostra meno sensibile alla previdenza volontaria e alla pianificazione finanziaria, nonché più reticente anche solo ad interessarsi ad un fondo pensione. Come è emerso nel divenire delle discussioni, infatti, solo il 17% degli iscritti ai fondi rientrano nella categoria di under 35.

Ciò considerato, per raggiungere più adesioni e rendere più solido il secondo pilastro, come è stato segnalato dai relatori - esponenti del mondo dell'asset management e dei fondi pensione -, sono diversi i fattori su cui bisogna investire.

Segnatamente, è stato rilevato che: in prima battuta, occorrerebbe promuovere, già nella scuola, dei percorsi di formazione sui concetti finanziari e assicurativi, per offrire ai ragazzi gli strumenti di base atti a comprendere come ottimizzare le proprie risorse e come investire consapevolmente nel proprio futuro; in secondo luogo, è necessario continuare ad investire nel digitale e nella telematizzazione dei servizi di fondo pensione per facilitarne l'utilizzo; infine, occorre strutturare una seria riforma fiscale, volta ad aumentare i vantaggi tributari (ad esempio superare la soglia di deducibilità ferma da anni a 5164 €) e quindi incentivare l'accesso dei giovani, assicurando altresì la permanenza dei soggetti già iscritti.

Con specifico riferimento agli aspetti fiscali, è stato posto l'accento sul fatto che, in un'ipotetica prospettiva di riforma della previdenza complementare, si dovrebbe intervenire per modificare la tassazione dei rendimenti. Altrimenti detto, si dovrebbe portare anche sui rendimenti una tassazione sul realizzato, che – in buona sostanza – deve colpire il capital gain solo quando si manifesta come tale. In alternativa, nell'ambito di una possibile riforma, si dovrebbe insistere per assicurare, come già ora avviene in altri Stati europei, l'esenzione fiscale del rendimento.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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