Titoli di Stato: paese su cui investi, tassazione che trovi

Nicola Dimitri
21.1.2022
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Esperti del settore ritengono che la tassazione sugli interessi dei titoli di Stato andrebbe allineata all'aliquota prevista per le altre rendite finanziarie

In Italia sui titoli di Stato è applicato un regime fiscale agevolato, che non esiste nella maggioranza degli altri Paesi Ue

Gli interessi sui titoli di Stato, in Italia, vengono tassati con un’aliquota agevolata al 12,5%

In Italia sui titoli di Stato, vale a dire sulle obbligazioni emesse dal Ministero dell'Economia e delle Finanze attraverso il Dipartimento del Tesoro, esiste un trattamento fiscale di favore.
In effetti, a differenza di quanto accade per gli altri redditi finanziari che per le persone fisiche soggetti Irpef sono tassati con prelievo al 26%, sui titoli di Stato l'aliquota è pari al 12,5%.
E invero, questa non è l'unica differenza che caratterizza il regime fiscale dei titoli di Stato. Infatti, questi, godono di una posizione privilegiata non solo dal punto di vista interno, stante il fatto che a partire 1987 è stata fissata l'aliquota al 12,5%, dunque al di sotto della tassazione prevista per le altre attività finanziarie; ma anche dal punto di vista esterno, vale a dire in confronto agli altri Stati Ue. L'aliquota applicata ai titoli di Stato italiani, al 12,5%, se comparata con gli altri Paesi europei appare, nella maggior parte dei casi, più bassa.

Per provare a comprendere le ragioni sottese alla scelta del legislatore di applicare un trattamento di favore per i titoli di Stato italiani percepiti da persone fisiche, occorre prendere in riferimento almeno due documenti: l'“Audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla riforma dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario”, presentato alle Commissioni riunite della Camera e del Senato, e il report elaborato su questo stesso tema dall'Osservatorio Conti Pubblici Italiani (OCPI), denominato “La tassazione agevolata sui Titoli di Stato in Italia”.

Come messo in evidenza dall'Osservatorio Conti Pubblici Italiani, l'Italia è uno dei pochi paesi, in Europa, a prevedere un'aliquota differente sugli interessi dei Titoli di Stato rispetto alle obbligazioni societarie. In Europa, infatti, sui titoli di Stato, si parla di un'aliquota media pari al 17% (12,5 % è invece quella applicata in Italia).

Solo a Cipro, come appare dall'elaborazione grafica di OCPI, qui sotto riportata, è prevista un'aliquota più bassa. Tutti gli altri maggiori Stati europei, invece, prevedono prelievi più sostanziosi; in testa alla classifica si posiziona la Danimarca che fissa al 40% l'aliquota prevista sugli interessi dei titoli di Stato.
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Tassazione degli interessi sui Titoli di Stato in Italia e Europa - Elaborazione OCPI
La questione interessa in particolare gli investitori persone fisiche, che detengono direttamente, o indirettamente, attraverso il risparmio gestito dai fondi di investimento, i titoli di Stato. Nel 2020, come riporta il report di OCPI, le famiglie italiane possedevano direttamente il 6,9% del debito pubblico, e indirettamente il 12%, attraverso fondi di investimento, fondi pensioni e assicurativi, per un totale complessivo investito in Titoli di Stato pari al 18,9 per cento del debito.

Ma cosa accadrebbe se si alzasse l'aliquota al 26% come previsto per le altre rendite finanziarie?

Il trattamento di favore per gli interessi sui titoli di Stato percepiti da persone fisiche rappresenta un tema sensibile, che ha suscitato nel tempo numerosi dibattiti: parte degli operatori e degli esperti hanno sostenuto l'idea di applicare un ravvicinamento dell'aliquota sui titoli di Stato a quella applicata sugli altri redditi di capitali; altra parte ha propeso per il mantenimento dello status quo; dunque per il mantenimento di un'eccezione al sistema di tassazione previsto per le rendite finanziarie.

E invero, rimuovere l'agevolazione permetterebbe di eliminare un sostanziale e ingiustificato vantaggio fiscale di cui godono gli investitori individuali, che attualmente possono investire anche somme molto ingenti in Titoli di Stato.

Si sta andando verso la direzione di rimodulare l'aliquota prevista sui titoli di Stato?

Potrebbe essere questo l'orizzonte. La necessità di eliminare l'aliquota del 12,5% riconosciuta a favore dei Titoli di Stato è stata sostenuta nella sopracitata Indagine Conoscitiva per eliminare un incentivo considerato ormai anacronistico e poco giustificato.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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