Start-up: contributo a fondo perduto senza limiti di fatturato

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L'Agenzia delle entrate ha chiarito che le start-up potranno richiedere il contributo a fondo perduto anche se non hanno registrato un calo del fatturato del 30% rispetto all'anno precedente

Non sono modificati il limite massimo di ricavi o i compensi per l'ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo

La misura minima spettante per le persone fisiche è di 1.000 mentre per gli altri soggetti di 2.000 euro. L'importo massimo è invece di 150 mila euro

Le start-up potranno richiedere il contributo a fondo perduto anche se non hanno registrato un calo del fatturato del 30% rispetto all'anno precedente. A precisarlo è stato il provvedimento dell'Agenzia delle entrate firmato dal direttore, Ernesto Maria Ruffini.
E dunque, i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019 possono ottenere il contributo a fondo perduto, stanziato da dl Sostegni a prescindere dalla circostanza che essi abbiamo registrato un calo del 30% della media mensile del fatturato del 2020 rispetto al corrispondete periodo del 2019. Per quantificare, poi, l'ammontare del contributo l'Agenzia delle entrate specifica come per le start-up la percentuale di calo indennizzabile è applicata al calo della media mensile di fatturato calcolata per i soli mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva. Non sono inoltre modificati il limite massimo di ricavi o i compensi per l'ammissione al beneficio e gli importi minimi e massimi del contributo.

Il dl Sostegni ha infatti previsto:

  • 60% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro

  • 50% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 100mila euro fino a 400mila

  • 40% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 400mila euro fino a 1 milione

  • 30% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 1 milione di euro fino a 5 milioni

  • 20% se i ricavi e i compensi dell'anno 2019 superano la soglia di 5 milioni di euro fino a 10 milioni.


E anche il fatto che la misura minima spettante per le persone fisiche è di 1.000 mentre per gli altri soggetti di 2.000 euro. L'importo massimo è invece di 150 mila euro.

La compilazione del modulo


Nell'istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto, che si può trovare sul sito dell'Agenzia delle entrate, si dovrà indicare il codice fiscale del richiedente, evidenziare in quale categoria di redditi/compensi si rientra, l'importo medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nel 2019 e nel 2020 e come si vuole fruire del contributo. Se dunque si vuole che la somma spettante sia direttamente accreditata sul conto corrente o tramutata in un credito d'imposta. Il tutto dovrà essere fatto seguendo le istruzioni online oppure ci si potrà rivolgere direttamente ad un intermediario abilitato (commercialista). Le richieste possono essere inoltrate dal 30 marzo fino e non oltre il 28 maggio. Una volta inviata la richiesta l'Agenzia delle entrate invierà una ricevuta di presa a carico dell'istanza. In una seconda fase si svolgeranno controlli più approfonditi. Se da questi verrà fuori un esito positivo, allora la pratica verrà accolta e questo sarà comunicato al richiedente tramite l'emissione di un mandato di pagamento. In ogni caso ogni fase del processo potrà essere monitorata dal contribuente attraverso il portale “Fatture e corrispettivi”.

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