Partire Iva: quali agevolazioni per il rientro in Italia?

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Nicola Dimitri
21.4.2022
Tempo di lettura: 3'
Possono beneficiare del regime agevolato cd. forfetario solo i residenti. A meno che non si tratti di soggetti residenti in Paesi membri dell'Ue o Stati con i quali sia in vigore un accordo sullo scambio di informazioni

Per beneficiare dell’aliquota ridotta è necessario che si svolga un’attività nuova rispetto alla precedente svolta all’estero

Per le nuove attività produttive, riconducibili a titolari di partita Iva che rientrano in Italia, il legislatore ha previsto la possibilità di fruire dell’aliquota ridotta al 5%

Come noto, il legislatore (con la legge n. 190 del 2014, all'articolo 1, commi da 54 a 89) al fine di favorire l'avvio di nuove attività, e incentivare i contribuenti imprenditori o professionisti anche dal punto di vista fiscale, ha introdotto un regime fiscale agevolato, c.d. regime forfetario.
Più in particolare, detto regime, disciplinato dalla legge n. 190 del 2014, articolo 1, commi da 54 a 89, ammette la possibilità per le persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni e che integrano determinati requisiti, di beneficiare di un'aliquota fissa al 5% per il periodo di imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi.
Tra gli altri requisiti, il contribuente che intende beneficiare di quest'aliquota ridotta, deve dimostrare di non aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; che l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Inoltre, qualora venga proseguita un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non deve essere superiore al limite di euro 65.000.

E invero, a fronte di alcune modifiche normative più di recente intervenute, è stabilito che non possono avvalersi del regime forfetario i soggetti non residenti. Ad eccezione dei soggetti non residenti in Italia che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto e che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato (aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo) che assicuri un adeguato scambio di informazioni.
Ebbene, come messo in evidenza dall'Agenzia delle entrate nella risposta ad interpello n. 197 del 2022 (con la quale l'ufficio ha reso chiarimenti in ordine alla richiesta di un residente estero di entrare in Italia avvalendosi del regime forfetario), per poter beneficiare del regime agevolato è necessario dimostrare che in Italia siano avviate nuove iniziative imprenditoriali.

Il regime agevolato è, infatti, destinato ad incentivare esclusivamente la nascita di nuove iniziative, di modo che non può essere assimilata a una nuova iniziativa quell'attività svolta all'estero e che, a seguito del trasferimento in Italia, mantiene le medesime caratteristiche.

In conclusione, sostiene l'Agenzia riferendosi al caso di specie oggetto di interpello, deve dirsi esclusa la possibilità di fruire del regime agevolato al 5% in quanto, per esplicita dichiarazione del contribuente, lo stesso (di professione designer) – una volta ottenuta la residenza in Italia – manifestava l'interesse a proseguire l'attività precedente svolta all'estero, con ciò non integrando il requisito della novità dell'attività imprenditoriale.

Si può concludere, pertanto, che è possibile fruire dell'aliquota agevolata rientrando in Italia a patto di dimostrare che l'attività che si intende avviare non è identica alla precedente: nell'interpello in commento, in effetti, l'istante esprimeva l'intenzione di svolgere in Italia la «medesima attività svolta nel Paese Estero» e che la stessa attività sarebbe stata poi rivolta «agli stessi clienti».
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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