Non solo coniugi, anche imprenditori: focus sull'azienda coniugale

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Nicola Dimitri
15.2.2022
Tempo di lettura: 3'
La cogestione si ravvisa quando entrambi i coniugi stipulano contratti di compravendita di beni o servizi gestiti dall'azienda o assumono obbligazioni

Nell’azienda coniugale i partner sono anche co-imprenditori

L’azienda coniugale è definita come l'azienda gestita da entrambi i coniugi e costituita dopo il matrimonio

Tra gli strumenti cui è possibile ricorrere per esercitare l'attività economica nell'ambito della famiglia, oltre alla cd. impresa familiare, occorre annoverare l'azienda coniugale.
Quando si parla di azienda coniugale si fa riferimento a quel tipo di impresa che, a mente dell'art. 177 cc., ricade nella comunione (unitamente ai beni strumentali volti all'esercizio dell'attività) in quanto gestita da entrambi i coniugi e dagli stessi, talvolta, costituita dopo il matrimonio.
Affinché si possa dire realizzata l'azienda coniugale è necessario garantire la cogestione della stessa da parte dei coniugi: ad entrambi i partner è richiesto di ricoprire il ruolo di imprenditori e quindi partecipare alle scelte imprenditoriali con un ruolo decisionale nell'amministrazione e nel controllo della società.

Ebbene, una simile circostanza rende già evidenti le differenze che intercorrono tra questa fattispecie e l'impresa familiare, in cui, invece, l'imprenditore è uno mentre gli altri familiari sono chiamati a prestare la propria attività a favore dell'esercizio di impresa.

Come ritiene parte della dottrina, l'impresa coniugale non ricade nel perimetro di applicazione della disciplina prevista per le società di fatto. Al contrario, stante la sua natura, all'impresa coniugale – che appunto nasce per effetto della semplice gestione da parte di entrambi i coniugi di un'attività di impresa – dovranno essere applicate le norme che governano la gestione dei beni in comunione legale.

Si tratta, dunque, dell'art. 180 cc., che concerne l'amministrazione dei beni della comunione, a mente del quale il compimento degli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, nonché la stipula dei contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento e la rappresentanza in giudizio per le relative azioni, spettano congiuntamente ad entrambi i coniugi.

Dell'art. 186 cc. relativo agli obblighi gravanti sui beni della comunione a carico di entrambi i coniugi. In forza di questa norma, i debiti che derivano dalla gestione dell'azienda, in virtù di obbligazioni contratte congiuntamente dai coniugi per l'esercizio dell'attività, incidono sui beni della comunione.

Nonché dell'art. 191 cc., rubricato scioglimento della comunione. La comunione si scioglie per la dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi, per l'annullamento, per lo scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni, per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi. Se ne desume, pertanto, che in caso di scioglimento della comunione sarà consentita la continuazione dell'attività d'impresa anche ad uno solo dei coniugi.
Illustrati i principali aspetti civilistici che vengono in rilievo quando si parla di azienda coniugale, è bene evidenziarne la disciplina fiscale.

I redditi prodotti dall'azienda coniugale ricadono nella comunione legale e sono imputati a ciascuno dei coniugi per metà del loro ammontare netto oppure secondo le diverse disposizioni individuate dai coniugi con apposita convenzione, ai sensi dell'art. 210 cc.

Il reddito dell'azienda coniugale, quando è stata costituita dopo il matrimonio e se è gestita da entrambi i coniugi, deve dichiararsi nel modello riservato alle società di persone (Redditi Sp) per poi essere, nell'ambito dei redditi delle persone fisiche, ripartito per le rispettive quote nel quadro Rh.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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