L'intelligenza artificiale (IA) per combattere le frodi fiscali

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L'Agenzia delle Entrate riceve il via libera dall'Ue per utilizzare l'intelligenza artificiale e gli algoritmi per contrastare l'evasione fiscale. Al vaglio social network e le principali piattaforme digitali del web
L'Unione europea finanzierà il progetto “A data driven approach to tax evasion risk analysis in Italy” proposto dall'Agenzia per potenziare le attività di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale. Con la network science, l'intelligenza artificiale (IA) e la data visualization l'Agenzia intende valorizzare al meglio il vasto patrimonio di dati di cui dispone per contrastare le frodi fiscali.
Ogni anno l'Erario ha infatti a disposizione 42 milioni di dichiarazioni, 750 milioni di informazioni comunicate da soggetti terzi, 400 milioni di rapporti finanziari attivi, 197 milioni di versamenti F24, circa 2 miliardi di fatture elettroniche e oltre 150 milioni di immobili censiti. Un'enormità di informazioni che deve essere analizzata in breve tempo per le finalità di istituzionali tra le quali rientra l'accertamento delle frodi. I termini per le contestazioni fiscali sono, infatti, sottoposti a rigide decadenze, che per i periodi di imposta a partire dal 2016 sono di 6 anni prorogati a 8 nei casi di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva. In questo contesto accelerare l'analisi dei dati disponibili con strumenti digitali e incanalarne i risultati nei settori di analisi prima che scadano i termini di decadenza può rivelarsi essenziale per rendere l'attività di verifica più efficiente.

In particolare, l'obiettivo strategico della nuova iniziativa dell'Agenzia, grazie ai fondi ricevuti dall'Ue è quello di introdurre, sperimentare e utilizzare tecniche innovative al fine di realizzare un nuovo sistema di supporto ai processi di individuazione dei soggetti ad alto rischio di evasione. Attività che non vengono tradotte automaticamente nell'emanazione di atti impositivi, ma che devono essere inserite in un processo più ampio che deve fondarsi nel rispetto del principio del contraddittorio e della collaborazione e buona fede tra amministrazione fiscale e contribuente, come fissati nello Statuto dei diritti del contribuente.

Negli ultimi anni, in tutto il mondo sono stati realizzati svariati strumenti innovativi e sempre più sofisticati dedicati all'analisi del rischio per la tax compliance. Scopo primario è il contrasto all'evasione fiscale. Da ultimo in Francia lo scorso 13 febbraio 2021 è stato pubblicato un decreto che specifica i termini di applicazione dell'articolo 154 della legge finanziaria per il 2020, che dà vita a un capillare monitoraggio dei social network da parte dell'amministrazione fiscale francese. Tramite algoritmi e intelligenza artificiale saranno monitorate le informazioni disponibili per segnalare possibili evasori. La sperimentazione francese durerà tre anni e sarà limitata all'analisi delle informazioni spontaneamente pubblicate dagli utenti e accessibili liberamente sulle piattaforme digitali. Questo per ragioni di privacy.

Di recente anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate italiana, Ernesto Maria Ruffini, nel corso dell'audizione presso la VI Commissione Finanze e tesoro del Senato ha evidenziato l'impegno a rendere più efficiente ed efficace l'azione amministrativa e a incrementare il livello di tax compliance, anche attraverso una sempre maggiore semplificazione e digitalizzazione degli adempimenti. In quell'occasione ha anche sottolineato l'importanza del progetto dell'Agenzia sull'impiego dell'IA ora finanziato dall'Unione europea.

In tale ambito si innesta la riforma del Fisco, che deve costantemente e progressivamente puntare:

  • alla semplificazione degli adempimenti per i contribuenti e le imprese,

  • alla digitalizzazione dei servizi,

  • al pieno utilizzo e interoperabilità delle banche dati, nel rispetto della normativa sulla privacy.


La digitalizzazione in particolare è da sempre un obiettivo che l'Unione europea in primis chiede ai Paesi membri di perseguire. E in questa stessa direzione sono andate le prime dichiarazioni del neopresidente del Consiglio Mario Draghi sul tema fiscale. Con focus specifico sulla lotta all'evasione fiscale. Con qualsiasi messo a disposizione evidentemente.
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.

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