La tassazione dei titoli di Stato: quello che devi sapere

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Nicola Dimitri
10.1.2022
Tempo di lettura: 3'
La tassazione sui titoli di Stato italiani differisce in base al soggetto titolare dello strumento finanziario

In linea generale per le rendite finanziarie l'aliquota dell'imposizione sui redditi è flat

Il rendimento conseguito come risultato dell’investimento in titoli di Stato sconta una specifica tassazione

Sono molti i contribuenti “investitori” che decidono di investire capitali propri in attività finanziarie. Tuttavia, oltre ai profili di guadagno e alle opportunità correlate a queste operazioni, è opportuno prestare attenzione anche agli aspetti a ciò correlati.

In linea generale, infatti, le rendite finanziarie – derivanti da azioni, obbligazioni, bond, fondi pensione, dividendi, conti di deposito, conti correnti – sono assoggettate a Irpef in quanto riconducibili a due categorie di reddito.
Si tratta di redditi di capitale, se i proventi derivano dall'impiego di capitali (dunque se si tratta di dividendi o interessi), o redditi diversi se i proventi sono correlati a operazioni da cui si potrebbe ottenere una perdita o un guadagno (se, ad esempio, riferiscono a plusvalenze).

Ebbene, occorre prestare attenzione alla tassazione dei titoli di Stato; dunque, ai titoli obbligazionari emessi dagli Stati Sovrani (ad esempio Buoni Ordinari del Tesoro Bot, Buoni del Tesoro Poliennali Btp) e detenuti da soggetti che non esercitano in regime di impresa.

I titoli di Stato, che possono essere acquistati in asta, quindi al momento dell'emissione, o sul mercato secondario (mercato nel quale si svolgono le negoziazioni dei titoli di Stato già in circolazione), sono, infatti, tassati in modo diverso a seconda del soggetto che li detiene.

Per i contribuenti che agiscono quali titolari di reddito di impresa, e quindi percepiscono interessi su titoli di Stato nell'esercizio di un'attività commerciale, i titoli non sono soggetti ad alcuna ritenuta o prelievo sostitutivo e concorrono, unitamente a tutti gli altri elementi negativi e positivi di reddito, alla formazione del reddito imponibile complessivo.

Per i soggetti non imprenditori, gli interessi generati dai titoli di Stato formano redditi di capitale, mentre le plusvalenze determinate dal rimborso o dalla cessione degli stessi, rientrano nella categoria di redditi diversi di natura finanziaria e scontano l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari ad un'aliquota fissa del 12,5%.

Infatti, benché le rendite derivanti da attività finanziarie, nella generalità dei casi, scontino un'aliquota del 26%, nel caso di titoli di Stato, il legislatore ha mantenuto un prelievo più favorevole, tanto per gli interessi che per le plusvalenze.

L'imposta sostitutiva del 12,5% applicata sulle plusvalenze e sugli interessi maturati dai titoli di Stato si applica, anche, per i titoli di Stato esteri. A condizione, però, che si tratti di giurisdizioni appartenenti all'elenco dei Paesi white list. In caso contrario, infatti, se si tratta di paesi a fiscalità privilegiata, verrà applicata l'imposta sostitutiva al 26%.
Chiarito ciò, è appena il caso di considerare la tassazione dei titoli di Stato in caso di donazione o successione mortis causa.

Non concorrono a formare l'attivo ereditario i titoli del debito pubblico (compresi i buoni ordinari del tesoro ed i certificati di credito del tesoro); i titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati; i titoli di Stato emessi da Stati appartenenti all'Ue; i titoli equiparati a quelli emessi da Stati appartenenti all'Ue.

Risultano esclusi dall'imposta di successione anche le quote di partecipazione a fondi comuni di investimento che includano titoli del debito pubblico o titoli di Stato.

Diverso è il discorso per le donazioni. In questo caso, infatti, non opera l'esclusione dall'imposta, la quale risulta dovuta per ogni trasferimento a titolo gratuito avente ad oggetto titoli di Stato.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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