Il ruolo dei consulenti per un mondo migliore

Contributors We Wealth
Contributors We Wealth, Germana Martano
15.11.2021
Tempo di lettura: 3'
A marzo 2021 il 13% delle masse è investito in prodotti Esg e oltre il 30% dei cf ha più del 15% del portafoglio dei clienti destinato a strumenti sostenibili. Tuttavia, bisogna aumentare ulteriormente la sensibilità degli attori dell'industria verso il tema, affinché arrivi ai risparmiatori
Se bastasse ripetere il termine “sostenibilità” come un mantra perché nei fatti potessimo assistere a una evoluzione dello sviluppo che “soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri”, allora nei fatti oggi avremmo già raggiunto quello sviluppo sostenibile.
Ma purtroppo non funziona come nei sogni o nelle favole, e allora uno dei modi perché oggigiorno si attuino politiche sostenibili, in ogni campo dell'agire umano, è parlarne, discuterne, argomentarne, convincersene e attuarle.
Nel campo della consulenza finanziaria e più in generale del risparmio gestito, la fase attuativa di normative europee e italiane ci pone in una situazione già avanzata sia a livello di dibattito -anche Anasf vi ha dedicato una sua edizione digitale di ConsulenTia il 23 febbraio intitolata “Dove l'energia incontra la sostenibilità”- sia dal punto di vista operativo -con il Regolamento Sfdr, entrato in vigore il 10 marzo, e la Tassonomia che si applicherà dal primo gennaio 2022 per le attività che contribuiscono agli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.

È rilevante, dunque, che ogni parte dell'industria, i diversi attori, siano proattivi nel partecipare perché se è vero che l'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile individua 17 goal da perseguire, è altrettanto vero che è un percorso per step. Come Anasf, già alla fine del 2020, abbiamo avviato, in collaborazione con Sda Bocconi, la realizzazione di un corso dedicato ai temi Esg, già frequentato a un anno da lancio da oltre 1.300 professionisti, in prevalenza consulenti finanziari, proprio con l'obiettivo di formare coloro che sono l'anello di congiunzione con gli investitori.

A distanza di un anno, parimenti, di questi professionisti, oltre 500 hanno sostenuto e superato il corso Esg di Efpa Italia che ne certifica la formazione. Secondo una ricerca da noi condotta con McKinsey, a marzo di quest'anno, il 13% delle masse dei consulenti finanziari è attualmente investito in prodotti Esg e oltre il 30% di loro ha più del 15% del portafoglio dei clienti investito in strumenti sostenibili.
In risalto però da quell'indagine sono emersi anche i fronti su cui lavorare per aumentare la sensibilità dei cittadini sugli investimenti sostenibili e, se è vero che anche a seguito della pandemia, l'interesse dei clienti verso i prodotti Esg è aumentato, è anche vero che la più interessata è la popolazione di giovani clienti, tra 24 e 39 anni, maggiormente propensa a investire in prodotti Esg, che è anche quella con meno disponibilità.

Se quindi i consulenti finanziari dimostrano di essere attenti al tema della finanza sostenibile e di voler affinare sempre più la propria formazione, rimane però necessaria un'azione di maggiore educazione finanziaria per diffondere tra i cittadini il valore dei benefici di questi investimenti anche in termini di accrescimento del reddito. Soprattutto, bisogna favorire una maggiore comunicazione intergenerazionale tra i risparmiatori al fine di sostenere il processo di integrazione tra economia reale, risparmio e investimenti sostenibili.

(A cura di Germana Martano, direttore generale Anasf
Articolo tratto dal magazine We Wealth di ottobre 2021)
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