Holding societarie per la tutela, gestione e trasmissione dei patrimoni

Matteo Tambalo
Matteo Tambalo
21.1.2022
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Lo strumento societario della holding, tramite una consapevole strutturazione delle clausole statutarie, può essere appositamente sfruttato in termini di tutela, gestione e trasmissione del patrimonio.
La holding, in quanto all'asset protection e alla gestione del patrimonio familiare (costituito, ad esempio, da partecipazioni, immobili, asset immateriali come brevetti, marchi, know-how ecc.), permette un'amministrazione comune ed unitaria, beneficiando al contempo di un isolamento del patrimonio medesimo dalle vicende che possono coinvolgere le singole società operative.

I benefici, nel dettaglio, individuabili nel gruppo con una holding familiare posta al vertice possono essere suddivisi come segue:

  • Amministrativi: tramite la concentrazione delle funzioni amministrativo-contabili in capo alla holding è possibile garantire una maggior efficienza e qualità dei servizi prestati alle società del gruppo ottimizzandone il costo;

  • Finanziari: la distribuzione delle risorse finanziarie all'interno della holding risulta razionalizzata, beneficiando di una politica di dividendi predefinita (anche mediante specifici accordi statutari e/o parasociali) e coordinata con le varie esigenze del gruppo. Ciò garantisce l'ottenimento di un miglior rating bancario e, conseguentemente, della capacità di indebitamento, anche in favore delle società del gruppo;

  • Fiscali: fra le varie opportunità offerte dall'utilizzo dello strumento societario della holding, si ricorda la possibilità di fruire del regime del consolidato fiscale (garantendo un'efficienza dei flussi finanziari all'interno del gruppo) e dell'Iva di gruppo, nonché del regime della participation exemption nella cessione delle partecipazioni. Non si dimentichi, peraltro, l'impiego ormai sempre più diffuso della società quale veicolo per l'investimento in “club deal”, considerata la fiscalità più efficiente rispetto all'investimento diretto.

Oltre a quanto precisato, particolare menzione merita l'utilizzo dello strumento societario in un'ottica di gestione della liquidità, quale “cassaforte” di famiglia, dove la scelta può ricadere sull'utilizzo della società semplice; infatti, tale tipologia societaria, al di là della semplicità di costituzione e gestione e dell'ampia flessibilità statutaria, permette di applicare i regimi del risparmio amministrato e gestito sui redditi finanziari e, a differenza della società di capitali, non richiede la rilevazione contabile di ciascuna operazione inerente la movimentazione della liquidità nell'ambito delle c.d. gestioni titoli, che diversamente si tradurrebbe in un lavoro notevolmente articolato e complesso, oltre che costoso.

L'utilizzo della società può essere altresì sfruttato per pianificare ed agevolare il passaggio generazionale.
Il beneficio organizzativo dell'utilizzo dello strumento societario, in particolare della holding di famiglia, consiste, tra le altre, nella possibilità di definire e cristallizzare la composizione della compagine sociale delle singole società operative impedendo, in ottica successoria, una frammentazione della proprietà all'interno delle stesse, garantendone la prosecuzione dell'attività isolando le influenze negative delle problematiche e delle inefficienze derivanti da eventuali liti e diversità di vedute tra gli eredi. In capo alla holding, tramite apposite clausole statutarie ovvero l'emissione di specifiche categorie di quote o azioni, è possibile poi disegnare situazioni e condizioni differenti riguardo ai singoli eredi, differenziando tra chi materialmente si occuperà della gestione operativa del gruppo e chi seguirà strade lavorative diverse, rivestendo il ruolo di semplice “socio di capitale”. Peraltro, la cristallizzazione della compagine sociale delle singole società operative di cui sopra, garantita dalla presenza della holding, consente anche di agevolare la possibilità di ingresso nelle società operative stesse, in ottica futura, di fondi di private equity ovvero (in parallelo) di porre in essere processi di quotazione delle società stesse, consentendo anche lo sviluppo di processi di managerializzazione.
In conclusione, va sottolineato il beneficio fiscale fruibile in ottica di passaggio generazionale, che, nel rispetto delle condizioni fissate dalla legge - differenti a seconda che l'oggetto di trasferimento siano partecipazioni in società di capitali ovvero in società di persone - permette la completa esenzione da imposta di successione e donazione ex art. 3 co. 4-ter del D.lgs. 346/90 (TUS) con riguardo al trasferimento gratuito delle partecipazioni detenute nelle società di famiglia.
Laureato con lode in Economia e legislazione d’impresa, ha conseguito, in seguito, un Master in “Protezione, Trasmissione e Gestione dei Patrimoni Familiari” presso la 24Ore Business School ed un Master in “Diritto Societario” presso la Scuola di Formazione IPSOA.

Iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti dell’Ordine di Verona e al Registro dei Revisori Legali, è inoltre TEP (Trust and Estate Practitioner) e Full Member di Step Italy (rete internazionale di professionisti che si occupano di pianificazione patrimoniale) e socio di Nedcommunity (Associazione italiana degli amministratori non esecutivi e indipendenti).

E’ partner dello Studio Righini e Associati (con sedi in Verona e Milano), dove si occupa principalmente di operazioni straordinarie, riorganizzazione di gruppi e di passaggio generazionale (con riguardo agli strumenti di tutela e/o trasmissione del patrimonio).
E’ membro della Commissione Diritto d’impresa e Operazioni straordinarie e della Commissione Trust e strumenti di tutela del patrimonio dell’Ordine Dottori Commercialisti di Verona.
Appassionato di sport (è ex nuotatore agonista), di lettura e di natura.

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