Hnwi, con un pac in portafoglio il mercato non fa paura

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
30.6.2021
Tempo di lettura: 5'
Il pac è la soluzione d'investimento ideale di fronte a mercati incerti, anche per i più benestanti, gli Hnwi. A quali cifre si può ambire investendo 3/5 mila euro al mese?

Claudio Grossi, partner di Progetica, ha stilato dei piani di accumulo su un orizzonte di 5, 10 e 20 anni pensati per clienti benestanti siano essi propensi o avversi al rischio

Versando 5 mila euro al mese un cliente che scegliesse di investire sui mercati azionari dopo vent'anni potrebbe riscuotere 2.286.272 euro per un guadagno di 1.086.272 euro

I rendimenti languono, la volatilità è elevata, l'inflazione incombe. In questo scenario tenere i propri risparmi sul conto corrente non è un'opzione ragionevole, investire nei più rischiosi asset azionari non è una scelta per tutti. Eppure, anche per gli investitori più facoltosi, esiste uno strumento a prova di intemperie: i piani di accumulo. Ingressi graduali sul mercato, tramite versamenti mensili, infatti non solo riducono il rischio di vedere i propri risparmi sgonfiarsi d'un tratto, ma permettono anche di approfittare di eventuali ribassi. Con pazienza e costanza si possono ottenere buoni rendimenti.
È quanto emerge dai conti fatti per We Wealth da Claudio Grossi di Progetica, società indipendente di consulenza in educazione e pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Va da sé che maggiore è il rischio, maggiore sarà il rendimento. Un piano di accumulo a trazione azionaria, proiettando nel futuro le performance medie degli ultimi vent'anni, è in grado di restituire il 7% annuo. Che per il fattore tempo, il migliore alleato di ogni investitore., permette di guadagnare una bella somma quanto più e lungo l'orizzonte d'investimento. Un pac impostato su versamenti mensili da 5 mila euro, sarebbe infatti in grado di restituire 352.125 euro dopo cinque anni, 816.662 dopo dieci anni e 2.286.272 euro dopo vent'anni. Il guadagno netto sui rispettivi orizzonti temporali sarebbe dunque di 52.125 euro, 216.662 euro e 1.086.272 euro. I guadagni invece derivanti da un piano di accumulo con esborsi mensili da 3 mila euro al mese sarebbero di 31.275 euro dopo cinque anni, 129.997 euro dopo dieci anni e di 651.763 dopo vent'anni.
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Riducendo il rischio e scegliendo un piano di accumulo più bilanciato, che investe metà dei risparmi sui mercati azionari e l'altra metà su quelli obbligazionari, si potrebbero comunque raggiungere cifre ragguardevoli. In questo caso i guadagni sui tre orizzonti temporali con versamenti di 5 mila euro al mese sarebbero di 41.827, 169.736 e 805.316 euro; con versamenti da 3 mila euro, invece, la differenza tra capitale investito e montante sarebbe di 25.096, 101.842 e 483.190 euro.  Infine, gli individui più avversi al rischio e allergici ai mercati azionari, guadagnerebbero con 5 mila euro al mese 11.974, 45.228, 183.494 euro a seconda di quanto tempo si voglia rimanere investiti; con 3 mila euro versati mensilmente invece a fine investimento si vedrebbe il proprio capitale accresciuto di 7.184, 27.137, 110.096 euro.

Il rendimento pagato dal primo piano d'accumulo è stato calcolato tramite la metodologia di rolling, ponderando per il 70% i rendimenti mensili restituiti dal MSCI World TR (indice azionario internazionale) e per il 30% quelli registrati dal JPM EMU 1-3y (indice obbligazionario europeo) negli ultimi vent'anni. Stessi indici su cui è impostato il pac dell'investitore con avversione al rischio nella media, con la differenza che in questo caso i due indici sono equi-ponderati. Infine il rendimento atteso del pac ideale per un investitore particolarmente avverso al rischio è la proiezione nel futuro del rendimento generato dall'indice JPM EMU 1-3y nel passato.

In tutti e tre i casi va poi considerato che il montante calcolato è una stima probabilistica e non deterministica e risulta dunque essere il valore medio di un range, che diventa tanto più ampio quanto più aumenta il profilo di rischio dell'investitore. Rispetto ai valori riportati in tabella, si dovrebbe tenere a mente che il capitale effettivo che si ottiene a fine investimento potrebbe essere fino al 14% superiore o inferiore al montante stimato nel caso del primo pac (rischio alto), fino al 10% nel caso del secondo pac (rischio medio) e fino al 4% nel caso del terzo pac (rischio basso). Infine è da evidenziare che i montati calcolati sono  lordi, non essendo stati computati ne i costi degli strumenti ne tantomeno la tassa sul capital gain e l'inflazione.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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