Crisi coniugale: quando il mutuo dell'ex coniuge è esentasse

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Nicola Dimitri
13.5.2022
Tempo di lettura: 3'
Gli atti, documenti e i provvedimenti che i coniugi pongono in essere per regolare i rapporti giuridici relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso sono esentasse

È prevista l'esenzione dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio

L’esenzione si estende a tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi per garantire l'adempimento delle obbligazioni che i coniugi separati hanno assunto per conferire

In fase di separazione, il mutuo stipulato dall'ex partner per dare esecuzione agli accordi di separazione – quando costituisce condizione essenziale per l'esecuzione degli stessi – è esentasse.
È questo uno dei principi ricavabili dalla risposta a interpello n. 260/2022 dell'Agenzia dell'entrate, che ha chiarito come il finanziamento aperto dal marito per realizzare gli accordi coniugali rientra nella nozione di atti relativi al procedimento di separazione e divorzio e come tale gode delle agevolazioni previste in tal senso dal legislatore.
La norma che giustifica detta soluzione è l'art. 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74, recante "Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio", a mente del quale "Tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni sono esenti dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa".

La ratio di questa agevolazione, osserva l'Agenzia nella risposta a interpello in commento, è ricavabile da una pronuncia della Corte di Cassazione (n. 7966, 2019), nella quale i giudici di legittimità hanno specificato che l'obiettivo dell'art. 19 della L. n. 74/1987 è favorire la complessiva sistemazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi in occasione della crisi, escludendo che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli dagli accordi intervenuti in tale sede.

A tal riguardo, la norma dispone l'esenzione dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e anche del procedimento di separazione personale tra coniugi, senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all'interno della famiglia e atti eseguiti nei confronti di terzi. Nel caso di specie trattasi di atto che prevede la partecipazione di una banca con la quale l'ex marito stipulava un mutuo per ottenere una somma destinata a estinguere un precedente mutuo aperto dai coniugi per l'acquisto dell'immobile coniugale.

Detta esenzione, continua l'Agenzia, richiamando la pronuncia della Corte, si estende a tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi, in modo da garantire l'adempimento delle obbligazioni che i coniugi separati hanno assunto per conferire un nuovo assetto ai loro interessi economici.
In questi termini, l'agevolazione va riconosciuta anche in riferimento ad atti e convenzioni posti in essere nell'intento di regolare i rapporti patrimoniali tra i coniugi conseguenti allo scioglimento del matrimonio, o alla separazione personale, compresi – dunque – gli accordi che contengono il riconoscimento o attuino il trasferimento della proprietà di beni mobili ed immobili all'uno o all'altro coniuge.

Per tale ragione, spiega l'Agenzia, il contratto di mutuo stipulato dall'ex coniuge deve essere ricompreso tra i contratti della crisi coniugale, la cui causa è quella di definire in modo non contenzioso e definitivo la crisi; pertanto, esso rientra tra gli atti realizzativi degli accordi coniugali" che "debbono dunque farsi rientrare nella nozione di 'atti relativi al procedimento di separazione o divorzio.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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