Conti correnti messi sotto controllo dall'Hmrc

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Il governo inglese vuole concedere al fisco la possibilità di accedere a tutti i dati bancari. La questione non riguarda solo gli inglesi ma anche gli italiani che per lavoro si sono trasferiti in Gran Bretagna

Il governo di Theresa May ha avviato una consultazione per concedere all'Hmrc l'accesso illimitato ai dati dei correntisti

La mossa del governo inglese deve essere vista anche in chiave Brexit

Correntista avvisato mezzo salvato. Il governo guidato dalla premier, Theresa May, questa settimana ha infatti lanciato una consultazione per concedere all'Hmrc l'accesso illimitato ai dati dei correntisti.

La questione non riguarda però solo i cittadini inglesi ma anche gli italiani che per motivi lavorativi hanno deciso di aprire un conto corrente in Gran Bretagna. Se dunque si ha un conto nella patria di sua maestà Elisabetta II tutti i dati (anche quelli sensibili) saranno sotto l'occhio vigile dell'Hmrc, Agenzia delle entrate inglese.

Se dovesse passare la proposta governativa, l'Hmrc avrebbe dunque accesso ai conti bancari, allo storico delle transazioni e ad altre informazioni di base necessarie per “controllare la posizione fiscale di un contribuente”. La novità rispetto al passato è che in questo caso il fisco, per avere accesso ai dati, non dovrà più ottenere un'autorizzazione da parte del tribunale. Attraverso una semplice richiesta potrà infatti avere libero accesso a tutti i dati richiesti, per effettuare i controlli fiscali necessari.

Secondo Tim Stovolf, responsabile fiscale presso lo studio Kingston Smith “l'Hmrc vuole rimuovere la protezione che i cittadini hanno, abolendo la necessità di chiedere l'autorizzazione al tribunale”. La non intromissione del tribunale lascerebbe dunque pieno campo d'azione all'Agenzia delle entrate inglese, con il possibile rischio di oltrepassare il limite della sfera personale di ogni soggetto.

La mossa del governo inglese deve essere vista però anche in chiave Brexit. Da quando il Regno Unito ha deciso di uscire dall'Unione europea il governo ha infatti iniziato a voler aumentare il gettito fiscale. I dati sulle entrate fiscali dell'anno scorso sono aumentati, così come le sanzioni. La stessa Agenzia delle entrate ha infatti chiesto più budget per poter incrementare gli sforzi per combattere l'elusione fiscale e il riciclaggio di denaro. Inoltre, sempre in tema di entrate fiscali, lo stesso governo di Theresa May, sta appoggiando in Europa la web tax sui colossi del web.

Quest'ultima mossa, non deve dunque stupire ma può destare preoccupazione. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Hmrc tra il 2016 e il 2017 l'Agenzia delle entrate è riuscita ad avere “libero” accesso ad un 46% in più di dati bancari, ottenendo il consenso da parte del tribunale. Questo ha portato ad un aumento del numero di sanzioni recapitate portando i numeri da 4.183 nel 2016-2017 a 6.125 nel 2017-2018.

Attenzione però perché i dati raccolti dal fisco riguardano non solo i contribuenti ma anche le singole imprese. Nei giorni scorsi il fisco inglese ha dichiarato di sospettare che il 22% delle piccole e medie imprese stiano presentando dichiarazioni fiscali sbagliate. Ciò significa che potenzialmente un'impresa su cinque è potenzialmente a rischio di un'indagine da parte dell'Hmrc

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