Consulenza: uomo e tecnologia, due facce della stessa medaglia

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
7.10.2021
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Cresce tar gli investitori l'esigenza di tecnologia nella gestione delle loro finanza. Ma il fattore umano rimane imprescindibile quando le cose si fanno complesse

Charles Schwab ha condotto un sondaggio tra gli investitori per capire la loro relazione con la tecnologia e l'importanza che danno al fattore umano

Dalla ricerca è emerso come per la maggior parte degli investitori la tecnologia sia meglio per attività più transazionali, mentre i professionisti per attività più complesse

È indubbio che la pandemia abbia accelerato l'adozione della tecnologia in molti aspetti della vita: dalle feste di compleanno virtuali agli appuntamenti “online” con i consulenti finanziari. Anche il mondo della pianificazione fiscale è stato infatti toccato dalla digital trasformation. Quattro investitori su 10 (41%) riferiscono di aver aumentato l'utilizzo di strumenti digitali per gestire le loro finanze e il 32% afferma che continuerà ad adottare la tecnologia ad un ritmo sempre più veloce. Un investitore su cinque (19%) crede inoltre che entro un anno la tecnologia gestirà completamente il suo portafoglio. Eppure il supporto umano rimane fondamentale sia tra i nuovi investitori che tra quelli più esperti in tempi di incertezza.
Quando si tratta di interagire con un'istituzione finanziaria, si possono tracciare tre diversi gruppi, equamente divisi, di investitori in relazione alla loro preferenza al digitale o alle persone. Circa un terzo preferisce usare principalmente la tecnologia (37%), un terzo preferisce parlare principalmente con una persona (32%), e un terzo preferisce una combinazione di tecnologia e interazioni di persona su base continuativa (31%). E mentre il 54% degli investitori crede che sia possibile avere un rapporto personale con una società finanziaria interagendo con loro solo attraverso la tecnologia, la maggior parte è anche d'accordo che ci sono momenti per la tecnologia, e altre circostanze che meritano un'interazione con una persona.

La maggior parte degli investitori dice che la tecnologia è meglio per attività più transazionali:

  • Il 71% dice che la tecnologia è meglio per le attività finanziarie semplici, come il monitoraggio delle spese, ma non per quelle complesse

  • Il 71% afferma che la tecnologia li aiuta a raggiungere i loro obiettivi finanziari

  • Il 70% afferma che la tecnologia riduce la quantità di tempo che dedica alla gestione delle proprie finanze

  • Il 65% dice che la tecnologia dà loro tranquillità quando si tratta delle loro finanze


"Le persone sono abituate a fare tutto sui loro telefoni, e si aspettano che gestire le loro finanze sia facile come fare shopping online con un clic o chiamare un taxi" ha affermato Zack Gipson, amministratore delegato delle soluzioni digitali per gli investitori di Schwab.

Molti investitori prevedono che continueranno ad utilizzare la tecnologia anche dopo la pandemia. Le principali attività finanziarie interessate sono: utilizzo di applicazioni di pagamento (46%), strumenti e applicazioni online per gestire le finanze personali (39%), rapporto virtuale con il proprio consulente finanziario (23%).
Al contrario, gli investitori prediligono il fattore umano quando le loro finanze diventano complicate. La maggior parte degli investitori concorda sul fatto che è molto importante avere un rapporto con un professionista quando hanno domande (59%), per un sostegno periodico o continua (51%), o quando il mercato azionario ha grandi guadagni o cali (50%). Infatti, se il mercato azionario calasse significativamente gli investitori (40%) cercherebbero il consiglio di un consulente finanziario piuttosto che rivolgersi a siti web, influencer, amici/familiari.  Inoltre, la fiducia degli investitori in una società finanziaria è influenzata in positivo dal fatto di avere accesso al servizio di persona (96% d'accordo).

Gli investitori sentono anche che i professionisti finanziari fanno meglio quando si tratta di compiti complessi come:

  • Dare consigli finanziari (78%)

  • Fornire assistenza al cliente su domande relative al conto (76%)

  • Comprendere l'intera situazione finanziaria di un investitore (72%)

  • Creare un portafoglio di investimenti personalizzato (69%) o un piano finanziario (66%)

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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