Captive insurance: quali considerazioni svolgere in fase di analisi?

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Raffaele Iervolino
14.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Il clima di incertezza ed avversione al rischio creato dalla crisi pandemica da Covid-19 ha spinto sempre più gruppi multinazionali alla costituzione di società captive attive nella fornitura di servizi di assicurazione ad altre società del gruppo
I vantaggi di tale modello organizzativo sono rappresentati da un maggiore controllo interno, da una riduzione del rischio di gruppo, dal conseguimento di sinergie (azioni concentrate) e da un migliore accesso al mercato della riassicurazione.
Al riguardo, il primo aspetto da considerare ai fini dei prezzi di trasferimento, come evidenziato nel Rapporto Ocse sulle transazioni finanziarie, riguarda la corretta individuazione dei profili essenziali della transazione ossia della relazione economica e finanziaria instauratasi tra le consociate. Occorrerà quindi verificare se siano soddisfatti i principali requisiti che contraddistinguono l'attività assicurativa, come ad esempio:

  • la gestione di un portafoglio di rischi diversificato;

  • la riduzione della rischiosità di gruppo con conseguente miglioramento della posizione relativa al capitale economico;

  • la possibilità di assicurare tali rischi anche fuori dal gruppo con soggetti terzi;

  • l'effettiva possibilità da parte della società captive di sostenere le perdite relative all'attività svolta e la presenza, nella stessa, di competenze tecniche specifiche.

Uno degli aspetti enfatizzati dal Rapporto Ocse sulle transazioni finanziarie riguarda la ricognizione dei rischi economicamente rilevanti riconducibili all'attività assicurativa e la verifica dell'attività di effettivo controllo e gestione su tali rischi da parte della società assicurativa captive. Difatti, qualora, in esito all'analisi effettuata, vi sia evidenza che la società captive non assume effettivamente i rischi generati dalla sottoscrizione delle polizze, mancando quindi l'esercizio del controllo su questi ultimi, il rendimento derivante dall'investimento dei premi dovrà essere allocato alla società del gruppo che risulti effettivamente in grado di assumere tali rischi. Sempre nel contesto del processo di ricognizione ed allocazione dei rischi occorrerà, inoltre, verificare se parte delle funzioni relative all'attività di controllo dei rischi, sottoscrizione delle polizze, classificazione e selezione dei rischi assicurati, pricing dei premi, accettazione del rischio sia stata data a terzi e quali implicazioni questo comporti nella ripartizione dei rischi. Andrebbe, inoltre, verificato se la società captive realizzi attività di riassicurazione dei rischi delle singole società del gruppo che essa assume in prima istanza sul mercato.
Per ultimo è importante sottolineare come le specificità del settore finanziario richiedono che ogni analisi sia svolta considerando i vincoli normativi e/o regolamentari che le società operanti in tale settore sono tenute a rispettare. Al riguardo, le imprese di assicurazione sono chiamate a soddisfare rigidi parametri in termini di gestione dei rischi ed adeguatezza patrimoniale (ovvero di equilibrio tra equity e debito), a garanzia della solidità e della stabilità dell'intero settore, e sono sottoposte alla costante vigilanza di specifici organismi di controllo.

(Articolo scritto in collaborazione con Arianna Borriello, Senior Analyst EY)
Opinione personale dell’autore
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Dottore commercialista e revisore legale, ha lavorato in Italia e all’estero occupandosi di prezzi di trasferimento e fiscalità internazionale presso i più importanti network internazionali. Svolge la sua attività professionale presso lo PwC TLS Avvocati e Commercialisti, dove fa parte del gruppo di lavoro sulle transazioni finanziarie.

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