I Millennial iniziano a pianificare la successione: ecco come

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Alberto Battaglia
23.2.2022
Tempo di lettura: 5'
Secondo una ricerca di Trust & Will, una piattaforma americana specializzata, i Millennial stanno adottando alcune scelte poco tradizionali

Anche se la maggioranza dei partecipanti è ancora in una fase della vita ancora relativamente giovane, la Trust & Will afferma che dopo la pandemia anche i Millennial americani hanno cominciato a porsi maggiori interrogativi sul che cosa potrebbe accadere in caso di una scomparsa prematura

Per un terzo dei Millennial che hanno provveduto a pianificare la successione, l'elemento decisivo è stata la nascita di un figlio; ma anche l'acquisto di una casa o il suggerimento del consulente sono stati fra gli elementi citati

La generazione dei Millennial è ormai entrata interamente nella vita adulta e, con il suo arrivo, si pianificano sempre di più anche gli elementi a lungo termine del proprio piano finanziario. Compresa la preparazione successoria. Per capire meglio come questo stia avvenendo la Trust & Will, una piattaforma digitale americana per la pianificazione dell'eredità, ha condotto un'indagine su un duplice bacino di intervistati: circa 23mila utenti dei propri servizi nel 2021 e altri 323 individui, in entrambi i casi di età compresa fra i 25 e i 44 anni.

Anche se la maggioranza dei partecipanti è ancora in una fase della vita ancora relativamente giovane, Trust & Will afferma che dopo la pandemia anche i Millennial hanno cominciato a porsi maggiori interrogativi sul che cosa potrebbe accadere in caso di una scomparsa prematura.

Nel 2021, il 75% dei Millennial americani che ha lavorato con Trust & Will ha deciso di pianificare la successione per mezzo del testamento, mentre un più contenuto di 19% ha deciso di avvalersi dell'istituzione di un trust. Quest'ultima scelta, ha affermato la società, risulta più comune quando il soggetto dispone di un patrimonio più variegato e complesso.

Procedere attraverso il testamento “è sufficiente per la maggior parte delle persone, permettendo loro di distribuire i loro beni, nominare tutori per i loro figli ed animali domestici, decidere i loro desideri di assistenza sanitaria e le disposizioni finali”, hanno affermato gli autori dell'indagine, “poiché il 71% del campione che abbiamo analizzato aveva un patrimonio netto di 500.000 dollari o inferiore, è comprensibile che la maggioranza abbia scelto di compilare un testamento”.



Per oltre un terzo dei Millennial, fra quelli che hanno già provveduto ad una pianificazione successoria, la principale motivazione è stata molto semplice: la nascita di un figlio. L'11% degli intervistati ha citato, invece, una “morte nella famiglia” e il 9,3% l'acquisto di una casa. Fra le altre ragioni che hanno spinto la costituzione di un piano per l'eredità figurano un incremento del reddito o del patrimonio (7,9%) o il suggerimento ricevuto da un consulente finanziario (6,1%) o da un membro della famiglia (5%).



 

"I Millennial stanno costruendo le loro famiglie e nel mentre si prendono cura dei loro genitori anziani in mezzo a una crisi sanitaria globale, spingendo più caregiver a pianificare il futuro", ha detto Cody Barbo, fondatore e ceo di Trust & Will, in una dichiarazione. "Anche se i Millennial stanno prendendo l'iniziativa nello scrivere testamenti e stabilire trust per impostare la salute finanziaria delle loro famiglie”, ha ammesso Barbo, “la maggioranza degli adulti americani non ha ancora alcun piano in atto".

In vari modi, la generazione Millennial starebbe pianificando il fine-vita in discontinuità con le scelte più tradizionali. Mediamente, il campione ha indicato sette soggetti fra i beneficiari dei propri piani successori. Il 24%, inoltre, non ha indicato un membro della famiglia come tutore per i propri figlio, animali domestici o come trustee – ossia il soggetto chiamato a gestire i beni conferiti nel trust.

Alcuni aspetti curiosi sono puramente culturali. I Millennial americani hanno dichiarato in larga maggioranza di preferire la cremazione (47%) alla sepoltura (25%); e alla classica “Ave Maria” di Schubert, come ultimo brano musicale per le esequie spuntano reminiscenze dell'età dell'innocenza come Avril Lavigne o i Linkin Park.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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