Legittima: come si calcola in presenza di fideiussioni

MariaPaola Serra
MariaPaola Serra
14.1.2022
Tempo di lettura: 3'
Con sentenza n. 32804 del 9 novembre 2021, la Corte di Cassazione civile (Sez. II) ha stabilito che il debito derivante dalla fideiussione prestata in vita dal de cuius non rientra automaticamente tra le passività ere...
La “riunione fittizia” è l'operazione contabile che consente di determinare sia l'ammontare della quota del patrimonio personale di cui il defunto poteva disporre liberamente, sia l'ammontare della quota dello stesso viceversa indisponibile (in quanto riservata per legge ai legittimari, ovverosia ai più stretti familiari del defunto, cioè, il coniuge, il partner unito civilmente, i figli e gli ascendenti).In particolare, le norme per l'effettuazione di tale calcolo sono contenute nell'articolo 556 del codice civile, che impone a tal fine di formare, dapprima, la massa di tutti i beni che appartenevano al de cuius al momento della morte (relictum), d...
La Corte di Cassazione, accogliendo la doglianza del ricorrente, ha ritenuto che, ai fini della riunione fittizia, debbano essere inclusi nella massa attiva e passiva solo diritti e obblighi aventi esistenza attuale e certa nel patrimonio ereditario e che, pertanto, le eventuali fideiussioni prestate dal de cuius non costituiscono passività detraibili dal valore dei beni relitti, a meno che al momento dell'apertura della successione sussista – oltre alla persistenza dell'obbligazione garantita, anche - l'insolvibilità del debitore garantito o l'impossibilità di esercitare l'azione di regresso verso quest'ultimo, con il conseguente effettivo depauperamento dell'attivo ereditario.
In pratica, la Corte di Cassazione ritiene applicabile alle fideiussioni (e ai debiti solidali in generale) la medesima disciplina prevista sul punto per i debiti sottoposti a condizione sospensiva, i quali vengono esclusi dal passivo ereditario, fatte comunque salve le opportune correzioni laddove la condizione si verifichi: anche il debito derivante dalla fideiussione prestata in vita dal de cuius, dunque, non verrebbe detratto dal valore dei beni relitti ove non sia attuale e certo, salvo rettifica del calcolo della porzione disponibile e della quota di riserva allorché il debito venga ad esistenza in un momento successivo.
Opinione personale dell’autore
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MariaPaola Serra è managing counsel dello studio legale e tributario Dentons, nella sede di Milano. Segue high net worth individuals italiani e stranieri in progetti di allocazione, segregazione e riassetto patrimoniale e nella relativa implementazione; presta assistenza legale in materia di pianificazione successoria domestica e internazionale e si occupa di passaggi generazionali all’interno di imprese di famiglia.

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