Trattato Italia – Francia: quali prospettive si aprono per le imprese?

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Nicola Dimitri
30.11.2021
Tempo di lettura: 3'
Italia e Francia, anche grazie a questo recente accordo, volto al rafforzamento della cooperazione economica e del flusso di investimenti, mirano a diventare leader nei processi di transizione digitale e verde

Il cd. Trattato del Quirinale prevede partecipazioni incrociate tra Francia e Italia che potrebbero portare giovamento per il tessuto industriale e imprenditoriale di entrambi i Paesi

L'Accordo può divenire un’occasione di rafforzamento e di sviluppo delle relazioni commerciali a beneficio delle imprese

I rapporti tra Francia e Italia sono antichi e più che consolidati. Ad oggi, come risulta da un comunicato stampa della Presidenza del Consiglio, sono oltre 2.000 le aziende italiane che hanno investito in Francia in settori strategici, impiegando quasi 70.000 lavoratori.
Il saldo della bilancia commerciale italiano è stabilmente positivo, intorno agli 8 miliardi di euro e, inoltre, la quota di mercato dell'export italiano in Francia, nel primo semestre del 2021 corrisponde ad oltre 26 miliardi di euro.
E invero, a rafforzare questa già fruttuosa cooperazione, si pone il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata” sottoscritto da Draghi e Macron, il cui obiettivo è, per l'appunto, intensificare i rapporti strategici tra i due Paesi e valorizzare al meglio le attività delle imprese francesi e italiane.

Sono almeno 3 i punti salienti del Trattato. Oltre all'obiettivo di rendere l'intera Ue più unita e compatta, oltre a favorire il ravvicinamento delle società civili, promuovendo l'integrazione e la mobilità dei giovani, nel testo dell'accordo è individuata un'agenda comune per la cooperazione bilaterale in diversi settori, tra cui: sicurezza e difesa, cooperazione economica, industriale e digitale, sviluppo sostenibile, spazio. Italia e Francia, infatti, con questo accordo, favoriscono l'attuazione di un'ambiziosa politica industriale europea orientata alla competitività globale delle imprese e volta a facilitare la realizzazione della doppia transizione digitale ed ecologica.

È evidente che una siffatta cornice normativa, apre le porte a una serie di opportunità rivolte alle imprese e agli imprenditori che già operano o intendono avviare un'attività nei settori e nei campi di interesse dell'accordo

In effetti, il Trattato prevede interventi mirati nel settore dell'economia e del sostegno a progetti innovativi per il sostegno delle start-up e delle Pmi, anche grazie all'accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e la Banque Publique d'Investissement.

Come si legge a chiare lettere nell'accordo, infatti, i due Stati si impegnano a facilitare gli investimenti reciproci e avviano, in un contesto di bilanciamento dei rispettivi interessi, progetti congiunti per lo sviluppo di startup, piccole e medie imprese (Pmi) o grandi imprese dei due Paesi, favorendo le relazioni reciproche e la definizione di strategie comuni sui mercati internazionali.

Entrambi gli Stati, inoltre, s'impegnano a rafforzare le collaborazioni industriali bilaterali, nonché promuovere iniziative che contribuiscono alla valorizzazione delle catene del valore, facilitando la partecipazione delle Pmi a tali progetti e il loro finanziamento tramite fondi e programmi europei.
Ebbene, il ravvicinamento delle reti economiche dei due paesi, anche attraverso la creazione di un forum annuale di concertazione economica franco-italiana che garantirà un confronto regolare sulle politiche industriali – sarà, senza dubbio, positivo per le imprese che operano nell'ambito del digitale, dell'elettronica, dell'industria farmaceutica o nel campo dei semi-conduttori.

Inoltre, nel testo dell'accordo si parla della volontà reciproca di approfondire la cooperazione in settori strategici quali le nuove tecnologie, la cyber-sicurezza, il cloud, l'intelligenza artificiale, la condivisione dei dati, la connettività, il 5G-6G, la digitalizzazione dei pagamenti e la quantistica.

Questi, pertanto, risultano essere i settori che, più di altri, risentiranno positivamente dell'accordo e su cui, conseguentemente, le imprese dovranno puntare per cogliere al meglio le prospettive di business che si profilano all'orizzonte.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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