Successioni transfrontaliere: il principio di unità

MariaPaola Serra
MariaPaola Serra
28.2.2020
Tempo di lettura: 3'
Le successioni a causa di morte con elementi di internazionalità presentano molteplici problematiche, in primis quelle relative all'individuazione della legge applicabile
Le norme di diritto internazionale privato regolanti le successioni transfrontaliere a causa di morte sono contenute nel Regolamento Ue 650/2012 (che però non si applica alla materia fiscale), che detta una disciplina uniforme per tutti gli Stati europei - fatta eccezione per la Danimarca e l'Irlanda, oltre che per il Regno Unito pre-Brexit– e che ha reso inapplicabili, in quanto incompatibili, le relative disposizioni dettate in materia dalla L. 218/1995 per l'ordinamento giuridico italiano.
Ribaltando completamente l'approccio tenuto dal legislatore italiano sul punto, il Regolamento Ue 650/2012 ha dunque sancito quale criterio di collegamento (i.e., il principio attraverso il quale si giunge a individuare la legge chiamata a regolare una data successione internazionale) quello dell'ultima “residenza abituale” del defunto, accordando però a quest'ultimo la possibilità di scegliere la legge dello Stato di cui è cittadino, anche se è quella di uno Stato non appartenente all'Unione Europea.

In pratica, la legge applicabile all'intera successione internazionale che sia aperta in un paese Ue è di default la legge del paese di residenza abituale del de cuius al momento della morte, che è determinata dal collegamento stretto e stabile della persona con lo Stato interessato e che deve essere valutata alla luce sia delle circostanze della vita del defunto (es. durata, regolarità, ragioni della permanenza) negli anni precedenti la morte e al momento della morte dello stesso, sia della volontà concreta di quest'ultimo di stabilire la propria residenza in detto Stato. Laddove però, dalle circostanze del caso concreto, risulti chiaramente che, al momento della morte, il defunto avesse collegamenti manifestamente più stretti con uno Stato diverso, la legge applicabile a tale successione sarebbe comunque la legge di tale altro Stato.

Il Regolamento Ue 650/2012 è tuttavia improntato a un esplicito favor per la pianificazione successoria, consentendo all'interessato di scegliere come legge regolatrice della propria intera successione - in modo espresso, a mezzo di dichiarazione resa nella forma di una disposizione a causa di morte (es. testamento) - la legge dello Stato di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte. Una persona con più di una cittadinanza, può poi scegliere la legge di uno qualsiasi degli Stati di cui ha la cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte.

Occorre sottolineare che, per il Regolamento Ue 650/2012, la legge regolatrice dell'intera successione (di default o per scelta del de cuius) deve essere unica: soltanto una legge – come sopra individuata - dovrà quindi applicarsi a tutti i beni ereditari ovunque si trovino e indipendentemente dalla loro natura e regolare ogni questione relativa alla successione, dall'apertura della stessa alla devoluzione dei beni, alle restrizioni alla libertà di disporre a causa di morte quali la riserva di legittima.

Il cosiddetto principio di unità della successione adottato dal Regolamento in parola può però essere derogato in specifiche ipotesi, con conseguente scissione “territoriale” o “funzionale” della successione stessa. È per esempio questo il caso del rinvio comportante l'applicazione della legge successoria di uno Stato terzo che adotta il sistema dualista - molto diffuso nei Paesi extra-europei - che prevede la separazione dei beni mobili (per i quali vale la legge della residenza o della nazionalità del defunto) dai beni immobili (per i quali, invece, vale la legge del luogo di situazione di ciascun bene immobile caduto in successione).
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MariaPaola Serra è managing counsel dello studio legale e tributario Dentons, nella sede di Milano. Segue high net worth individuals italiani e stranieri in progetti di allocazione, segregazione e riassetto patrimoniale e nella relativa implementazione; presta assistenza legale in materia di pianificazione successoria domestica e internazionale e si occupa di passaggi generazionali all’interno di imprese di famiglia.

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